<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746</id><updated>2012-01-20T11:35:09.070Z</updated><category term='lavoro'/><category term='musica'/><category term='incontri'/><category term='casa'/><category term='sport'/><category term='pub e locali'/><category term='inglese'/><category term='teatro'/><category term='italia'/><category term='cinema'/><category term='shopping'/><category term='cucina'/><category term='attualità'/><category term='trasporti'/><category term='archeologia e musei'/><category term='riflessioni'/><category term='blog'/><category term='viaggi overseas'/><category term='escursioni'/><title type='text'>utopie irlandesi</title><subtitle type='html'>questo non è un blog, è letteratura</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>88</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-1492859715065448501</id><published>2009-11-23T23:18:00.019Z</published><updated>2009-12-12T01:22:03.120Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inglese'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Solo la storia di un pezzo della mia vita</title><content type='html'>&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XiG44iWf5Tw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/XiG44iWf5Tw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono partito perché mi sentivo un essere che nascondeva dentro di se una perdita, una scomparsa nella quale si rispecchiava il mio personale annientamento. Volevo vivere, essere in mezzo ad altri, ma come in un letargo invisibile. Comunque sono partito, di notte, in aereo, verso il Nord.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono passati 32 mesi dal mio arrivo a Dublino. Esattamente 12 mesi dal mio ultimo post. E arrivata forse il tempo di fare il punto della situazione e di spiegare come è andata a finire. Ma prima un avviso ai naviganti. Potrà sembrare strano quel che scrivo, ma mi sembra un atto dovuto.  Da quando ho dato una svolta intimistica e emotiva al blog ho ricevuto molti contatti dai lettori, alcuni trasformati in amicizie, alcuni in qualcosa di più. Molti hanno continuato a scrivermi anche dopo aver sospeso il blog nell'ultimo anno. Devo dirvelo, perciò: non sono così. Vi ringrazio per avermi attribuito la sensibilità, la tenerezza, l'ironia e tutto il resto. Le mie sono parole. Scrivere è un mestiere facile: scegliere la cosa giusta non costa fatica. Vivere è un'altra storia, piena di errori. Non sto dicendo che quello che vi ho raccontato è frutto di fantasia; i luoghi, le persone, le emozioni che ho descritto sono reali. Quello che cambia tra la mia vita reale e il mio blog è quello che non ho raccontato. Chiunque mi venga a cercare avendomi letto fa una passeggiata verso la disillusione. Per questo accetto volentieri l’amicizia su facebook dai lettori di utopie irlandesi ma non amo incontrare di persona nessuno, frequento soltanto chi non ha mai cliccato su questo blog, ma si è iscritto altrove. Ci vuole poco a coniare una frase che apra il cuore. E' fare qualcosa il vero problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che è successo l’ultimo anno? Sono sempre a Dublino, sono sempre nella mia casa nella Old Distillery di Smithfield con i suoi  soffitti a volte e i suoi muri in pietra. Ho passato la “probation period” e sono sempre online marketing manager di una azienda irlandese.  Ho continuato i miei viaggi in Irlanda e ormai ho visitato tutte le 32  conteee irlandesi meno una.  Ho continuato a fare i “viaggi overseas”: negli occidentali paesi dell’est, nella accogliente penisola iberica e nella steppa russa e nelle montagne mongole lunga la transiberiana alla ricerca di sciamani.  Ho continuato a scrivere e ho trovato un piccolo e temerario editore che vorrebbe pubblicare le parole che in parte ho scritto in questo blog. Ho fatto corsi di teatro con terrificanti monologhi finali in inglese. Ho imparato a giocare a golf e a fare l'Irish Stew. Ho frequentato corsi di chakra yoga e fatto deliranti sessioni di tribal dance. Mi sono comprato una vecchia Vespa e adoro sentire l’odore del mare percorrendo la Dublin Bay. Continuo ad amare Dublino, l’Irlanda e gli irlandesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali altre novità? Una dolce ragazza irlandese che tenta inutilmente di insegnarmi l'inglese e il gaelico, una fattoria biologica che con alcuni amici vorrei trasformare in ecovillaggio, alcuni amori vitali e tormentati  e un mondo intorno a me che continua a cambiare. Non solo negli amici che continuano a lasciare l’Irlanda, ma nel clima generale del paese. A volte mi sento come un passeggero che balla sul ponte mentre la nave affonda sperando che l'imbarcazione non vada a picco troppo presto. Non è questo il luogo adatto per parlare del tracollo dell’economia  irlandese. Segnalo solo due dati personali. Crisi economica e disoccupazione. Nella mia azienda quando sono stato assunto io c’erano 32 dipendenti ora siamo rimasti in 27. Nessuno dei 6 licenziati ha trovato lavoro nell'ultimo anno.  Crollo dei prezzi. Il precedente inquilino del mio appartamento pagava 1.150 euro al mese, io  ho pagato 950 euro per un anno, con il recente rinnovo contrattuale ora ne pago 800.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tempi difficili. Non solo per l'economia irlandese. Da qualche mese l’insonnia mi colpisce sempre più spesso, non una o due volte alla settimana, ma anche quattro, cinque volte. Che cosa devo fare quando questo accade? Io faccio lunghe passeggiate aspettando l'alba. Non c’è una persona che penso possa capirmi abbastanza per disturbarla con una chiamata. Eppoi cosa dovrei dirle? È una questione di silenzi, non di parole.  Ma poi torno a casa e a volte la trovo che mi aspetta preoccupata seduta sul mio letto. Allora senza parlare preparo due cappuccini. Accarezzo la sua mano posata sulla mia, e ne vedo l'immagine riflessa, dalle prime luci dell’alba, nelle cups in ceramica. Siamo stanchi, ma mi sento in quei momenti con tutta l'approssimazione umana del termine, felice. Sento che tra le mie ansie esistenziali, esiste un punto di riferimento e che posso fidarmi di quello. Poi lei mi dice alcune parole che non comprendo e capisco che è tutta una illusione. Che alcune differenze non è facile ignorarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che altro? Vivo, m'innamoro, spero. E anche se capisco che il risultato della mia partita è segnato, che stanno barando sotto i miei occhi vado avanti. Perchè a volte si riesce ad elaborare, anche nella più intricata crisi, qualcosa di vitale: l'idea di un nuovo assestamento. Una posizione, nel mondo, che non riproduce più quella infantile, che non tende più verso la quiete iniziale, ma che accetta di giocarsi nell'incognita del presente.  E allora mi sento soddisfatto della mia vita e del mio percorso irlandese. Arrivato senza lavoro e con una conoscenza  poco più che elementare dell’inglese ora ho un buon stipendio, una bella casetta, un buon lavoro, una ragazza che mi ama,  degli amici a cui voglio bene. Ma era quello che veramente cercavo in Irlanda? Non rimpiango i primi mesi in iperaffollate case abitate da lerci francesi e  casinisti spagnoli o il mio primo lavoro irlandese in un alienante dipartimento supporto tecnico di una multinazionale americana collocata nella periferia della citta'. Forse, dopo quasi tre anni a Dublino, che ormai considero la mia casa, rimpiango l'entusiasmo dei primi mesi e forse mi manca il piacere di nuovi incontri e di nuovi paesaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finito il blog, finito il libro e come se ora fosse finita una fase della mia vita, ma la nuova fase ha contorni ancora sfumati. Per un anno e mezzo ho dedicato del tempo seduto di fronte a un computer, a descrivere il panorama della mia vita ogni settimana, battendo sui tasti la riproduzione della mia esistenza. Volevo raccontare frammenti della mia vita all'estero in questi difficili anni. Frammenti che sono diventati una storia. Una storia che non è né un successo né un fallimento. Solo la storia di un pezzo della mia vita. Che ho voluto condividere con voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Video: Dawns in Ireland&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Krishna Das - Govinda Hare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.mauriziopittau.it/"&gt;www.mauriziopittau.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-1492859715065448501?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/1492859715065448501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=1492859715065448501' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1492859715065448501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1492859715065448501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2009/12/solo-la-storia-di-un-pezzo-della-mia.html' title='Solo la storia di un pezzo della mia vita'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-2023987163885643573</id><published>2008-11-23T16:19:00.023Z</published><updated>2010-02-05T03:32:40.810Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Ritorno a Dublino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dJvMVT_QqCQ&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/dJvMVT_QqCQ&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;Utopie irlandesi finisce qui. A meno di ripensamenti questo è l’ultimo post del blog, che negli ultimi mesi ho stancamente aggiornato. Ultimi mesi difficili e frenetici dopo un meraviglioso fine inverno-inizio estate. Dopo due mesi a Londra sono tornato a Dublino. La decisione non è stata facile e ho passato diverse tormentate settimane a chiedermi cosa fosse meglio per me. Ora dopo un indispensabile viaggio a Praga, da qualche settimana lavoro come online marketing manager per una azienda irlandese. Il nuovo lavoro è complesso, ma credo di essere un privilegiato nel poter essere ben pagato per lavorare su mie passioni (comunicazione, internet, internazionalizzazione, advertising). Mi sono trasferito in centro a Smithfield dietro Four Courts in un appartamento ricavato da una vecchia distilleria con muri in pietra e il soffitto a volte senza quindi i muri in cartongesso dei nuovi orrendi edifici dublinesi. Ho portato il mio wine cabinet, eliminato la tv, montato una libreria e fatto installare 20Mb di broadband da Ntl in quella che sarà il mio rifugio dalle crisi finanziarie, economiche ed emotive per i prossimi mesi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;Dublino non è una città in cui ci si ferma per sempre. Se la mia azienda non mi licenzia o fallisce prima (cosa non impossibile in questi tempi di recessione) il mio piano è di fermarmi per almeno un altro anno e poi continuerò i miei viaggi (il ritorno in Italia è decisamente escluso per i prossimi anni). Ogni tanto bisogna fermarsi e se è pur vero che in un anno e mezzo ho visto più cose dell’Irlanda e di Dublino di tanti nativi ho ancora tanto da scoprire. Ci sono stati momenti positivi e altri negativi nella mia vita irlandese. Momenti che non sempre hanno trovato posto nel blog, ma che non di meno dei fatti raccontati mi hanno permesso di crescere professionalmente e soprattutto come persona. Sono stati mesi divertenti, faticosi, creativi, travagliati, fertilissimi, pieni di fantasia. I primi mesi dal mio arrivo a Dublino sono passati, forse i migliori. Adesso sono finiti, ma nuove esperienze mi aspettano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;Le cose cambiano. Quasi tutte le persone provenienti dai più svariati paesi che ho conosciuto nel mio primo anno a Dublino sono andate vie facendomi sentire orfano questa estate, ma ci sono stati nuovi e piacevoli incontri, in particolare di italiani, e ora che ho trovato una mia temporanea stabilità spero di incontrare nuovi compagni e nuove compagne di percorso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Perché riflettendo, quello che è stato veramente importante fino ad ora della mia esperienza irlandese non è stato tanto l’esperienza lavorativa, il migliorare il mio inglese o il vedere nuovi paesaggi ma gli incontri che ho fatto. Se dovessi salvare solo alcuni frammenti del mio anno e mezzo a Dublino, non avrei nessun dubbio a rinchiudere in uno scrigno da portare sempre con me alcuni momenti fondamentali: i viaggi e le interminabili telefonate con Belén, il sabato mattina in camera mia con Marianne che chatta con messenger sul mio computer mentre io leggo pigramente il giornale sul letto, i sinceri abbracci con Emiliano ogni volta che ci si rincontrava, le domeniche pomeriggio passate con la piccola Mairead facendo volare i nostri aquiloni sulla spiaggia o divertendoci nella sala creatività dell’Irish Museum of Modern Art, i concerti nei Jazz club con Daniela, i Saturday International Dinner organizzati con Zyta, le serate trascorse al Winter Garden accocolato con Johanna sul divano a raccontarci la giornata sorseggiando Cabernet e ascoltando Stan Getz e Joao Gilberto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;Ma anche gli incontri virtuali spesso trasformati in incontri reali con i lettori di questo blog, parte importante della mia esperienza irlandese. Ringrazio tutti i visitatori magari sporadici e tutti coloro che hanno lasciato un commento contribuendo alla vivacità del blog. In particolare saluto il lettore numero uno Roberto che sono sicuro sopravvivrà alla fine del blog, Anna che ho fatto viaggiare con le mie parole, Markus che ha portato su aspetti più concreti le mie astrazioni, Carlotta che è sempre stata presente quando manifestavo smarrimento e sfiducia, Coluietc. che ha condiviso con me gioie e dolori, Tatiana la corrispondente da Cork, Giò e i suoi commenti politici, Marika che ha seguito il blog come un romanzo, Aquilablu amico e traslocatore di fiducia, Laylee che ha condiviso le emozioni di una "mia" Irlanda, fatta di luci e ombre, Zax (Andrea) in attesa delle mie prossime avventure londinesi, Eleonora con le sue esperienze da raccontare, Puntino e le sue domande, tutti i bloggers irlandesi con cui ho scambiato link e commenti, come dice Bacco77, veri “eroi”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;Nonostante la precarietà e i tormenti di questi anni la vita a Dublino si è rivelata ogni tanto come una sottile e delicata vibrazione che ha raccordato e uniformato il tono di diverse esperienze e diverse storie. In fondo, fa bene pensare che, alla base di diversi percorsi, sia scorsa una delicata armonia che ha fatto incontrare persone diverse, ma uguali. E che va semplicemente rispettata, anche se è durata un attimo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-IE"&gt;Video: Utopie Irlandesi Primo anno&lt;st1:city st="on"&gt;&lt;st1:place st="on"&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;&lt;br /&gt;Song: &lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;Stan Getz e Joao Gilberto - Desafinado&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://www.utopieirlandesi.blogspot.com/"&gt;www.utopieirlandesi.blogspot.com&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-2023987163885643573?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/2023987163885643573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=2023987163885643573' title='33 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2023987163885643573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2023987163885643573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/11/ritorno-dublino.html' title='Ritorno a Dublino'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><thr:total>33</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6325357295731489613</id><published>2008-11-08T21:30:00.015Z</published><updated>2008-11-12T19:49:24.137Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trasporti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>Falls Road, Belfast</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SRYFNSuDwCI/AAAAAAAAAo4/SL8TgIkwcaI/s1600-h/SolidarityWall.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 203px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SRYFNSuDwCI/AAAAAAAAAo4/SL8TgIkwcaI/s320/SolidarityWall.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266402540177834018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Partiamo dalla City Hall. Ci dirigiamo verso nord e attraversiamo Westlink. Il primo segno da cui si capisce di essere entrati in un quartiere “speciale” è il posto di osservazione dell’esercito in cima alla Divis Tower, un luogo tristemente noto nel periodo dei "Troubles" (termine inglese traducibile come “i disordini” indicante il conflitto nordirlandese, che si è svolto tra la fine degli anni '60 e la fine degli anni '90 in Irlanda del Nord e i cui effetti si sono allargati anche all' Inghilterra e alla Repubblica d' Irlanda e che ha causato oltre 3000 morti). Negli anni ’70 le forze dell’ordine occuparono gli ultimi due piani della &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Divis Tower&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;, che utilizzano tuttora per tenere sotto controllo gli spostamenti della popolazione. Avvicinandoci notiamo i manifesti e le scritte sui muri che chiedono la “smilitarizzazione di Divis”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Una volta superata la Divis Tower, guardiamo alla nostra destra sul lato opposto della via: notiamo l’inizio della cosiddetta Peace Line, una barriera alta 6 metri formata da lamiera ondulata, cemento e catene, che separa da trentacinque anni la comunità protestante da quella cattolica. Eretta nel 1970 come “misura temporanea”, è sopravissuta addirittura al muro di Berlino. Lungo complessivamente 4 Km, la divisione si snoda da Westlink fino alle pendici inferiori della Black Mountain. I varchi presenti rimangono aperti durante il giorno, ma dalle 17 alle 8 quasi tutti i passaggi vengono chiusi. Attualmente a Belfast si contano una ventina di barriere di questo tipo. Le più recenti sono sorte nel 2002 nella zona di Short Strand a East Belfast.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Proseguiamo e arriviamo a Solidarity Wall, una serie di murales che esprimono la solidarietà dei repubblicani nordirlandesi nei confronti dei palestinesi, curdi e armeni. Quando passiamo di fronte al graffito di solidarietà alla causa basca, l’architetto mi prende la mano e me la stringe fortissima.  A fianco, dopo un graffito di commemorazione di Martin Meehan politico del Sinn Féin e primo condannato al carcere per otto anni in quanto volontario del Provisional Irish Republican Army (IRA), ce n’è uno raffigurante la pubblicità di un “black taxi”. I taxi neri sono taxi collettivi in servizio su percorsi fissi, che partono solo quando sono pieni, per poi far scendere e salire i passeggeri durante il tragitto. I “People’s Taxis” (taxi popolari) furono introdotti negli anni ’70 al posto dei servizi urbani di autobus che erano stati interrotti o soppressi a causa della violenza per le strade al culmine dei Troubles. Le associazioni che gestiscono i taxi sono imprese autogestite che crearono occupazione in quel periodo di grande difficoltà, dando spesso lavoro a ex detenuti che altrimenti non avrebbero trovato lavoro. Gli unionisti sostengono che i profitti dei taxi di Falls Rd servono a finanziare l’IRA.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;All’incrocio con Sevastopol St sorge la sede del Sinn Féin ("noi stessi" in gaelico), un edificio di mattoni rossi caratterizzato dal famoso murale raffigurante un sorridente Bobby Sand, celebre per lo sciopero della fame che lo condusse nel carcere di Long Kesh alla morte nel 1981 poche settimane dopo essere stato eletto membro del parlamento. Sul muro è riportato una frase famosa dello stesso Sand:  “Our revenge will be the laughter of our children”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Superiamo il Ruby Emerald Take-Away  di fronte al quale nel novembre del 1995 ha avuto luogo la storica stretta di mano tra il leader del Sinn Féin Gerry Adams e il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. Sulla sinistra sorge il Royal Victoria Hospital che negli anni dei Troubles si è specializzato nella cura di armi da fuoco. Lunga tutta Falls Rd si susseguono murales repubblicani oltre a targhe e monumenti in memoria delle persone morte durante gli scontri. Il vicino quartiere protestante con i suoi murales bellici e monarchici raffiguranti paramilitari in pose plastiche e regnanti incoronati sembra lontanissimo anni luce. E tu capisci da che parte sta il tuo cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In Conway St vediamo un vecchio edificio decadente che ospita l’Irish Repubblican History Museum e Conway Mill, un linificio del XIX secolo che ospita oltre venti negozietti e laboratori d’arte, artigianato e mobili.  Continuiamo a camminare e arriviamo al City Cementery e a Falls Park, da cui si accede al Miltown Cemetery, dove sono sepolte le persone morte durante lo sciopero della fame del 1981. Notiamo molte H verdi attaccate ai lampioni in ricordo dei blocchi H della prigione di Maze, dove erano incarcerati i protagonisti dello sciopero. La mia compagna di viaggio non parla e mi stringe sempre più forte la mano che non ha mai mollato da Solidarity Wall. Nella stretta non c’è nulla di romantico o tenero, ma è una vibrante richiesta di sostegno e solidarietà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Torniamo indietro verso il centro. Incontriamo in Beechmount Ave un enorme murale con la scritta “Free Ireland”.  Due vie più avanti troviamo il Plastic Bullet Mural che commemora diciassette persone, tra cui otto bambini, uccise dai proiettili di plastica (oggi vietati) sparati dalle forze dell’ordine. L’architetto interrompe il suo lungo silenzio e incomincia a singhiozzare e lacrimare. Mi abbraccia. Due signore e un giovane che fumano fuori da un pub vedono la scena e si avvicinano a noi e senza dire nulla ci abbracciano silenziosamente e allora anch’io non posso che sciogliermi e mi commuovo e i miei occhi si inumidiscono.  Dopo alcuni intensi minuti propongo una pinta nel pub. Con Colm mi sento spesso via Skype, con Ms Marie e Ms Agata scambio ogni Natale e Pasqua dei garbati biglietti di auguri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Solidarity Wall, Belfast&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Music: Éire Óg - Go on Home British Soldiers&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana; font-style: italic;" href="http://www.sinnfein.ie/"&gt;www.sinnfein.ie &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6325357295731489613?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6325357295731489613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6325357295731489613' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6325357295731489613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6325357295731489613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/11/perfect-days-belfast.html' title='Falls Road, Belfast'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SRYFNSuDwCI/AAAAAAAAAo4/SL8TgIkwcaI/s72-c/SolidarityWall.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6530243442145955448</id><published>2008-10-25T02:33:00.013+01:00</published><updated>2008-11-01T23:48:05.653Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Tra crisi e recessione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SQJ4BCvyNxI/AAAAAAAAAow/qYDn9FZEVvw/s1600-h/londra.saint.paul.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 222px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SQJ4BCvyNxI/AAAAAAAAAow/qYDn9FZEVvw/s320/londra.saint.paul.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260899274034657042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Si ha crisi quando il tuo vicino perde il posto di lavoro. Si ha recessione quando sei tu a diventare disoccupato. Diceva questo il mio vecchio professore di politica economia. E per esperienza devo dire che è vero. Nella Irlanda in recessione ho perso il lavoro, a Londra dove ora mi trovo sono i miei vicini che lo stanno perdendo. Fino a che non deciderò dove fermarmi  in queste settimane vivo una sorte di schizofrenia. Da lunedì a giovedì vivo a Londra dove ho iniziato il mio nuovo lavoro. Da giovedì a lunedì torno a Dublino. Tra crisi e recessione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Dublino lasciata Winter Garden sono andato ad abitare provvisoriamente poco distante. Gallery Quay sul Grand Canal Square. Camera doppia con bathroom ensuite al modico prezzo di 800 euro, il lussuoso Fresh Supermarket sotto casa e di fronte lo spettacolo dei Docklands. Vista la crisi della mia azienda ad agosto mi sono guardato attorno per eventuale nuovo lavoro a Dublino.  Constata la scarsità di posizioni sul mercato locale ho dato uno sguardo oltre il Mar d’Irlanda e ho scoperto che il mio profilo era assai richiesto a Londra. Ho trovato in tempi relativamente brevi un lavoro nella capitale britannica e lasciato il vecchio lavoro irlandese ho iniziato a lavorare a Londra da circa un mese come e-commerce executive. La mia azienda ha uffici a Soho e Chelsea &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;che raggiungo leggendo la mia copia de l'Indipendent con la tube, prima Northern line da Golders Green e poi Piccadilly line.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Londra vivo nel nord in una cohousing. Ho un piccolo appartamento  con mattoni a vista tutto per me in un grosso palazzo vittoriano con pannelli solari, orto bio-dinamico e condivisione  di spazi comuni come la sala della musica e la stanza della riflessione. I miei vicini di casa sono eccentrici ecologisti freakettoni come “la regina dei piselli” (“The Queen of the Peas”), una insegnante di matematica in pensione che parla agli ortaggi sostenendo che hanno un anima. O Markus un designer finlandese che ogni giorno al ritorno dal lavoro lavora ad una versione pop del Giudizio Universale di Michelangelo nella lobby dell'edificio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Vivo con curiosità e perplessità la mia esperienza di vita londinese e non ho voluto abbandonare completamente Dublino. Ho già vissuto a Londra e ho sempre sospettato che sarei tornato a viverci, ma ho come la sensazione che non sia ancora il momento. I mesi che avevo per decidere che fare però sono diventati settimane, poi giorni e tra poco ore. Ad ottobre alcune offerte di lavoro sono arrivate anche dalla Dublino in recessione e pare che qualcuno sia interessato ad assumermi nel ruolo che esattamente stavo cercando. Tenere due case e due residenze tra Dublino e Londra è troppo costoso e faticoso. E il mio boss londinese mi vuole da novembre full time tutta la settimana. E’ arrivato il tempo delle scelte. Nel mentre ho aperto il mio blog londinese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: St Paul's Cathedral, London&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: The Aerosmith – Livin’ on the edge &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://utopielondinesi.blogspot.com/"&gt;utopielondinesi.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6530243442145955448?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6530243442145955448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6530243442145955448' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6530243442145955448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6530243442145955448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/10/tra-crisi-e-recessione.html' title='Tra crisi e recessione'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SQJ4BCvyNxI/AAAAAAAAAow/qYDn9FZEVvw/s72-c/londra.saint.paul.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-109359886030767303</id><published>2008-10-10T01:27:00.016+01:00</published><updated>2008-10-26T23:42:33.145Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>Sturiellet</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SO6hqXDxx-I/AAAAAAAAAoI/Qfm5OpISK0o/s1600-h/jellyfishlips.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SO6hqXDxx-I/AAAAAAAAAoI/Qfm5OpISK0o/s320/jellyfishlips.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255315564304386018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Estate. L'ospite con i funghi&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Marco è membro di Servas, un network nonviolento di reciproca ospitalità. Di solito ospita o è ospite non più di un paio di volte l’anno e fa generalmente incontri molto piacevoli e interessanti. Questa estate ospita una simpatica ragazza lappone per un paio di giorni. Nel tardo pomeriggio dopo il lavoro le fa fare un giro per la città. A un certo punto la ragazza si allontana e va in una farmacia. I due tornano a casa e poco dopo per caso Marco scopre di che si tratta: antimicotici ad ampio spettro, una poverina e una pomata. L’ospite nonviolento ha i funghi! Marco condivide lo stesso bagno con la lappone, la lappone va sempre in giro scalza, la lappone dorme nel divano letto di Marco. E se lo contagia? Cosa potrebbe avere? Bisogna chiederglielo? Meglio fare la doccia con le ciabatte? Aprire una coltivazione di funghi? Marco entra in panico e per tre giorni a casa avrà sempre al suo fianco candeggina, lisoform, napisan e brutal, un disinfettante irlandese molto serio.&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;Autunno.  La bimba e l’aquilone&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mattia ha una amica che ha come vicina una ragazza madre e ogni tanto Mattia e l'amica si offrono di tenerle la domenica pomeriggio la figlia di quattro anni. Una soleggiata domenica Mattia porta l'adorabile bimba in spiaggia a far volare gli aquiloni: il suo acrobatico e quella della bambina statico piccolo di cartoncino/nylon colorato. Dopo crasso divertimento, prima di andare via, quando gli aquiloni sono a un metro da terra Mattia dice alla piccina "butta la spatola per terra come faccio io che l'aquilone cadrà sulla spiaggia da solo". Lei non si fida e lui insiste "fidati ,se lo molli l'aquilone cadrà da solo". Lei titubante molla la spatola e l'aquilone - contro ogni legge della fisica - vola via sopra le nuvole e la bimba comincia a piangere. Mattia si sente un mostro e il giorno dopo va a casa della ragazza madre portando un gigantesco e bellissimo aquilone con colori pastello per la bimba, ma lei non vuole vederlo rivolendo il suo vecchio aquilone di pochi euro. La bimba oramai lo odia!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Inverno. La lista Irlandese &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Massimo vive a Dublino. Appena ha deciso di rimanere a vivere in Irlanda stila una lista: le dieci cose da fare entro un anno. Al settimo posto ha scritto con grande poesia ed eleganza: "bombare una irlandese". Tanto lo sa che è un’impresa disperata. Lui imbranato e senza un fisicaccio che lo supporti. Eppure quando la sua azienda entra in crisi e licenzia una sua ex collega di Limerick cerca di consolare la povera disoccupata e la sera, dopo una serie di bevute devastanti, si sente dire ad un orecchio in un affollato pub cafone dalla irlandese traballante per l'alcol ingurgitato: “Let’s fuck!”. Incredulo accompagna l’irlandese a casa sua.  Ora è là stesa sul suo letto senza essere passata per il bagno.  Il vestito è stropicciato, i capelli sono sottosopra, la bocca è aperta e umida, alito vodka and tonic, il trucco sparpagliato sulla faccia, i movimenti sono minimi e impercettibili.  La ragazza è giovane e bella, la pelle bianco avorio, il collo lungo e affusolato, i cappelli biondi e lisci, le caviglie sottili. Ma da qual giorno l’ex collega sarà ricordata come “the jellyfish”.&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Primavera. Il vicino feticista&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Matteo vive con due belle coinquiline ventenni.  E sera e suona il campanello. E' il suo vicino di casa spagnolo che gli chiede se ha del mascarpone (come se tutti gli italiani all'estero avessero una riserva di ingredienti per tiramisù!). Matteo dice di no e lo spagnolo chiede se ha del cheddar (tiramisù con cheddar?). Matteo va in cucina a vedere e quando torna con un bel pezzo di mild cheddar vede il tipo rovistando tra la biancheria sporca da lavare con in mano una mutandina rosa a pochi centimetri dal naso. Ci sono alcuni infiniti secondi di imbarazzo e poi il vicino  con ancora le mutandine penzolanti dice "sorry. your  flatmates are so nice!".  E senza dire altro va via, lasciando Matteo con il cheddar in mano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Jellyfish Lips&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: The Proclaimers - Irish girls are pretty&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.servas.it/"&gt;www.servas.it &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-109359886030767303?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/109359886030767303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=109359886030767303' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/109359886030767303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/109359886030767303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/10/sturiellet.html' title='Sturiellet'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SO6hqXDxx-I/AAAAAAAAAoI/Qfm5OpISK0o/s72-c/jellyfishlips.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-9000602411628513397</id><published>2008-09-20T21:20:00.020+01:00</published><updated>2008-11-02T15:19:28.925Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><title type='text'>Tutto quello che non vi racconterò</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SOte1dMJ_zI/AAAAAAAAAoA/f-B2bKJj3kU/s1600-h/bundoran_surf.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SOte1dMJ_zI/AAAAAAAAAoA/f-B2bKJj3kU/s320/bundoran_surf.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254397662719508274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il mio piede sinistro&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Viaggio nella sanità irlandese. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103); font-weight: bold;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Turismo cimiteriale in Irlanda&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Piccola guida ai migliori cimiteri irlandesi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Irish Media&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Tv, radio e giornali in Irlanda. Preferisco la BBC.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Utopie e lo sport&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La bicicletta in città, la corsa nei parchi, il nuoto in piscina, il calcetto con i colleghi, il trekking nella countryside, il surf nella costa del west, le lezioni di golf. Tutti i modi per produrre endorfine e limitare il girovita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;Italiani in Irlanda - Nuovi arrivi&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L'integrato, l'apocalittico, il bamboccione, il blogger, il disintegrato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;International Saturday Dinner&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Primo regola: mai più di sei. Seconda regola: mai più di due della stessa nazionalità. Terza regola: Chi arriva porta il vino. Quarta regola: vietati i dolci del Centra. Quinta regola: polacchi e italiani welcome con riserva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;La festa spagnola&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;I party in Irlanda. Avessi 10 anni in meno…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;Viaggio in Italia&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Settembre in Italia. L'effimero della settimana della moda a Milano. Il profondo del festival della filosofia a Modena. Il multiculturale dell'"uto-raduno" in Sardegna.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;Ireland by train&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;I più bei tratti ferroviari d'Irlanda. Dublin-Tralee, Belfast-Derry, Dublin-Wexford, Cork-Cobh, Sligo-Carrick on Shannon, Dublin-Drogheda, Galway-Athlone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il meglio dell’Irlanda&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;The Green Gallery in Donegal, la Dublino sotterranea,  Slieve League nel northwest, Old Church Cemetery a Cobh, Sligo and Mayo contryside, zen garden a Kildare,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; i pub di Derry, la Mizen Head Peninsula, il Secret Garden a Dublino, la Beara Way nella contea di Cork. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dublino è meglio di Londra&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Perché un anno fa ho deciso di andare a vivere a Dublino e non a Londra, Barcellona, Helsinki o Amsterdam. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Musei a Dublino&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il meglio e il peggio. La bacheca con la mosca e il concavo riflessivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;The best of Dublin&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il miglior pub, il miglior cappuccino, la migliore toilette, il miglior hamburger, la migliore passeggiata, il miglior ristorante, la migliore crepe, il miglior monumento, il miglior negozio di calzini maschili, il migliore gelato, la migliore casa georgiana, etc.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Croste e crostoni&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In giro per le gallerie d'arte dublinesi. Quando anche il Merlot dell’inaugurazione è di cattivo gusto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;Riti Celtici&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Lungo i sentieri druidi. I matrimoni celtici al St. Anne Park. I riti esoterici a Bru na Boinne. Le sbronze dionisiache.  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;Caro utopie mi scrivi il blog?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;I più bizzarri messaggi privati arrivati. I post più letti e quelli più ignorati. Le parole chiave con cui si arrivare a utopie irlandesi. Le amicizie nate tramite il blog. E altro ancora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103); font-weight: bold;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dublin Fringe Festival&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il miglior festival a Dublino. Come spettatore. Come volontario. Come organizzatore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;English in Dublin&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Come migliorare il proprio livello di inglese divertendosi. I corsi di teatro. Le buone letture. Gli scambio interculturali. Le collaborazioni giornalistiche. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;Gli irlandesi&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Se li conosci non li eviti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Surf a Bundaran, Sligo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Ceoltóirí – Caledonia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link:  &lt;a href="http://www.fringefest.com/"&gt;www.fringefest.com &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-9000602411628513397?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/9000602411628513397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=9000602411628513397' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/9000602411628513397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/9000602411628513397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/09/tutto-quello-che-non-vi-racconter.html' title='Tutto quello che non vi racconterò'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SOte1dMJ_zI/AAAAAAAAAoA/f-B2bKJj3kU/s72-c/bundoran_surf.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-1941674389736082801</id><published>2008-09-08T23:41:00.008+01:00</published><updated>2008-09-17T14:30:05.424+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>A Londra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SMWrCSh3etI/AAAAAAAAAnQ/QZ7OvVCSSu0/s1600-h/CranleyGardens.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SMWrCSh3etI/AAAAAAAAAnQ/QZ7OvVCSSu0/s320/CranleyGardens.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243785396964784850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Londra. Su un cab, quando la nebbia e i grigi mi riportano alla stagione d’autunno, e al freddo, mi chiedo perché sto fuggendo. Io lo so. Ma sono molte ragioni. Ma sono ragioni che all’esterno appaiono esili e misteriose, mentre per me sono totali e assolute. Vado a Londra, so, perché devo ritrovare la mia terza persona, un fantasma che devo incontrare per continuare a vivere. Vado a Londra per incontrarmi con il mio prossimo lavoro e la mia prossima vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Londra. L’ultimo giorno al Winter Garden Jo mi dice “Non puoi continuare ad andare via quando stai male, soprattutto quando i periodi tra una botta e l’altra sono sempre più brevi”. Io dico “Non mi piace affezionarmi alle persone e alle cose e alle stanze, ci rimetto sempre troppo”. Eppure. Come può una ragione così vitale e assoluta apparire talmente fastidiosa che io mi rifiuto di precisarla dicendo solo: “Vado per ragioni personali”? In realtà fuggo per ricapitolarmi. Bisogno di suoni, di stimoli, di complessità. Cerco una città in cui venga offerto il maggior numero di “uscite di sicurezza” ad una condizione di vita sempre più precaria e incerta. Cerco una città con una storia e un futuro non una città di recessione e incertezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Londra. Via da una città di smanettoni IT e multinazionali supporto clienti. Via verso le Olimpiadi 2012 e la “New London”. Ora è tempo di crescere e buttarsi nel mondo dell’economia reale abitato da feroci squali e non da dispettosi Leprechaun. E sbranare per non essere sbranati. Dublino mi ha accolto con un largo e caldo abbraccio di comprensione e affetto. Io mi sono fidato di quell’abbraccio e non chiedevo altro perché avevo bisogno che le mie ferite rimarginassero. A Dublino crolli nervosi, intensità emotive ed eccitazioni febbrili si sono succedute e rivoltate con inedita repentinità; e dov’eran trionfi e vittorie, un attimo dopo esistevano solo rovine e macerie. Come il lavoro. All’inizio inutile e alienante. Poi creativo e complesso. Alla fine insicuro. O la casa. Prima delizia. Dopo delirio. Poi armonia. Infine precarietà. O le mie relazioni sentimentali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Londra. Vagabondo per la città illuminata da un’inedita lucentezza autunnale. Vado a Cranley Gardens e non oso percorrere interamente la via. Mi basta uno sguardo di sfuggita da Old Brompton Road. Sono a pochi metri dalla mia nuova fabbrica di salari. Imbocco senza accorgermi Cranley Gardens dalla parte della Fulham Road. E allora sento un grande respiro d’emozione e mi arresto in contemplazione. Da questa parte della via un campanile sovrasta le case. Allora ho la certezza: la “carriera” e lo “status” sono concetti che mai hanno influenzato le mie decisioni. Io vivo solamente negli spazi delle mie emozioni e ho capito solo ora che qual che ho voluto perdere di certo non mi riapparterrà se non come una maledizione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Londra. E poi a Dublino a chi importa ormai veramente che resti? A parte un paio di persone. Eppure non ho nessuna voglia di andare a vivere a Londra. Non adesso perlomeno. Dublin why can’t be just more like me?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Cranley Gardens, London, UK&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Jack Johnson - Hope&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.london2012.com/"&gt;www.london2012.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-1941674389736082801?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/1941674389736082801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=1941674389736082801' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1941674389736082801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1941674389736082801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/09/londra.html' title='A Londra'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SMWrCSh3etI/AAAAAAAAAnQ/QZ7OvVCSSu0/s72-c/CranleyGardens.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-7637151406615977803</id><published>2008-08-28T12:15:00.020+01:00</published><updated>2009-08-25T19:21:23.403+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trasporti'/><title type='text'>Perfect days</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SLaI9HeOxmI/AAAAAAAAAnA/y1Tnw1X4p7M/s1600-h/Inishmaam.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SLaI9HeOxmI/AAAAAAAAAnA/y1Tnw1X4p7M/s320/Inishmaam.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5239525800051394146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Una giornata soleggiata, delle persone cui vuoi bene, una evento imprevedibile  che ti sorprende, una località da favola. Sono tanti i motivi che trasformano una bella giornata in una giornata perfetta. Questi sono alcuni dei miei giorni perfetti irlandesi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Persi nelle isole Aran&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La ricetta è semplice. Metti un blogger irlandiano. Poi un amico italiano con cui hai condiviso le gioie (poche) e i dolori (molti) della convivenza con dei francesi, un amico di quelli veri, disponibile a darti le chiavi della sua casa di Galway per portarci la ragazza che corteggi o che quando hai problemi con un esame si propone di fare oltre 200 kilometri per venirti ad aiutare a casa tua. E poi un irlandese gentile e generoso, di quelli che vuole farti da guida anche se è la prima volta che passa da quelle parti e che non si stanca mai di offrire il successivo giro di pinte, anche se l’ultimo lo ha offerto lui.  Prendi una bank holiday primaverile con un sole caldissimo come in Irlanda non si vedeva da anni. Poi ovviamente le incantate e misteriose isole Aran con i loro labirintici sentieri di terra che serpeggiano tra i piccoli campi separati da una rete di muretti di pietra. Metti l’imprevisto, cioè salire sulla barca sbagliata e invece che sbarcare a Inisheer finire a Inishmaam. E però gustarti l’isola e compiacerti dell’errore. Incontrare stralunati animali da fattoria e irlandesi coraggiosi che si fanno il bagno nel freddo oceano. Trovarsi sulla scogliera rocciosa a picco sul mare tumultuoso dove dalle pareti a strapiombo alte oltre 100 metri compaiono arcobaleni all’improvviso. Fermarsi a mangiare sopra le rocce calcaree salamelle toscane. Poi perdersi e decidere di fare il perimetro dell’isola nella speranza di ritrovare il porticciolo. Commuoversi per il cimitero dei marinai, cioè una distesa di fronte al mare di piccoli cumuli di pietra in ricordo dei naufraghi. Farsi travolgere dalle onde oceaniche. Bersi una birra e prendere al volo l’ultimo traghetto in partenza. Mischiate bene e uscirà una giornata perfetta. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;Il treno per Sligo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Mi piace la visione laterale della vita che offre il treno. Nessun altro mezzo di trasporto mi permette così meravigliosamente di incontrare me stesso, gli altri e il mondo che mi circonda. I primi mesi in Irlanda mi capitava spesso di prendere un return ticket da Dublino per mete distanti. Lo ho fatto fino a percorrere tutta la corta e costosa rete ferroviaria irlandese. Il day return ticket per Sligo rientra nella categoria “giorni perfetti”. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Il treno parte dalla Connelly Station &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;alle 11.05 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;di una morbida mattina domenicale. Mi siedo su una poltrona vicino al finestrino. Al mio fianco e nelle due poltrone di fronte a me oltre al tavolino non c’è nessuno.  Aspetto con curiosità di sapere con chi dovrò passare le oltre tre ore di viaggio. Poco dopo arrivano tre grosse signore con tre grossissime borse. E cominciano a parlare con me come se fossi il loro nipotino. Età media 70 anni. La babbiona uno mi chiama “love”, la babbiona due “son” e la babbiona tre “honey”. Io sono a fianco alla babbiona due (“son”) e alla sua mano affetta da Parkinson. Subito dopo la partenza del treno il panico. La babbiona tre (“honey”) mi chiede di accompagnarla in bagno. Sarà la mia imbranataggine simile a Ciccio/Verdone sarà la somiglianza della babbiona tre con Sora Lella ma mi vedo in una scena di “Bianco, rosso e Verdone”. Per fortuna l’accompagnamento è solo fino al bagno. E non dentro. Dopo pochi minuti le simpatiche vecchiette in libera uscita tirano fuori dalle borse caramelle ma soprattutto lattine di Guinness e bottiglie di Miller. In poche ore se ne scolano 2/3 litri a testa e a me tocca fare compagnia. Alla fine dopo due Miller mattutine semidigiuno arrivo a Sligo brillo e poco interessato a visitare la poco interessante cittadina.&lt;br /&gt;Prendo il treno per il ritorno nel tardo pomeriggio. Il treno non è pieno come all’andata e ci sono molti posti liberi, ma mi siedo di fronte a una ragazza alta dai lunghi capelli neri. A differenza del viaggio di andata, in cui ho dovuto raccontare la storia della mia vita e sorbirmi la storia della vita dei nipoti delle babbione, al ritorno il viaggio è silenzioso. Almeno fino a Dromod, quando la ragazza dai lunghi capelli neri mi chiede una penna. Io spengo il mio lettore MP3 offro la penna e chiedo cosa legge. Lei mi mostra un libro sulle arti figurative celtiche e fino a Dublino non si parla altro che di arte antica, bioarchiettura e urbanistica, argomenti di cui io possiedo una capacità argomentativa di pochi minuti. Non riuscendo a spostare la conversazione su altri temi cerco goffamente di barcamenarmi. Dopo alcune ora so solo che la ragazza è pare spagnola, parrebbe una insegnante di arte e forse deve stare un anno a Dublino. Eppure nonostante la monotonia della conversazione, gli sguardi sono di complicità e interesse. Arriviamo alla Dublin Connolly Station.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Lascio la mia e-mail su un foglietto e parlo alla ragazza dai lunghi capelli neri della Saturday International Dinner che organizzo la settimana successiva. La spagnola mi lancia un vago "ok" e infila il mio bigliettino distrattamente in tasca. Dopo pochi giorni ricevo un messaggio un cui mi chiede l’indirizzo della casa. Ci raggiunge dopo cena con una bottiglia di prosecco giusto in tempo per la sacher torte di Zyta. Scoprirò così che in realtà non è spagnola, ma basca e che non è una insegnante di arte ma una architetta. Anzi un architetto. L’architetto: un'ottima ragione per rimanere in Irlanda quando era qui; un ottima ragione per iniziare nuovi percorsi ora che lei non c'è più. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Inishmaam, Aran Islands&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Lou Reed – Perfect Day&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.visitaranislands.com/"&gt;www.visitaranislands.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-7637151406615977803?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/7637151406615977803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=7637151406615977803' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/7637151406615977803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/7637151406615977803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/08/perfect-days.html' title='Perfect days'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SLaI9HeOxmI/AAAAAAAAAnA/y1Tnw1X4p7M/s72-c/Inishmaam.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-2181165636013207837</id><published>2008-08-11T18:54:00.009+01:00</published><updated>2008-08-19T19:26:57.347+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>Una calamità ritmica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SKB9glLW9LI/AAAAAAAAAec/cjUoeLZt6Vw/s1600-h/PaddingtonHouses.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SKB9glLW9LI/AAAAAAAAAec/cjUoeLZt6Vw/s320/PaddingtonHouses.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233320765693555890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Be’, cari miei, dovrei esserci abituato! Una cosa periodica! Un avvenimento ciclico! Un terremoto ricorrente! Di più! Un disastro stagionale! Una calamità ritmica! Dieci anni che non riesco dal trip. Un odissea! Un labirinto! E sempre lì che ti aspetta al varco! Un appuntamento immancabile! Non faccio in tempo a fare un progetto che casco lì! La casa! La casa! Voglio una casa! L’ho detto! Un flusso ricorrente! Puntuale come una maledizione! Accidenti!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Esco dal Liceo, ho diciannove anni. Vado all’università. Quella di Cagliari. La casa è mia, ma è gigantesca e per pagare mutuo e spese si affitta ad altri studenti. I senzatetto studenti mi invidiano. Eh, la stanza ce l’ho, ma devo gestire una casa da buon albergatore. Arriva di tutto: compari sbruffoni, paranoici che minacciano di bruciarmi la cucina, allergici alla pulizia, amici sinceri, ragazze che si portano un tipo diverso ogni sera, ladri che mi rubano racchetta da tennis e l’anello in corniola di mio nonno,  accaniti giocatori notturni di Risiko, ingegneri dal cuore infranto e fancazzisti da un esame all’anno. Sette anni che sono un cancan che non vi immaginereste. Ogni anno facce nuove. Amici di amici di compagni di compaesani dei cugini.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Mi laureo e vado a specializzarmi a Roma. Sette mesi a Monte Sacro. Camera matrimoniale con prezzi dublinesi in appartamento condiviso con una torinese collega di corso e una coppia di coreani cantanti lirici che ogni giorno cucinano speziato. E poi un anno in Albania con le Nazioni Unite. Una casa di tre piani con quattro bagni tutta per me a Scutari. Cento dollari al mese, ma acqua e luce solo tre ore al giorno e coprifuoco dopo le nove. Poi i miei viaggi di solidarietà in Costa Rica nei residence a cinque stelle, in Marocco nella casa del sindaco, in Montenegro in albergo con Jacuzzi. Il mio volontariato e i miei campi di lavoro in Turchia, Svizzera, Italia, Albania, Tunisia, Moldova, Olanda, Repubblica Ceca dove, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;con il mio sacco a pelo, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;dormo per terra a fianco di insetti e una dozzina di volontari su ruvidi pavimenti di scuole, casermoni o stalle. Ma anche il mio lavoro ecoturistico nel Devon, dove condivido per sette mesi una decadente british house con tre spagnoli.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E poi la mia permanenza negli ecovillaggi. Tra gli spirituali a Findhorn in Scozia, tra i permacultori nell’Oxfordshire, tra gli ecumenici a Milton Keynes, tra i buddhisti a  Kendal nella Cumbria. Dove i valori sono olismo, inclusività e armonia e non posso neanche andare a pisciare senza condividere la cosa con la comunità. E poi i mesi sulla Riverside Drive &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;nel West Village di New York&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;. Viaggio tanto, ma ho sempre la mia casa di 250 metri quadrati nel quartiere Vecchio Mulino di Cagliari. E la mia Itaca, la mia salvezza di una vecchiaia senza pensione. Ma poi la mia ragazza, forse stanca dei miei viaggi, mi spezza il cuore e mi porta via l’anima e di quella casa di gioie e dolori non voglio più saperne nulla e la vendo ad un prezzo ridicolo. Via da Cagliari, via! Inscatolo i miei libri e i miei CD e via. Sono homeless.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Finalmente Milano. La mia amata Milano! Un anno in bilocale nel quartiere Assietta. Ogni giorno treno delle Nord per Cadorna, ma finalmente solo! Doccia alle tre di mattina e divano letto per gli ospiti. Ma poi ci ricasco. Mi innamoro e lascio il mio spazioso bilocale per un sottotetto in via Canonica da dividere in due. Accogliente, centrale e romantico ma troppo stretto per due.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Poi l’Irlanda. La casa dei mille post-it con i francesi puzzoni e finalmente Winter Garden con Pippa e Johana, dove la sera si sorseggia vino, si abbassano le luci e si ascolta jazz. Ma le ragazze vanno via a fine mese e rent e bills sono troppo alti per pagarli da solo. Devo cambiare casa. Ora sono a Londra ho fatto qualche interviews e visto qualche appartamento. Visto che la crisi economica irlandese ha colpito la mia piccola azienda e la mia attuale casa è troppo costosa forse è il momento di rimettersi in gioco e di intraprendere nuovi percorsi e cercare nuove case. Dopo le interviews del mattino appuntamento oggi alle quattordici davanti a una casa in affitto a Paddington, bel quartiere tra l’Hyde e il Regent’s Park. Vado a vedere. Una coda. Una strafila! Che è? Il pane gratis? L’assalto ai forni! Di più, di più! Una casa in affitto. Diciotto persone. Anzi di più. Una cosa terribile. Studenti. Sposini. Marocchini. Pakistani. Pensionati. Ragazze madri.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;La casa! La casa! Monoletto o sottotetto! Bilocale o cantinale! Mansardato o cascinale! Un flusso periodico! Un mal di pancia! Un annuncio. Due annunci. Referenziatissimo. Dici: trovo un lavoro. Una brava ragazza. Faccio la persona onesta. Dici. E la casa? Be’ mica storia da niente. Una storia senza fine. Un terremoto ricorrente. Se trovo un lavoro più sicuro e al riparo dalla recessione irlandese e magari qualche nuovo coinquilino per la mia costosa casa rinuncio alle offerte di lavoro londinesi e rimango a Winter Garden. Rimanere! Rimanere? Nella mia amata Dublino da double room minuscole a euro 800 e bilocali in cartone a euro 1600.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Paddington Houses, London&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Indigo Girls - Make This House A Home&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.daft.ie/32932"&gt;www.daft.ie/32932&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-2181165636013207837?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/2181165636013207837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=2181165636013207837' title='33 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2181165636013207837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2181165636013207837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/08/una-calamit-ritmica.html' title='Una calamità ritmica'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SKB9glLW9LI/AAAAAAAAAec/cjUoeLZt6Vw/s72-c/PaddingtonHouses.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>33</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-174112507528313429</id><published>2008-07-30T00:55:00.013+01:00</published><updated>2008-09-17T14:29:41.644+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Bisogno di solitudine</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SNEGPuYqY7I/AAAAAAAAAnY/WnlVBm-T8vQ/s1600-h/dublin_docklands1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SNEGPuYqY7I/AAAAAAAAAnY/WnlVBm-T8vQ/s320/dublin_docklands1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246981908082615218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ieri un vicino di casa divorziato nella cui casa ero ospite mi ha detto: “Avevo da fare delle cose per me. Trovo importante potersi occupare di se stessi. Fare le cose esclusivamente per sé”. E apprezzo la sua scelta poiché penso che dedicarsi agli altri, totalmente, tradisca una perversione. Espressioni di carattere morale come “amore per l’umanità” o “amore per gli altri” mi sembrano prive di senso poiché a me - dopo tanti anni di cooperazione internazionale e volontariato - è impossibile in questo momento amare gli altri come un’entità astratta. Io ora voglio amare una sola persona, definitiva, storicizzata, esclusiva presenza nel mondo. Io voglio amare una persona alla volta, e se non voglio barare con me stesso, mi sento esclusivamente di fare questo. Nel mondo esistono gli antipatici, i nemici, gli odiosi, i malvagi. E io non ho assolutamente intenzione di amarli. Poiché non li ritengo esponenti della mia specie, né del mio genere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’egoismo che osservo nelle altre solitudini però mi appare a volte esagerato. In alcuni diventa vera e propria tirchieria, in altri essenzialità, in altri frugalità o nevrosi di ordine, pulizia, attenzione maniacale per la disposizione abituale delle cose e dei sentimenti. Come se la solitudine, quella accettata e rielaborata, avesse costruito, nel cuore dell’individuo, un atlante di percorsi sbarrati, di strade senza uscita, di sensi unici, di dighe, di barriere antisismiche in modo che qualunque sentimento o oggetto nuovo abbia un percorso prestabilito, all’interno, per vagare senza arrecare danno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quelle parole del vicino mi hanno incoraggiato, anche io voglio occuparmi di me. Ma poi stasera, mentre Johana la mia coinquilina praghese era sotto la doccia, ho incominciato a preparare dei calici di Messias Porto Vintage e dei piattini di Feta e Olive. E guardando dalla finestra sopra l’acquaio il giardino d’inverno interno, mentre riflettevo sulle caratteristiche della case irlandesi con piccole cucine, ho avvertito, alle mie spalle, la presenza della mia coinquilina, in accappatoio, come quella insidiosa, di una guardiana o di una osservatrice.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; L’educazione della mia coinquilina impediva che mi dicesse: “Fai respirare il vino! Scalda al forno il pane indiano! No, non è quella la temperatura giusta del tostapane!” ma quello che  mi comunicava la presenza muta di Johana, che si frizionava i suoi lunghi capelli biondi, era esattamente questo. E ho desiderato fortemente di buttare il prezioso Porto comprato per lei e andare via da quella cucina troppo piccola per due sbattendo la porta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Mi sono reso conto che il mio bisogno di solitudine non mi può fare appassire, distaccare totalmente dagli altri. Io sto cercando di dare una risposta al bisogno di me stesso. Voglio continuare a essere generoso, disponibile, aperto anche se capisco che le cose sono difficilmente conciliabili. La solitudine mi sta effettivamente cambiando. “Sono i trentacinque anni” - mi dice la ventiduenne Johana - “Il tuo corpo non risponde più come un tempo”. Ma io ho sempre il bisogno incessante di conoscere, curiosare, vedere gente, ambienti, paesaggi. Lei mi da questa giustificazione perché si accorge che da settimane non mangio più di notte, non cucino più alle tre di mattina, un momento assorto e silenzioso a lei caro, con le orecchie ancora otturate dalla musica del club, e la testa ronzante, fissa per minuti interminabili su una frase pronunciata al pub o sul sorriso di qualcuno. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In realtà sono altrettanto consapevole che l’età conta relativamente e che ciò che mi sta piegando non è un processo biologico ma l’addensarsi, il sedimento di un senso di colpa che non mi lascia mai, che si impasta con l’invecchiamento delle mie cellule, che ancora tarda a risolversi, a scomparire…&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Docklands, Dublin&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Carla Bruni – Ma jeunesse&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.utopie.it/mondialita/numeri.htm"&gt;www.utopie.it/numeri&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-174112507528313429?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/174112507528313429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=174112507528313429' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/174112507528313429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/174112507528313429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/07/bisogno-di-solitudine.html' title='Bisogno di solitudine'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9Wdzrsdqp8s/SNEGPuYqY7I/AAAAAAAAAnY/WnlVBm-T8vQ/s72-c/dublin_docklands1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6833468866260903796</id><published>2008-07-04T19:23:00.024+01:00</published><updated>2008-09-06T23:11:18.816+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><title type='text'>Utopie interrotte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SG5qu4_nYkI/AAAAAAAAAdo/_KoBshwcDD8/s1600-h/isthisutopia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SG5qu4_nYkI/AAAAAAAAAdo/_KoBshwcDD8/s320/isthisutopia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219226371974718018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Utopie irlandesi va in vacanza. Per qualche settimana per vari motivi il blog non verrà aggiornato. Prima di interrompere il blog vorrei farvi scegliere il prossimo forse ultimo post. Potete sceglierlo, tra quelli elencati di seguito, votando nel sondaggio che trovate nella colonna laterale che lascerò per qualche giorno. In caso di parità sceglierò io tra i post più votati. Ad ogni modo molti dei restanti post, nel caso decidessi di mantenere e aggiornare il blog, troveranno probabilmente spazio in queste pagine in futuro.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per lasciare spazio al nuovo sondaggio tolgo l’ultimo sondaggio “Perché andare a vivere in Irlanda?”. Per futura memoria ricordo i risultati avuti nel mese in cui era attivo: Per lavoro (voti 43, 53% totale), Per l'inglese (35 voti, 43% del totale), Per andare via dall'Italia (49 voti, 60% del totale), Per amore (9 voti, 11% del totale), Per l'Irlanda (45 voti,  55% del totale), Per altri motivi (4 voti, 4% del totale). Il totale supera il 100% perché erano possibili risposte multiple.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo infine che l’utoMeeeting si terrà come tutti gli anni anche quest’anno l’ultimo weekend di Settembre come al solito ad Arbatax e come al solito nella “country house”. L'utoMeeting è un momento di ri-unione con le persone incontrate durante i miei soggiorni all'estero, di solito sono incontri in carne ed ossa (ex colleghi, ex coinquilini, compagni di viaggio, etc.), ma volendo si può anche allargare a incontri tramite internet; se qualcuno dei lettori del blog vuole saperne di più mi contatti. I posti letto stanno terminando ma il free camping ha capienza quasi illimitata.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono i candidati ad essere il prossimo post:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;Concerti&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;I concerti di una anno in Irlanda. Kila, Bruce Springsteen, William Coulter, Morrissey, Christy Moore, R.E.M., ew York Dolls, Joe Satriani, Madness, Mikołaj Trzaska. E gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Teatro a Dublino&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Una sera al teatro? Meglio del cinema e della musica dal vivo, se lo spettacolo è valido.  Dublino non offre tantissimo ma ogni tanto trovi gemme preziose in piccoli teatri semisconosciuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;Perfect Days&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Una giornata soleggiata, degli amici a cui vuoi bene, una località da favola. Sono tanti i motivi che trasformano una bella giornata in una giornata perfetta. Persi nelle isole Aran, in treno con Belen, nel quartiere cattolico di Belfast con i ragazzi dello Sinn Fein, in barca a pescare carpe a Carrick-on-Shannon.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;Letteratura Irlandese Moderna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il sorprendente mondo della letteratura irlandese contemporanea: Roddy Doye, Dermot Bolger, Joseph O’Connor, Colm Tòibin. Non solo James Joyce, Oscar Wilde e W.B. Yeats per migliorare il proprio inglese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;La mia Kasbah&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Winter Garden, il meraviglioso block in cui abito. I party improvvisati nel patio, le serate a raccontare fiabe,  i tornei di badminton, i vicini feticisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;Viaggi Overseas&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Tutti i weekend oltre il Cetic Sea che non vi ho raccontato. Isole Canarie, Lituania, Venezia.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103); font-weight: bold;"&gt;A Cena con Utopie&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;I miei ristoranti preferiti di Dublino. Rigorosamente lontani dal centro.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;Il Profumo dei Libri&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Che fare il sabato pomeriggio a Dublino? Puoi stirarti le camicie oppure vagare per le  meravigliose librerie di libri usati di cui è ricca la capitale irlandese. Indovinate cosa preferisco fare? Second-hand booksellers in Dublin.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;Incontri - Seconda Sfornata&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Cosa mi ricorderò tra 30 anni del mio periodo irlandese? Sicuramente gli incontri. I paesaggi si dimenticano, le amicizie e gli amori mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;La Morte della Tigre Celtica&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Come e perché è arrivata la crisi economica in Irlanda? C’è speranza per il futuro o nel paese dei pub e degli gnomi si tornerà a mangiare patate a colazione, pranzo e cena?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Is This Utopia?, Liverpool, UK&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Enrico Ruggeri - Il giorno del black out&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.utopiedesign.eu/utomeeting/"&gt;www.utomeeting.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6833468866260903796?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6833468866260903796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6833468866260903796' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6833468866260903796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6833468866260903796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/07/utopie-interrotte.html' title='Utopie interrotte'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SG5qu4_nYkI/AAAAAAAAAdo/_KoBshwcDD8/s72-c/isthisutopia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6829482609888863436</id><published>2008-06-26T18:19:00.009+01:00</published><updated>2008-06-27T18:20:37.753+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Le biciclette di Amsterdam</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SGPP1JsNoMI/AAAAAAAAAdQ/6uZ7uxPlYC4/s1600-h/amsterdam_bikes.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SGPP1JsNoMI/AAAAAAAAAdQ/6uZ7uxPlYC4/s320/amsterdam_bikes.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5216241305466544322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103); font-weight: bold;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Tandori chicken&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Torno ad Amsterdam a distanza di alcuni anni. Trovo i suoi alberghi sempre carissimi, i suoi café come il Walem sempre deliziosi, la fauna giovanile, contesa tra l’April e l’Exit sempre eternamente vivace e spontanea, le donne sempre bellissime e senza età. Torno nel ristorante indiano di Leidseplein, mangio nella stessa sala di quella volta, quattro anni fa, anche lo stesso menu’, il grande piatto circolare, di metallo, con la carne di montone, le salse verdi, gli intingoli rossi, le verdure al curry, il riso, i piselli allo zafferano e il tandori chicken, il pollo arancione di cui sono goloso. Guardo il piatto, la bottiglia di birra indiana e, oltre la finestra, i gruppi di giovani sulla piazza, i tram colorati che passano veloci, le biciclette, il posteggio del taxi, le file di lampadine gialle che ornano il profilo degli edifici come se fosse sempre Natale.  C’è un verso di una canzone di Francesco Guccini che mi ronza in testa, ma non lo ricordo con esattezza. Non è comunque quella che dice: “Piovve all’improvviso sull’Amstel, ti ricordi?”. Forse è più un’atmosfera, una lei che annota qualcosa stringendo teneramente la mano di lui. E forse non è nemmeno Guccini.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La prima volta che sono arrivato nella capitale dei Paesi Bassi, ho dormito in un ostello, dalle parti della stazione. In realtà non dormi per niente. Fu un’esperienza da caserma: le camerate, la luce sempre accesa, la promiscuità, i bagni piccoli, l’odore degli altri. Oggi quindici anni dopo, il mio esile sonno è protetto dalle spesse e centenarie mura dell’ Hotel De Roode Leeuw. Eppure io non sono cambiato. Sono contento di aver deciso di fare all’improvviso un fine settimana ad Amsterdam per dimenticare i travagli lavorativi e sentimentali. Amsterdam protegge il mio immaginario. Sto per assaggiare il pollo indiano. Improvvisamente, mi rivedo ventenne.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La città utopia&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sono molto legato ad Amsterdam. E’ stata la meta del mio primo viaggio in solitaria a 20 anni. Due mesi con in tasca 150 mila lire e un biglietto bige a/r Genova – Amsterdam. Amsterdam la città utopia famosa per la sua tolleranza e per la civiltà dei suoi abitanti, la capitale europea di un turismo giovanile che, per decenni, è qui approdato, inseguendo il sogno di un paradiso terrestre in cui musica, rock, droghe leggere, rapporti sessuali, abitazioni, sussidi di disoccupazione, servizi sociali, fossero veramente alla portata di tutti: una città in cui il potere della fantasia e dell’immaginazione potesse realmente concretizzarsi, diventare quotidianità, essere la realtà.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Prendiamo i Provos, il gruppo olandese che, dal 1960 al 1967, ha sperimentato sul campo molte idee della controcultura, trasformando la Spui, una delle più belle piazze di Amsterdam, in un gigantesco teatro all’aperto per happening che mescolavano arte e vita e provocavano l’immaginazione ad esercitarsi sui temi della vita urbana della gente. Questo gruppetto di visionari, composto d’artisti d’avanguardia, maghi, ex situazionisti, studenti a spasso, sfaccendati, quest’armata Brancaleone, armata soprattutto d’ironia ai suoi tempi ha fatto perdere la testa a più di un benpensante, e a qualche poliziotto che non capiva l’arte di strada, ma certamente, con le sue invenzioni, ha mostrato che la cosa da fare, certe volte, è sognare ad occhi aperti. Sognare per esempio una città con meno macchine e più biciclette, più leggera e simpatica: lanciarono il Piano delle biciclette bianche, lasciando un certo numero di bici bianche a disposizione dell’uso collettivo. Ad Amsterdam le biciclette erano già tante, ma adesso? Esiste una città al mondo con una densità paragonabile di bici per abitante?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il silenzio di Amsterdam&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Un fiume ordinato di persone che solca le strade della città veloce e silenziosa, incurante del freddo, della pioggia, del sole, o del caldo estivo. Le biciclette di Amsterdam. Di tutti i tipi, accessoriate con cestini, borse, zaini da viaggio. Leggere ed eleganti per lunghi viaggi al Sud. Robuste, colorate di viola, rosa, celeste, giallo, arancione. Mai piccole. Anche i bambini ne guidano di gigantesche, non sedendosi sulla sella, ma spingendo in piedi sui pedali, con forza. Abituato a girare a Dublino, con le orecchie ben attente a carpire il rumore di un automobile o il clamore di un autobus della Dublinbus, ti trovi completamente spiazzato. E non solo per il silenzio che avvolge le vie del centro, le piste ciclabili, i viali riservati ai pedoni, i settori per i mezzi pubblici – un silenzio che percepisci lentamente, ora dopo ora, a cui ti abitui e che contribuisce a darti la misura mentale della città – quanto perché, attraversando la strada senza voltarti, tanto sei automaticamente sicuro di essere solo, rischi continuamente di essere investito da un ciclista. Il silenzio di Amsterdam, dei suoi canali, delle strade dalla prospettiva gibbosa, a duna, a causa dei ponti, è qualcosa che ti da fiducia e ti fa sentire, lentamente, sempre più in sintonia con le cose e con gli uomini. Perché anche gli oggetti in un tale paesaggio hanno una rilevanza speciale. Quasi simbolica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il condom shop&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ritrovo i negozi che si aprono sui famosissimi canali a luci rossa fra il Neuw Markt e Dam Platz. Ecco in vetrina un fondale di t-shirt con immagini di popstar, da Jimi Hendrix e Jim Morrison fino ai Nirvana e ai Radiohead. Sul piano della vetrina uno strato di adesivi, spille, gadget, badge gettati alla rinfusa come coriandoli. Centinai e centinaia, uno diverso dall’altro. In mezzo, tutta l’oggettistica, il sublime ciarpame e l’attrezzeria dei fumatori: assortimento prodigioso di cartine per rollare il tabacco e le canne; scelta di chiloom, dal più piccolo al più grande; narghilè, calumet dalle fogge tradizionali. E poi incredibili pipe ad acqua, mai viste prima, dalla forma di lampadina o di alambicchi con il beccuccio che, mi dicono, servirebbe per aspirare il crack. Manuali per la coltivazione della canapa, semi di ogni provenienza – colombiani, nigeriani, marocchini, nepalesi, afghani, olandesi  –  attrezzi per il giardinaggio, CD e DVD per apprendere meglio. I ragazzi, francesi, italiani, tedeschi, si fermano davanti a queste vetrine in adorazione, strabiliati dalla varietà e dalla serie pressoché infinita di proposte. Così, sullo stesso canale, ecco un negozio dedicato esclusivamente ai profilatici. Di ogni colore, dimensione, materiale, foggia. Ma non solo. Anche gadget, magliette, biancheria intima, slip, reggiseni, maglioni, tutine, felpe con sopra stampata una versione fumettistica dell’accessorio indispensabile del playboy di questi ultimi anni.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Canali a luci rosse&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La sera, le luci dei canali a luci rosse si accendono di lampadine rosse. Teatrini, sex shop, peep shop, nude bar, topless café, offrono una commercializzazione del sesso, soprattutto a vantaggio dei turisti, che non ha eguali in Europa. Non c’è sordidezza come nei cosiddetti quartieri del vizio di Londra, di Parigi o di Berlino. Tutto è illuminato, e neppure discretamente, ma con quella compostezza e quell’ordine tipicamente olandesi. Lo stile degli edifici è quello solito, appartamenti che si sviluppano in verticale, dalle scale ripidissime, e in cui tutto entra dalla finestra: i mobili, gli arredi gli armadi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ma al di là di tutti questi luoghi conosciuti e turistici, le ordinate case galleggianti sui canali, le vie con i piccoli negozi alla moda del quartiere attorno a Tuindwarsstraat e Egelantiersstraat, il trovarobato e l’usato chic del mercato delle pulci di Noordermarkt, le galleria d’arte contemporanea e di design sul Prinsengracht, i negozi di antiquariato di Singel; al di là dei grandi e moderni caffè ricavati da spazi industriali, come nell’East Village di Manhattan, con tutto il bel corredo high tech di vetri e pilastri in ferro; al di là anche di una certa vena maledetta e perversa che scorre sotterranea a questa città.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Biciclette ad Amsterdam&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Francesco Guccini - Canzone delle Situazioni Differenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.bl.uk/learning/histcitizen/21cc/counterculture/assaultonculture/provo/provo.html"&gt;www.bl.uk/provo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6829482609888863436?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6829482609888863436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6829482609888863436' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6829482609888863436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6829482609888863436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/06/le-biciclette-di-amsterdam.html' title='Le biciclette di Amsterdam'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SGPP1JsNoMI/AAAAAAAAAdQ/6uZ7uxPlYC4/s72-c/amsterdam_bikes.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-3177769877332665750</id><published>2008-06-21T06:04:00.014+01:00</published><updated>2008-09-17T14:33:41.891+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>La casa dei mille post it</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;amp;RGB=0x000000&amp;amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fmutopie%2Falbumid%2F5214291352904400913%3Fkind%3Dphoto%26alt%3Drss" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" height="267" width="400"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Lo ammetto. Questa primavera è stata la mia migliore stagione da quando sono a Dublino. Uno dei motivi principali della mia serenità è il mio nuovo appartamento e le mie deliziose coinquiline con cui condivido gran parte di queste lunghe serate primaverili. Si è creato un perfetto meccanismo con la ripartizione di specifici ruoli (tra i miei ci sono anche quelli di “lady cleaner”, chef e raccontafavole) e mai scambierei la mia casa tra i docklands e il quartiere georgiano per un mono o bilocale da dividere con solo me stesso. Non è stato &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;sempre &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;cosi’. In particolare i mesi invernali nella casa di Artane sono stati un inferno. Dopo i primi tempi in cui la convivenza era molto piacevole con incontri, dialoghi, amicizie, a volte amori (quasi come tornare dopo diversi anni studenti fuori sede) negli ultimi mesi prima di andare via è stata una tortura e ho passato le ultime settimane nella più completa incomunicabilità e alla fine ci si relazionava solo con post it e bigliettini sparsi per casa. Anche a causa dei nuovi assurdi coinquilini che erano arrivati nella casa di Rosemount Avenue negli ultimi tempi. Quello che segue è una fedele descrizione di alcuni coinquilini che ho incontrato nella casa di Artane. Erano tutti francesi, casualmente. O forse non è stato un caso?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103); font-weight: bold;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nonno Nerd&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Alphonse. 28 anni. Ha lavorato due mesi in Google in autunno e per quattro mesi si mette senza successo alla ricerca di lavoro. La routine quotidiana è sempre la stessa. Alphonse si sveglia alle 8.30, fa colazione, si doccia, si sbarba, si veste elegante con scarpa lucida, camicia stirata e maglioncino di cashmere, si riempie d’acqua la sua google jug comprata su internet. Alphonse alle 9 si siede nella sua poltrona vicino al caminetto in soggiorno. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Alphonse&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; accende la tv, apre il laptop, manda qualche cv e poi gioca a scacchi con il computer. Con un occhio alla tv e un occhio al monitor. Così tutti i giorni nella stessa posizione fino alla 1 di notte. Uniche varianti di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Alphonse &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;la passeggiata al St. Anne’s Park la domenica mattina e l’uscita in centro per un cinema il venerdì sera. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Alphonse c&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;ol tempo era diventato parte dell’arredamento, una presenza discreta e malinconica che si confondeva con la cassettiera.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’Uomo in Giallo&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Thierry. 25 anni. Ragazzo bretone in cerca di fortuna a Dublino. E’ rimasto solo 2 settimane ma ha lasciato un indelebile ricordo nella casa. La sua caratteristica principale era il pisciare nel lavandino. Cosa che lui riteneva perfettamente normale. Il simpatico Lord Byron francese sosteneva che il bagno non era sufficiente per tutti e che visto che era diviso in due (da una parte il water, dall’altra lavandino e doccia) che “c’è di male a fare i propri bisogni sul lavandino? Se volete ci butto un po’ d’acqua sopra dopo”. Una sera per questa simpatica abitudine Thierry si becco' un bel pugno sul grugno da un francese meno tollerante di me. Dopo quarant’otto ore “The Yellow Men”, come lo chiamavamo noialtri, era a dormire e ad espletare le sue funzioni in un ostello del centro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La Checca&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Jérôme. 23 anni. A Dublino per fare uno stage di 10 settimane. La sue principali caratteristiche erano due. La prima quella di parlare con la sua stridula vocina agli italiani con l’atteggiamento di chi sta parlando con scarabei stercorari. Il primo giorno conversando in francese con gli altri transalpini della casa, non sapendo che io parlo francese aveva detto di me: “Ma perché hanno dato all’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;italiano anziano&lt;/span&gt; la camera più bella della casa?”. La seconda caratteristica era quello di depilarsi  completamente sulla vasca del bagno. Dopo di che non riprendeva i suoi simpatici peli intasanti. Indovinate a chi toccava raccogliere le schifezze armato di guanti di gomma?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La Puttana&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Magalie. 26 anni. Parigina con un lavoro come PA a Coolock. L’appellativo di “puttana” (in italiano) lo aveva da prima che arrivassi io. In effetti Magalie era odiata da tutti gli italiani che avevano convissuto con lei e da quasi tutti i francesi. Forse perché conviveva con un irlandese nella sua camera pagando come fosse una singola senza aver mai chiesto agli altri coinquilini se la cosa andava bene, forse perché fumava liberamente dentro casa nonostante la cosa fosse vietata, forse perché non faceva vita sociale ma passava tutto il tempo che era a casa nella sua camera, dove dormiva, mangiava e si faceva bombare dall’irlandesino che disoccupato la attendeva tutto il giorno seminudo chiuso in camera, forse perché aveva abitudini igieniche discutibili (l’ho vista che si asciugava con l’asciugamano&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;mai lavato &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;usato come tappetino scendi doccia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; nel bagno). Quando se ne è andata ha lasciato la sua camera in condizioni indescrivibili. Tanto che il nuovo inquilino francese trovatosi di fronte una stanza mai pulita da mesi con moquette fradicia, piatti sporchi dietro l’armadio e materasso intriso di inquietanti fluidi si è rifiutato di dormire in quella stanza e ha minacciato di denunciare l’agenzia con cui aveva prenotato la stanza.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il Guru&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Yanick. 37 anni. Francese di origini armene. Appena arrivato ha voluto fare il capetto e ha ritoccato completamento l’arredamento (tutto tranne la poltrona con il Nonno Nerd seduto sopra). Ha voluto riorganizzare la casa e darci ordini sulla condotta da tenere. Regole che lui ovviamente non riteneva fosse tenuto rispettare. Si era presentato come persona spirituale e dal grande karma, ma nella casa si comportava da bulletto di periferia. Prima di lavorare in un negozio online di verdure biologiche faceva il cameriere. Quindi si alzava tardissimo e tornava a casa verso mezzanotte, dopo un’oretta di placida chiacchierata con Nonno Nerd guardava la tv fino alle 3 del mattino al massimo del volume nella living room che era proprio sotto la mia stanza. Immancabilmente prima di andare a letto si faceva 2 o 3 cannoni consecutivi e spesso qualcosa di più forte che lui sosteneva essere incenso. Io in quel periodo mi alzavo alle 6.30 del mattino e per oltre un mese non ho praticamente dormito. Con l’arrivo del bullo ho capito che dovevo cambiare casa e alla svelta. Possibilmente senza più francesi tra i piedi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Post it slide show&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: The Bonzo Dog Doo-Dah Band - Humanoid Boogie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.celtichalls.com/"&gt;www.celtichalls.com&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-3177769877332665750?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/3177769877332665750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=3177769877332665750' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3177769877332665750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3177769877332665750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/06/la-casa-dei-mille-post-it.html' title='La casa dei mille post it'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-3519171461661296404</id><published>2008-06-14T20:20:00.013+01:00</published><updated>2008-06-18T15:11:22.270+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>Perché l’Irlanda ha votato no</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SFQ59CQPtvI/AAAAAAAAAbg/wx1P7eHdBzc/s1600-h/no_lisbon.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SFQ59CQPtvI/AAAAAAAAAbg/wx1P7eHdBzc/s320/no_lisbon.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211854389514319602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Hanno vinto i no nel referendum tenutosi ieri in Irlanda sul trattato di Lisbona. Perché? Tranne il Sinn Fein  tutti i partiti politici irlandesi da destra a sinistra erano per il si. Tutti i giornali erano per il si. Tutte le tv pubbliche e private erano per il si. I sindacati dei lavoratori, la potente associazione dei farmers, i massoni e gli intellettuali erano per il si. Le istituzioni finanziarie, le associazioni degli imprenditori, gli ambientalisti erano per il si. Eppure con il 53,4% dei voti ha vinto il no.  Parrebbe paradossale per un paese sempre considerato europeista e che ha sempre sfruttato al meglio le risorse e le opportunità provenienti dall’Unione europea. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quali sono i veri motivi che hanno portato alla sconfitta del Trattato di Lisbona in Irlanda e (forse) del sogno di una Europa Unita politicamente? Cerco di elencarli.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La maggior parte degli irlandesi, soprattutto dei ceti più popolari, non ha ben capito di che si trattasse. Il poderoso trattato, che tranne poche modifiche rispecchia la confusa e retorica costituzione europea bocciata da Francia e Olanda, è stato inviato nelle case di tutti gli irlandesi, ma pochi lo hanno letto o perlomeno capito. Non capendo di che si trattava l’affluenza al voto è stata bassa. Hanno votato circa il 50% degli aventi diritto. E quelli che hanno votato erano perlopiù i movimenti più motivato al no.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nonostante il formale si dei loro rappresentanti, i contadini e gli abitanti della countryside hanno votato massicciamente per il no per paura di perdere i privilegi commerciali conquistati negli ultimi anni.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il fattore identità è elemento fondamentale per l’Irlanda. Nonostante il Sinn Fein sia un partito minoritario nella Repubblica Irlandese, è forte la paura di perdere potere e autodeterminazione dopo la lunga battaglia per l’indipendenza dall’Inghilterra. Così come di perdere una neutralità sulle faccende internazionali di cui l’Irlanda è orgogliosa.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Con il trattato ci sarebbe stato una rappresentanza su basi demografiche nella scelta dei commissari e del Consiglio d’Europeo. E quindi mentre ora la piccola Irlanda conta quanto Francia o Germania nelle votazioni e nella rappresentanza, con il trattato, dove sarebbero contati meno i poteri di veto dei singoli Stati &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;e di più le istituzioni centrali&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;, si sarebbe vista ridurre il suo peso politico.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Con il trattato ci sarebbe stato un maggiore peso politico dell’Europa sui sistemi fiscali nazionali. E (erroneamente) questo ha portato molti irlandesi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;a pensare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;che con il trattato sarebbero aumentate le tasse. Anche per le multinazionali presenti in Irlanda grazie alla detassazione offerta che, secondo molti, sarebbero fuggite in massa.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Le multinazionali americane si sono schierate fortemente per il no al referendum. Per evitare nuovi regimi fiscali e per impedire una forza politica ed economica europea.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In queste ultime settimane Dublino è stata invasa da movimenti anti-abortisti, nazionalisti, noglobal di tutta Europa. L’opposizione al trattato è stata molto variegata: cattolici fondamentalisti, socialisti-marxisti, indipendentisti, protezionisti, contadini. Tutte organizzazioni molto ideologizzate e molto più motivate delle governative e formali organizzazione per il si.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Votare no è stato un modo di votare contro il poco amato governo in carica e in particolare contro il controverso taoiseach (pronuncia /ˈtiːʃəx/, il primo ministro irlandese) Bertie Ahern, dimessosi lo scorso mese per il suo coinvoligimento su episodi di corruzione. Nonostante le recenti elezioni il governo in carica è assai poco apprezzato dagli irlandesi. Cosa non cambiata con il nuovo  taoiseach Brian Cowen ex ministro della finanza che per carisma fa apparire in confronto Gordon Brown una rockstar. La cosa buona è che con la vittoria del no si eviterà che il discutibile Ahern diventi di primo presidente dell'Unione Europea.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Gli irlandesi incominciano ad aver paura di perdere il benessere raggiunto negli ultimi anni e le novità svaventano. L’Irlanda sta affrontando la peggiore crisi economica degli ultimi trenta anni. L' inflazione proprio il giorno delle elezioni ha toccato il 4,7% annuo, e il 7,8% per il cibo, più della media europea. Al momento 200.000 irlandesi si dichiarano disoccupati, era dal 1967 che non si registrava una così seria caduta dell’occupazione. Come ben sanno gli italiani che sono venuti in Irlanda a cercare lavoro negli ultimi mesi,  la situazione sta precipitando: si sono persi 47.747 posti di lavoro solo negli ultimi mesi. Il Prodotto Interno Lordo continua a peggiorare: era pari al 7,4% del 2006 si è passato al 5,3% nel 2007 al 2,4% del 2008 e per il 2009 il Central Statistics Office prevede il 2,1%. Per la prima volta da decenni nel 2008 il saldo di bilancio sarà negativo. Ormai si incomincia a parlare senza tabù di recessione.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’Irlanda è un paese conservatore e estremamente cattolico. L’aborto è illegale e fino al 1995 lo era anche il divorzio. La mancanza della indicazione delle radici cristiane, nella costituzione europea prima e nel trattato ora, ha portato a una palese ostilità da parte delle pervasive organizzazioni cristiane irlandesi. Ha guidato la campagna per il no “Libertas”, un movimento d'opinione cristiano pare finanziata da lobby ultraconservatrici americane e guidato dall'uomo d'affari Declan Ganle. Alla UE Libertas rimproverava le tentazioni filo-abortiste e ieri, nella loro sede di Dublino, fra cori sacri e statue della Madonna, una svastica copriva la carta dell' Europa, e i manifesti avvertivano: “Ascoltiamo Nostra Signora di Fatima che ci invita alla conversione per evitare il castigo... come cattolici respingiamo il trattato di Lisbona, che non contiene una sola parola su Dio!”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;"&gt;Pic: No to Lisbon, Pearse Street, Dublin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;"&gt;Song: Christy Moore - Only our Rivers Run Free&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.libertas.org/"&gt;www.libertas.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-3519171461661296404?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/3519171461661296404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=3519171461661296404' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3519171461661296404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3519171461661296404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/06/perch-lirlanda-ha-votato-no.html' title='Perché l’Irlanda ha votato no'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SFQ59CQPtvI/AAAAAAAAAbg/wx1P7eHdBzc/s72-c/no_lisbon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-4367204443859958319</id><published>2008-06-11T18:51:00.025+01:00</published><updated>2008-06-24T22:28:23.889+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sport'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inglese'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>Piccola guida per essere felici</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SFAQrRshgeI/AAAAAAAAAac/ztPlvP2arhE/s1600-h/tyke_bullisland.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SFAQrRshgeI/AAAAAAAAAac/ztPlvP2arhE/s320/tyke_bullisland.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210683104538231266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Comprati un aquilone e fallo volare nella lunga spiaggia della Bull Island. Potresti fare l'incontro della tua vita.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Spendi il 110% di quello che guadagni. Non importa se il tuo salario e' 1500 euro o 3000 euro. La vita e' adesso.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il venerdi' pomeriggio collegati a Ryanair.com e scegli un volo economico che parte la sera o il mattino successivo. Lunedi' mattina tornerai a lavoro stanco ma con dolcetti di qualche citta' europea e delle storie da raccontare ai colleghi.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Comprati una bicicletta, magari di seconda mano,  e scopri il labirinto di stradine del centro e i quartieri residenziali della periferia. Scoprirai un'altra Dublino.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Fai un corso di teatro, iscriviti ad una associazione di volontariato, partecipa a trekking organizzati, gioca nella squadra di hurling del quartiere. Apri il tuo mondo relazionale anche a chi non e' coinquilino, connazionale o collega. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Prendi del pane in cassetta  e dai da mangiare ai cervi che vivono al Phoenix Park. Ne troverai uno più grasso degli altri che si avvicinerà a pochi centimetri da te e quando tornerai ti riconoscerà.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Fai la spesa al Lidl, ma almeno una volta vai a mangiare al Thornton’s o al Patrick Guilbaud. Spezza ogni tanto la mortificazione culinaria dei lunch break irlandesi.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Non lamentarti se non hai il miscelatore nel tuo lavandino. La mattina divertiti ad usare le mani a coppetta. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Non andare a vivere in solitari monolocali o in affollati appartamenti. Condividi una casa con uno o due coinquilini. E dividi anche parte della tua giornata con loro.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Se hai un giardino pianta un ramoscello di rosmarino e stupisciti nel vedere la sua crescita impetuosa.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Non scegliere l'abitazione rispetto al costo o alla collocazione, ma rispetto a chi ci vive o ci vivra'. Se hai qualche soldo da parte affittata una casa intera e poi scegli tu con chi viverci. Fuggi da coinquilini francesi.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Vivi in centro. I soldi che spenderai in piu' li recupererai in spese di trasporto e benessere.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Non avere paura di viaggiare da solo. Se non trovi nessuno interessato ad andare a Belfast, vai in stazione e parti da solo. Il vero viaggio e' sempre solitario.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Non frequentare solo italiani, ma concediti ogni tanto una bella serata nazional-popolare a base di Sanremo, Italia - Olanda o lasagnata ai funghi. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Se non ne possiedi una, noleggia una macchina e vai nelle contee di Mayo e Sligo dove non troverai turisti, ma irlandesi che ti saluteranno per strada come se ti conoscessero da una vita. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Rispetta e personalizza la tua abitazione. Anche se ci starai solo tre mesi e i muri hanno la muffa. La tua casa e' il tuo rifugio. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La sera esci nei giorni feriali e rimani a casa nei giorni festivi. Oltre ai pub straffollati e le bande di ubriaconi del week end, la sera di Dublino puo' essere meravigliosa.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Fai il bagno a Sandycove. Anziani abitanti del posto lo fanno tutte le settimane. Tu che hai 50 anni in meno potrai farlo almeno una volta nella vita?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Usa una connessione internet ntl. Se sopravvivi al loro customer care avrai un solido legame col mondo e con le tue radici.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quando torni a casa dopo il lavoro spegni la tv, abbassa le luci, metti Billy Holiday in sottofondo, fai respirare una bottiglia di Chianti e chiama le tue coinquiline chiuse in pigiama nella loro camera. Offri due bicchieri di vino e delle fragole di Wexford. Sedetevi nel divano e parlate di come e' andata la giornata. Potrebbe diventare una delle migliori serate della tua vita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Se ti e' possibile lavora in centro. Fare il contabile a 25k nel quartiere georgiano per una piccola azienda irlandese potrebbe essere preferibile di fare l'analista finanziario a 50k in un business park di periferia per una grossa multinazionale.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Vai in giro per Dublino a piedi o in bicicletta e cataloga le meravigliose sculture che arredano la citta'. Scegli quelle che ti emozionano di più e mostrale ad un amico.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ubriacati, vai in discoteca fino all'alba, fumati un cannone, importuna le irlandesi seminude che girano per Temple Bar, fai qualcosa di cui vergognarsi il giorno dopo. Almeno una volta. Cosa racconterai al tuo nipote ribelle tra 40 anni?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sii consapevole di dove vivi. Leggi i giornali, ascolta la radio, vedi i telegiornali, chiacchiera con gli irlandesi. Se dopo un anno che sei in Irlanda non conosci il nome della presidente della repubblica o del sindaco di Dublino forse sei solo un turista permanente. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Non smettere mai di studiare la lingua del posto. Vai in una delle fantastiche librerie di seconda mano di Dublino e prendi i libri in inglese. Lasciati consigliare dal proprietario oppure prendi i libri che ti attirano magari semplicemente per il colore della copertina o per il titolo. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Se durante il BBQ che hai organizzato incomincia a piovere non disperare. I momenti piu' divertenti che ho passato in Irlanda son stati quelli in attesa che spiovesse. E poi se hai invitato qualche irlandese la birra e la chiacchiera non mancheranno di certo.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Vai nel tardo pomeriggio in qualche pub di periferia. Non passera' molto che sarai simpaticamente importunato da qualche irlandese che vuole sapere la storia della tua vita. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Mantieni tracce di quello che fai. Con un blog, un taccuino degli appunti, una macchina fotografica o una matita e dei fogli di riciclo.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Organizza cenette a casa tua. Inviata ospiti eterogenei e di diverse nazionalita'. Ma mai piu' di sei. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Cura il tuo fisico. Fai attenzione all'alimentazione e non sopravvivere a panini. Vai in bicicletta, in piscina, corri lungo la baia o nei parchi, vai in palestra. Non e' una condanna definitiva mettere i classici 6 chili dopo 12 mesi in Irlanda.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Non avere paura di innamorarti. La vita da soli all'estero puo' essere difficile. In compagnia tutto sara' piu' semplice. E anche tutto piu' complicato, ma alcune complicazioni sono indispensabili.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Non sentirti un emigrato. Sei solo un europeo che per un periodo della sua vita sta lavorando a Dublino. A parte la lingua e qualche aspetto culturale vivere in Irlanda puo' essere meno traumatico di trasferirsi a Milano da Catanzaro.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Meravigliati tutti i giorni.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Aquilone alla Bull Island, Dublino (photo by Zyta)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Michael Nyman - Here to There&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.naughtonsbooks.com/"&gt;www.naughtonsbooks.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-4367204443859958319?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/4367204443859958319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=4367204443859958319' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/4367204443859958319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/4367204443859958319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/06/piccola-guida-per-essere-felici-dublino.html' title='Piccola guida per essere felici'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SFAQrRshgeI/AAAAAAAAAac/ztPlvP2arhE/s72-c/tyke_bullisland.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-3167055090438726496</id><published>2008-05-29T00:49:00.019+01:00</published><updated>2008-06-13T02:50:48.629+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pub e locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>Il migliore pub irlandese</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SD3wLzyKtTI/AAAAAAAAAaE/Gvz9xjllCMk/s1600-h/rotterdambar.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SD3wLzyKtTI/AAAAAAAAAaE/Gvz9xjllCMk/s320/rotterdambar.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205580829980013874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Questo sabato ero ad un barbecue con colleghi nella contea di Kildare. Il classico BBQ irlandese con tanta birra, prato verdissimo, beef burgers sulle carbonelle e immancabile acquazzone che ha interrotto la festa sul più bello. Nel tardo pomeriggio ci chiudiamo nel cottage e Marie tira fuori altre lattine di Budweiser e alcune bottiglie di Merlot fino a quando prima che si cada tutti ubriachi il fidanzato di Karen parla di un concerto di Joe Satriani (certamente uno dei migliori chitarristi in circolazione, che non mi ha fatto rimpiangere il concerto di Bruce Springsteen di due giorni prima) alla Queen's University di Belfast e chiede chi vuole fare due ore di macchina e "enjoy us with oul nordic fella". Metà di noi alza la mano, ci contiamo ci sono tre macchine e abbiamo quattro posti in più. Ritorniamo a Dublino che le ragazze devono mettersi il vestito da sabato sera e si devono recuperare alcune persone. Io torno a casa e convinco una mia coinquilina appena tornata da lavoro a seguirmi. A Belfast torno volentieri. La città non ha la bellezza di Dublino ma mi emoziona e affascina ogni volta che ci torno. Il concerto è valido e si tornerà a Dublino solo la domenica sera senza in sostanza dormire e nove di noi lunedì si daranno malati. Tante cose accadono in 24 ore, ma quello di cui vi voglio parlare è della scoperta del migliore pub finora visitato in Irlanda: il Rotterdam Bar.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Rotterdam Bar di Belfast si trova lontano dal centro e dalle guide turistiche. Non è un pub famoso come il vittoriano Crown Liquor Saloon con le sue piastrelle colorate, le vetrate in marmo, le ceramiche, gli specchi e le colonne in mogano. E neanche è popolare quanto il divertente Duke of York seminascosto in un vicolo nel cuore del quartiere che ospitava le redazioni dei quotidiani. Il Rotterdam Bar è altro. Piccolo, periferico, buio, a nord del Cathedral Quarter sulla sponda ovest del fiume Lagan. Il Rotterdam Bar è un luogo fantastico, un posto da marinai che profuma di mare, un pub pieno d’atmosfera e incorreggibilmente vecchio stile. Non è stato devastato da architetti di interni alla moda e l’arredo è quello di cento anni fa con sedie e tavoli spaiati e un labirinto di piccole stanzette con ognuna un caminetto sempre acceso. Il soffitto è basso e l’odore del legno che ricopre le pareti inteso. Pare che queste stanze fossero usate in passato come celle per i prigionieri prima della loro deportazione in Australia. Un locale dove ogni giorno c’è musica dal vivo con un grande spazio all’esterno che ospita in primavera ed estate gruppi jazz, rock, folk o blues, ma anche tanti tavolini corrosi dalla salsedine e tanti barbeque in legna per le frequenti grigliate. Il pub doveva essere demolito per far spazio a moderni e lussuosi appartamenti. Una petizione e una sollevazione popolare ha al momento bloccato lo scempio, ma il comitato promotore della campagna "Save The Rotterdam" tiene sotto osservazione le possibile future manovre speculative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La frequentazione è varia. Il giovane alternativo, il gruppo di universitari, una famiglia del quartiere vicino, la coppia intellettuale, le signore in libera uscita, gli amici di una vita. Nessun turista. Io vengo subito inquadrato da sguardi sorpresi e ospitali. Un locale repubblicano pieno di cimeli patriotici dove puoi bere solo birra irlandese e guai a chiedere una Carling, qua si beve solo Smithwick’s, Kilkenny, Harp, Beamish e Guinness ovviamente, che anche in un affollato sabato viene spillata con cura e attenzione e paghi solo due pounds e quaranta. Un locale che ti coinvolge e avvolge dove ti può capitare dopo essere arrivato da 30 minuti di suonare sul palco con la tua armonica, insieme al gruppo della serata, una famosa canzone tradizionale irlandese, che tu ovviamente non conosci e di cui sbagli l'intonazione. Ma tutti ti applaudono e ti battono le mani sulle spalle e ti offrono una pinta. E tu sei felice. Perché sei al Rotterdam Bar. Il migliore pub d’Irlanda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Rotterdam Bar, Belfast &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Joe Satriani - Professor Satchafunkilus&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.rotterdambar.com/"&gt;www.rotterdambar.com&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-3167055090438726496?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/3167055090438726496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=3167055090438726496' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3167055090438726496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3167055090438726496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/05/rotterdam-bar.html' title='Il migliore pub irlandese'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SD3wLzyKtTI/AAAAAAAAAaE/Gvz9xjllCMk/s72-c/rotterdambar.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-2302210036874961124</id><published>2008-05-23T00:48:00.024+01:00</published><updated>2008-06-03T10:28:28.145+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inglese'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Web marketing nella la casa gotica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SDYGijyKtSI/AAAAAAAAAZ8/xWWke-2FDMc/s1600-h/georgiandoors.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SDYGijyKtSI/AAAAAAAAAZ8/xWWke-2FDMc/s320/georgiandoors.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5203353610264163618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Da circa un mese lavoro per una società irlandese in una casa georgiana a Dublino 2.  Sul mio contratto e sui miei biglietti da visita c’è scritto che sono un “Web Marketing Manager”. Mi occupo di promozione, formazione e consulenza per hotel in Irlanda e nel mondo. Parrebbe il posto giusto per me. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Tra le mie passioni ci sono i viaggi, internet e la comunicazione. Tra i settori economici in crescita ci sono il turismo, la telematica e il marketing. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’azienda nata a Dublino si sta sviluppando velocemente e negli ultimi due anni sono nati sette uffici locali in Europa, Asia e Sud America. Nel 2009 si aprirà un nuovo ufficio in Italia (si parla di Firenze) e l’idea sarebbe che a gestirlo o almeno a seguire lo start up dovrei andare io se non combino troppi casini quest’anno. Al momento di tornare in Italia non ho nessuna voglia. In futuro chissà.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L'arte della negoziazione&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Accettare la proposta (ormai non mando da mesi più curriculum ma sono i recruiters o le aziende che mi contattano per offrirmi lavori trovando il mio resumé su monster.ie) non è stato facile. Infatti la proposta iniziale era di 6.000 euro all’anno inferiore al mio stipendio in Accenture. In Accenture prendevo tanto (anzi troppo per quello che facevo), e soprattutto molto di più dei miei colleghi e credo anche del mio supervisor. Tutto grazie alla negoziazione fatta. A differenze dei miei colleghi infatti alla offerta fattami dal recruiter ho contrapposto uno stipendio giornaliero molto maggiore della cifra proposta. Alla fine si è trovato un accordo ma la busta paga era decisamente robusta, anche se si trattava di un contratto di un anno senza benefits (no ferie pagate, no malattie pagate, no schema pensionistico, no assicurazione). Ho ricevuto altre proposte negli ultimi mesi (fondamentalmente ruoli da analista) ma nonostante gli interessanti salari si trattava di grosse multinazionali con sede in business park. Arrivatoci non mollo di certo il quartiere georgiano. Inoltre in fase di negoziazione sono riuscito a spuntare alla mia azienda 2.000 euro in più all’anno e la revisione salariale dopo 6 mesi e non dopo 12 mesi come precedentemente previsto. Ovviamente permanet contract con tanti benefits e le fantastiche irish bank holiday (cioè le festività che cadono sempre di lunedì facendoti fare circa una volta al mese un bel lungo week end).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;Il fantasma di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;Jackie Carey&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’azienda dove lavoro nata pochi anni fa ha avuto negli ultimi anni una crescita tumultuoso e negli ultimi tempi si sono triplicati fatturato e dipendenti. La sede è a Fitzwilliam Square a 10 minuti a piedi da casa mia (o 5 in bicicletta). Tra ambasciate, sedi governative e aziende irish della new economy. Sono nel cuore di Dublino e andare a lavoro e passare tra Merrion Square, Holles Street e Baggot Street è un piacere. La sede iniziale dell’azienda era il seminterrato. Crescendo si sono acquistati anche i piani superiori e ora gli uffici sono dislocati tra il vecchio appartamento del maggiordomo, la ex  living room o la sala da thè di epoca georgiana. Io sto al piano terra nel vecchio appartamento del giardiniere con il garden di fronte, per raggiungere la stanza delle ragazze dell’Account and Sales passo per una scala segreta usata un tempo dalla servitù. Pare che il leggendario pugile irlandese Jackie Carey sia nato in questa casa come figlio illegittimo di una domestica, molti colleghi giurano che il suo fantasma vive nella casa, ma credo che il rumore dipende dal server che è stato messo nella soffitta. Mentre l'atmosfera è molto gotica e ricca di storia, la tecnologia utilizzata è molto avanzata. Io apprezzo in particolare l'utilizzo degli Apple e sul mio desk con mio grande godimento tutte le mattine trovo un iMac 24" collegato con un MacBook Pro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;The Irish Staff&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sono l’unico italiano e a parte due polacche e un ungherese i miei colleghi sono tutti irlandesi. Questa cosa mi piace. Ho anche un mio piccolo staff di 3 ragazzi appena usciti dal college: un seo, una sem e una html editor. Finalmente mi sento integrato alla città e alla sua economia. Il clima è molto sereno e rilassato. Qua quello che contano sono i rapporti umani e le performance, non la marziale disciplina delle multinazionale dove tutto è analizzato compresi i minuti che perdi in bagno per esigenze fisiologiche. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Per ora l’ostacolo maggiore è l’inglese. Per il mio ruolo devo comunicare continuamente con colleghi e clienti irlandesi e non sempre comprendo tutto o sono chiaro io. Decisamente divertenti i meeting aziendali quasi quotidiani dove sono continuamente incitato a dare il mio parere e dove io improvviso ragionamenti di strategie di marketing in un accento che parrebbe assai divertente vedendo i sorrisi dei colleghi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;The Lunch Break&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Lavoro dalle 9 alle 17.30 con un’ora di pausa. Ma tutto è molto adattabile e spesso io arrivo alle 10 e vado via alle 19.00 e prendo 2 ore di pausa pranzo. Le pause pranzo in centro sono meravigliose. Abbiamo una cucina completa di tutto (inclusa macchina per caffe' espresso professionale) e non la canteen come le multinazionali. Ognuno di noi ha uno scafale che io ho riempito di Nutella, digestive biscuits, pasta De Cecco, ortaggi e frutta di stagione.  Pero' in questo magnifico e soleggiato maggio di solito esco e in 5 minuti arrivo nei più bei parchi di Dublino. E allora si prende un panino con le salamelle all’Unicorn o un sandwich al salmone affumicato allo Swedish Food e si va al  Fitzwilliam Park (parco privato di cui abbiamo le chiavi) o sui prati del Merrion Square Park o del St Stephan Green. Da consigliare in questo periodo l’Ivenagh Garden, il parco più bello di Dublino che ospita “The Secret Garden” una clamorosa mostra scultorea organizzata dalla Salomon Gallery. Alternative sono pranzare lungo il Grand Canal oppure prendere la bicicletta e andare in giro per il centro di Dublino o verso la baia. Da evitare il tornare a casa per il break. Per due volte lo ho fatto e in entrambi i casi mi sono addormentato dopo pranzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante le difficoltà linguistiche e qualche euro in meno in busta paga penso di aver fatto la scelta giusta ad accettare questo lavoro. E la sicurezza la ho avuta quando il secondo giorno di lavoro invece che darmi il solito triste badge con una foto personale orribile impressa mi è stato consegnato un grosso anello di ferro con attaccate tutte le undici chiavi della casa georgiana. Non solo una azienda. La mia seconda casa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Georgian Doors, Dublin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Frank Sinatra – Fly Me To The Moon&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.solomongallery.com/"&gt;www.solomongallery.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-2302210036874961124?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/2302210036874961124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=2302210036874961124' title='29 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2302210036874961124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2302210036874961124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/05/web-marketing-nella-la-casa-gotica.html' title='Web marketing nella la casa gotica'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SDYGijyKtSI/AAAAAAAAAZ8/xWWke-2FDMc/s72-c/georgiandoors.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-2706552984525605094</id><published>2008-05-13T00:02:00.009+01:00</published><updated>2008-05-13T22:46:23.529+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Berlino e il potere del denaro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SCjMor6M59I/AAAAAAAAAZM/rYsrCF8sqBk/s1600-h/Brandenburger_Tor.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SCjMor6M59I/AAAAAAAAAZM/rYsrCF8sqBk/s320/Brandenburger_Tor.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199630769152911314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Alcuni anni fa ho scritto un libretto sul denaro e i sistemi di scambio non monetari. Il libro ha venduto e continua a vendere abbastanza bene e mi arrivano ancora i diritti d’autore a fine anno. La cosa divertente nel pubblicare libri sono i momenti di presentazione che io ho fatto per quasi un anno dopo la pubblicazione. Mi divertivano le presentazioni perché a meno che non fosse necessaria una esposizione ortodossa (Università, Istituzioni, Corsi di Formazione, etc.) proponevo presentazioni con mezzi teatrali e formativi per piccoli gruppi e attraverso alcuni strumenti (psicodramma, teatro dell’oppresso, role-playing, etc.) si simulavano i sistemi che descrivevo nel libro e le modalità di condizionamento del denaro. Erano anni che non facevo presentazioni e mi negavo ai pochi che me le proponevano. Mi sono riarmato di slide show e manuale del formatore per una interessante proposta overseas. La scorsa settimana sono stato invitato a Berlino dal DAAD (Der Deutscher Akademischer Austauschdienst), una associazione culturale che invita scrittori, artisti, film maker, educatori al fine di movimentare il panorama culturale della città. Veniva presentato un volume che raccoglie le varie esperienze di scambi non monetari in Europa. Nelle pagine riguardanti l’Italia e la Francia hanno tradotto due miei capitoli.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Hippy Seminar&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Krista è una simpatica e gigantesca (circa 190 centimetri) tedesca dell’Est e si sta laureando in Letteratura Italiana e è stata la mia ombra per due giorni in quanto doveva farmi da traduttrice. E’ rimasta credo un po’ delusa nel vedermi. Da quello che mi dirà la sera dopo in una birreria sta cercando di fidanzarsi con un italiano o almeno vuole passare più tempo possibile con madrelingua. Io sono troppo brutto o perlomeno troppo basso per un “fidanzamento breve”. Mi fa fare nella sua Golf gialla di seconda mano un giro per la città e mi accompagna in albergo. Simpatica la ragazza ma totalmente inadatta a tradurre una relazione economica. Non sapendo il significato di deflazione, sistema monetario internazionale o svalutazione farò la conferenza in inglese con sveglia traduzione di un ragazzo tedesco specializzando in Economia dello Sviluppo. La conferenza è assai poco formale. Dentro una sala da 500 posti ci sono un centinaio di persone che sembrano uscite da una macchina del tempo. C’è il professore trotzkista con i capelli alla Einstein, il punk con gli occhialini da intellettuale, il laureando timido che sta preparando la tesi su economia e fiducia, le erasmiane spagnole finite qua forse per il rinfresco finale. Mi si chiede brevità e io sono brevissimo e dopo aver esposto qualche grafico vado a braccio e chiedo di farmi domande. A un certo punto un tipo arrogante mi chiede cosa è per me il denaro e di fargli un esempio concreto di come la felicità non è portata dal denaro. Gli parlo di quello che ho fatto un paio di settimane fa, cioè lasciare Accenture per un nuovo lavoro in una azienda irlandese in cui prendo 6.000 euro in meno all’anno, ma sono tanto più felice. Alla fine per i pochi sopravissuti alla conferenza propongo il mio cavallo di battaglia: il gioco del tempo, denaro e spazio. L’esercizio che di solito dura 20 minuti nella sala che si riempie di curiosi e lattine di birra va avanti per un ora abbondante. La conferenza accademica si trasforma alla fine in un party spontaneo con il trotzkista con i capelli alla Einstein che si addormenta sul bancone dei conferenzieri. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Taccuino e lapis&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il giorno dopo armato di taccuino e lapis, vado a caccia di emozioni, ambienti, personaggi, sensazioni. Passeggio in giornate ventose, costeggio i pochi resti del muro nella zona di Brandenburger Tor, sono sorpreso da una pioggia torrenziale nel bel mezzo del Tiergarten, solo, e per di più, senza giacca a vento. La città mi pare strana, orgogliosa, frenetica e burrascosa. Non ci ero mai stato a Berlino. Non essendoci venuto prima del 1989 quando Berlino con tutti i capitali occidentali che vi entravano era la capitale culturale e giovanile dell’Europa avevo perso interesse a vedere la ricostruzione. Berlino appare anche ora ricca capitale della Germania Unita, facile da vivere, ordinata, piena di umanità. Forse perché insieme ai burocrati arrivati negli ultimi anni ancora vi abitano tantissimi giovani perlopiù universitari; i punti di incontro sono tantissimi; la fascia oraria dedicata alla socievolezza è ampliamente spostata oltre la mezzanotte, con locali che aprono – come a Riccione – alle quattro del mattino; i prezzo sono accessibile. Dublin is so far.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quello che ho scoperto ascoltando gli altri relatori nella conferenza e lo spirito di solidarietà diffusa che è presente a Berlino che va dall’esperienza ormai famosa degli occupanti di case (Housbesetzer) a quelli dell’assistenza, chiamato in gergo “soccorso”, a persone amiche od anziani, per le piccole spese domestiche, qualora, per esempio, influenze e malanni blocchino in casa persone che vivono sole. Le esperienze di scambi non monetari sono tantissime e ne sono coinvolti oltre 5.000 cittadini divisi in diversi sistemi dai circoli Wir ai Tauschring.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La socievolezza di Berlino si esprime anche nell’esistenza di migliaia di Kneipen (birrerie) in cui è possibile incontrare gente per tutta la notte, sentire musica, chiacchierare, sbronzarsi dolcemente con le bollicine del Sekt, un vinello spumante che ha sostituito in questo soggiorno la mia amata Paulaner, solo qui spillata con cura e pazienza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Berlino mi è parsa una città fatta di cose concrete, di rapporti umani “pesanti” e non frivoli, poiché anche la sua frivolezza nasconde quella particolare pensosità che noi chiamiamo “nordica”. E’ una città culturalmente vivace, aperta, spericolata. Una città che è stata la capitale del mondo e che la storia sembrava condannare allo svanimento. A Berlino vedi la gloria e la rovina, il successo e la disperazione. Un fine settimana è troppo poco. Ci tornerò. Anche ora che il muro non c’è più.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Brandenburger Tor, Berlin&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Bruce Springsteen – Eyes On The Prize&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;a href="http://web.tiscali.it/economiesenzadenaro"&gt;web.tiscali.it/economiesenzadenaro&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-2706552984525605094?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/2706552984525605094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=2706552984525605094' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2706552984525605094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2706552984525605094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/05/berlino-e-il-potere-del-denaro.html' title='Berlino e il potere del denaro'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SCjMor6M59I/AAAAAAAAAZM/rYsrCF8sqBk/s72-c/Brandenburger_Tor.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-583910808849954009</id><published>2008-05-03T15:02:00.016+01:00</published><updated>2008-05-10T17:11:00.037+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pub e locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='shopping'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trasporti'/><title type='text'>Il peggio di Dublino – Parte seconda</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SByFnCvOl6I/AAAAAAAAAZE/MDSxXCpbuQ0/s1600-h/boyne_st.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SByFnCvOl6I/AAAAAAAAAZE/MDSxXCpbuQ0/s320/boyne_st.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196174975875061666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La provincialità&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sarà anche bello uscire la sera e trovare visi conosciuti per le strade del centro o nei soliti locali come se si abitasse in un paesone. Però devo ammettere che non trovare un ristorante aperto dopo le undici di sera o un cinema con spettacoli dopo le nove mi esaspera. Inoltre i vari festival sono mediamente modesti, le nuove tendenze musicali e fashion non nascono certo qua, l’alimentazione e l’abbigliamento sono una parodia del modello inglese, le associazioni culturali latitano, i negozi chiudono alle diciotto, nonostante i prezzi lo standard dei ristoranti e decisamente basso, esistono tanti immigrati che però raramente riescono a dare un contributo sociale e culturale alla città come e' accaduto e accade ancora a Londra, Parigi o New York. A volte si cade anche nel ridicolo; come durante la "notte bianca" dublinese  che qua chiamano "Culture Night". Tutto finiva la scorsa edizione alle 22, ora in cui nelle altre capitali europee la festa non era ancora iniziata.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Irish time&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Per “irish time” da queste parti si intende l’abitudine irlandese di arrivare in ritardo. Ad alcuni italiani questa cosa piace e li fa sentire a casa. Il trovarmi un report promesso martedì il giovedì o l’andare a un concerto previsto per le nove che poi inizia alle dieci a me invece infastidisce. Così come altre propensioni mediterranee degli irlandesi, o almeno dei dublinesi, cioè tendere a non rispettare le code, guidare in modo “sportivo” anche in città, dimenticarsi gli appuntamenti, buttare le cartacce per terra, etc.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I prezzi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;800 euro al mese una camera singola in centro. 5 euro una pinta di Guinness. 90 euro una cena per due in un’enoteca. 12 euro il ticket per i 3 kilometri di tunnel dal Docklands a Dublin North. 40 euro un tacco per un paio di scarpe in pelle. 2 euro un biglietto del bus. 1.50 euro una melanzana. 20 euro un taxi per fare quattro kilometri. 52 euro il biglietto treno A/R Dublino Belfast. 16 euro una bottiglia di pessimo Cabernet alla Tesco.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;Dublin Airport&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’aeroporto di Dublino rappresenta perfettamente il contrasto tra andamento dell’economia e quello delle infrastrutture. Nonostante l’ottimo utilizzo delle risorse europee, l’Irlanda non è riuscita a dotarsi di dignitose infrastrutture capaci di supportare l’incredibile sviluppo dell’economia degli ultimi anni. Le strade interne sono strette e con curve nonostante gli spazi pianeggianti. Dublino-Galway in tre ore e mezzo in treno e quattro ore in bus. Non esistono colleganti via mare tra le città irlandesi. L’aeroporto di Dublino è il peggio. Indecoroso e inadeguato. Un grosso shopping center cafone che si sta sviluppando (peraltro solo ora con la crisi economica già arrivata) a forma di piovra con nuovi tentacoli che che si aprono ogni mese apparentemente senza una visione comune. I negozi aprono dopo le otto e chiudono prima delle ventidue (cioè quando parte e arriva il grosso degli aerei low cost), non esiste nessun collegamento su rotaie per il centro. E se arrivate dopo le ventitré non pensate di trovarvi bus che vi aspettano. Dovete fare un paio di ore di code all’aperto in attesa di un taxi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;National Museum of Ireland&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il National Museum of Ireland a Dublin sette è uno dei peggiori musei che abbia mai visto. Un’accozzaglia di teche con vecchi costumi, anticaglie, porcellane, antiquariato senza un’idea d’insieme. Sorprendente che la maggior parte dei percorsi finisca in un cul de sac e quindi vedi (controvoglia) le stesse esposizioni più volte. Particolarmente deprimente l’esibizione sulla storia del denaro, con tante monete buttate alla meno peggio su astucci scoloriti. Più adatta a Disneyworld la Sea Stallion (una riproduzione di una nave vikinga) esposta nel giardino interno. Il cappuccino nel caffè interno à imbevibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Boyne Street, Dublin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Creedence Clearwater Revival – Bad Moon Rising&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.dublinairport.com/"&gt;www.dublinairport.com  &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-583910808849954009?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/583910808849954009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=583910808849954009' title='41 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/583910808849954009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/583910808849954009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/05/il-meglio-di-dublino-parte-seconda.html' title='Il peggio di Dublino – Parte seconda'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SByFnCvOl6I/AAAAAAAAAZE/MDSxXCpbuQ0/s72-c/boyne_st.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>41</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-17449586601145448</id><published>2008-04-24T15:08:00.024+01:00</published><updated>2008-05-07T00:09:30.967+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='shopping'/><title type='text'>Joe Daly Cycles</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SBCVgyvOl4I/AAAAAAAAAY0/acA8pFB6NXQ/s1600-h/JoeDaly_Cycles.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192814760966395778" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SBCVgyvOl4I/AAAAAAAAAY0/acA8pFB6NXQ/s320/JoeDaly_Cycles.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ci sono molti negozi in cui comprare una bicicletta a Dublino. MacDonald in Wexford Street, Cycle Lodgical in Bachelors Walk o Cycle Ways in Parnell Street. Ma se volete trovare un negozio-museo seriamente dublinese dovete andare da Joe Daly Cycles a Dundrun, a poche centinaia di metri dalla fermata della Luas e del piu’ grande centro commerciale d’Europa. Il negozio e' a Dundrun da decenni. Lo fondo’ nel 1951 Joe Daly ex ciclista professionista e ora il figlio David continua a vendere biciclette, nuove e usate, a ripararle, a organizzare eventi a trattare i clienti come amici a cui dare un consulto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Questa settimana sono stato la’ per comprarmi la mia hybrid bike. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il negozio - affiancato al spettacolare ponte color argento del William Dargan Bridge - e' luogo di storia e tradizione. Allineate con maniacale precisione, si trovano city bikes, hybrid bikes, mountain bikes, racing bikes. E poi pompe, serrature, catene, caschi. In un angolo per le riparazioni e la vendita di biciclette di seconda mano i muri sono colorati di arancione. L’atmosfera e’ piu’ simile a un club che a un un negozio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Entro e prima che io possa chiedere bruttalmente se hanno qualche city bike o hybrid bike a buon mercato incontro subito David e la moglie Anne che si presentano per nome come se la mia fosse la visita di cortesia di un vicino di casa. Mi presento e parlo un attimo di me. Subito dopo mi chiedono che uso voglio fare della bicicletta, in che zona abito e quanto voglio spendere. Io rispondo vagamente e faccio capire che sono un ciclista della domenica con poche pretese, con nessuna conoscenza tecnica e che non desidera spendere troppo per una bicicletta che usero’ poco. Detto questo David srotola un metro giallo e comincia a prendermi - come fosse un sarto - le "mie misure biomeccaniche". Poi mi fa una carrellata dei diversi modelli tra i piu' economici di bici e nel mentre mi parla del negozio e di suo padre.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il boom della Tigre Celtica ha rappresentato uno spartiacque per il negozio. Il terreno in cui sorgeva il negozio ha aumentato il valore in modo esponenziale e le opzioni erano: o vendere il negozio e farci un po’ di soldi, o indebitarsi un po’ ed ingrandirsi. Nella famiglia si e’ discusso a lungo e alla fine si e’ scelta la seconda opzione. Per fortuna. Il negozio e cresciuto ed e’ diventato un vero museo della storia di Dundrun. All’interno ci sono grandi murales con effigi di ciclisti fatti dagli studenti del Dundrum College coordinati da Francis, il figlio artista di David. I murales sono nati come competizione finanziata dalla Bank of Ireland.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il negozio originario è in Main Street dove sorgeva nel dopoguerra un ufficio postale. Lo stesso nel quale lavoro’ all’eta’ di 12 e 13 anni Joe Daly, che consegnava telegrammi a mano ma che poi non pote’ essere assunto come postino perche’ non aveva una bicicletta. Quasi per rivalsa con i primi soldi avuti lavorando in un garage si compro’ una bicicletta nel dopoguerra e incomincio’ a fare gare locali fino a diventare professionista per alcuni anni. Nel 1951 apre il negozio. Ora il negozio si è spostato in  una nuova struttura architettonicamente iperfuturista a poche centinaia di metri di distanza. Nel negozio c’e’ una cornice con il primo penny guadagnato. Ci sono anche le foto di Joe Daly con politici locali, come il presidente Mary McAleese e l’ex presidente Cearbhaill Ó Dálaigh. E c’e’ un guest book, messo da pochi anni, firmato da russi e costaricani, indiani e australiani, americani e belgi. "We've connections all over the place" - dice David - "you'd be surprised! We've a third generation of customers coming in here too".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Con il tempo le bici sono cambiate. "Un tempo" - mi dice David - "una buona bici costava circa 16 lire irlandesi, e pochi potevano permettersela. Ora ormai si trovano bici piu’ economiche, e tutti possono permettersela". Raleigh e Hercules erano le biciclette più utilizzate un tempo, erano a uno o a tre rapporti. Ora le bici hanno da 18 a 27 marce e il design è cambiato completamente. Sono più leggere e più facile da guidare. In passato mi dice che c’erano piu’ acquirenti donne. Ma “tutto è cambiato adesso, tutte le ragazze vogliono le automobili di questi tempi”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Alla fine esco dal negozio con una Raleigh Voyager argento e fumo di Londra che pago il doppio del budget previsto. Rimarro’ in ansia in futuro per i numerosi furti di bicicletta che avvengono a Dublino. Ma la spesa valeva il racconto e la bicicletta che ho trovato mi calza come un abito su misura e la sento mia. Prima di andare via David mi guarda negli occhi e quasi a capire una mia curiosita’ inespressa mi dice di seguirlo al piano di sopra. Curvo su una sedia in legno intento a sostituire i freni anteriori di una bicicletta di seconda mano vedo un vecchio signore con una barba bianca curatissima. E’ Joe Daly che per l’ennesima volta coltiva la sua passione e continua la tradizione. Joe Daly Cycles. Dundrum. Dublin.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Pic: Joe Daly Cycles at Dundrun, Dublin&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Song: Tom Waits - Broken bicycles&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.cycleways.com/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.cycleways.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.cycleways.com/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-17449586601145448?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/17449586601145448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=17449586601145448' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/17449586601145448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/17449586601145448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/04/joe-daly-cycles.html' title='Joe Daly Cycles'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SBCVgyvOl4I/AAAAAAAAAY0/acA8pFB6NXQ/s72-c/JoeDaly_Cycles.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-7340093779572719960</id><published>2008-04-16T00:51:00.028+01:00</published><updated>2008-04-20T00:08:42.023+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Dall’oblò</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SAU_sf9LAUI/AAAAAAAAAYk/IlciDDM_Sjg/s1600-h/arbatax.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189624179339231554" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SAU_sf9LAUI/AAAAAAAAAYk/IlciDDM_Sjg/s320/arbatax.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In Italia voto per non sentirmi complice. All’Afrodisiaco di Quartu mangio ricci, granchi e calamari con Giovanni per rivivere i miei vent'anni. Al Poetto di Cagliari passeggio con Anna per ricordarmi che noi nati negli anni settanta non possiamo permetterci un futuro e allora e' meglio cercare di vivere al meglio il presente. Al compleanno di Denise mangio prosciutto e pane sfornato dalla madre la mattina per avere l'opportunita' di regalarle una statua di Molly Malone di scusa per il poco tempo che le ho dedicato a Dublino. Sul Nuraghe Arrubiu di Orroli mi arrampico con Maurizio e Davide per sentire l'odore del mirto e vedere il giallo acceso delle ginestre. Al lido di Orrì nuoto sotto la “Cella Osservatorio di Stella” del museo all’aperto di Tortolì per negare l'eta' che avanza. Nell’orto di mio padre faccio scorpacciate di fragole, piselli e fave perche' adoro mangiare la frutta e la verdura raccolta dalle mie mani. In soffitta ritrovo dei vecchi Rollerblade e pattino con Manuela nel porto di Arbatax come non facevo da anni e vedo i cambiamenti della mia cittadina. La mia dolce nipotina ancora si ricorda di me e cerca di stupirmi contando fino a dieci in inglese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E' tempo di tornare. Improvvisamente mi ritrovo a specchiarmi il viso contro l’oblò dell’aereo in volo tra Alghero e Dublino. Il cielo è un abisso cobalto che sale verso l’orizzonte, in basso, si accende di fasce color zafferano o arancione zen. Inquadrato dalla ristretta cornice ovoidale dell’oblò, il paesaggio mi parla del giorno e della notte, dei confini fra i mondi della terra e dell’aria e da ultimo, quando si accende una luce sulla carlinga e su quell’olografia boreale appare il riflesso del mio viso appesantito e affaticato, anche di me. Continuo a pensarmi e a vedermi come l’innocente, come colui che è incapace di fare del male e di sbagliare, ma l’immagine che vedo contro quello sfondo acceso è semplicemente il viso di una persona non più tanto giovane, con una barba di tre giorni, gli occhi affaticati, la pelle abbronzata ma appesantita. In sostanza un viso che subisce, come quello di ogni altro, la corruzione e i segni del tempo. E’ strano, l’immagine che conservavo del mio volto è sempre e immortalmente quella del giovane, del ragazzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Invece solo qualche mese fa ho compiuto trentacinque anni. Sono ben consapevole di non avere un’età comunemente definita matura o addirittura anziana. Ma so di non essere più giovane. Ma come tanti coetanei del mio paese alla deriva non sono sposato, non ho figli, una casa di proprietà, una professione stabile e sicura. In Sardegna ho incontrato i miei vecchi amici di Università e Liceo, come tutte le rare volte in cui torno a casa dai miei genitori, nella casa in cui sono nato e da cui sono fuggito con il pretesto degli studi universitari. E diversamente da altre volte i miei vecchi amici non li ho visti distanti da me. Sia i miei vecchi amici, sia io, ci siamo visti inerti rubarci il futuro dalla generazione dei nostri genitori, senza lavoro sicuro e pensione futura ci muoviamo alla ricerca di una nostra identità. C’è chi fa l’ennesimo master, chi cerca di rendere bianco un lavoro troppo a lungo durato in nero, chi immagina di aprire uno studio professionale, chi alle soglie dei 40 anni vive ancora con i genitori, chi progetta di spostarsi nel centro nord, chi guadagna in un mese quanto io guadagno in una settimana. Ci sono passato anche io. Anche se il viaggiare e andare all'estero per me è stata una scelta e non una necessità. O meglio la mia necessita' di partire era di tipo esistenziale, non economica. A volte mi chiedo come si sarebbe sviluppato il mio percorso di vita se non avessi venduto la mia casa di Cagliari e non avessi rifiutato un sicuro posto in banca (ottenuto con raccomandazione of course). Ora però capisco che io vivo il mio presente con maggiore ottimismo e sono io a decidere il mio destino. Credo che ci si debba impegnare e rischiare, magari semplicemente andando a votare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Io, privato ogni giorno del contatto con l’ambiente in cui sono cresciuto, distaccato dal rassicurante divenire di una piccola comunità, io mi sono sentito in passato solo, o meglio, sempre più diverso. Ma ora mi sento uguale ai miei vecchi amici in cui mi riconosco nelle difficoltà del presente. Io non sono radicato in nessuna città. E’ questa è una diversità. Ma riesco a percepire in patria il disagio di una paralisi economica, sociale e morale. L’andare all’estero non è l’unica soluzione. E non è una soluzione per tutti. Però ogni volta che torno in Italia capisco che è la MIA soluzione. Sono felice dopo alcuni giorni in Italia di tornare a Dublino a ritrovare il mio attuale focolare domestico revocabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Porto di Arbatax, Sardegna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Tricarico – Un’altra possiblità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.arte2000.net/tortoli/index.htm"&gt;www.arte2000.net/tortoli/index.htm&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-7340093779572719960?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/7340093779572719960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=7340093779572719960' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/7340093779572719960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/7340093779572719960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/04/dallobl.html' title='Dall’oblò'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/SAU_sf9LAUI/AAAAAAAAAYk/IlciDDM_Sjg/s72-c/arbatax.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-4336139378360437473</id><published>2008-04-11T02:18:00.015+01:00</published><updated>2008-04-19T10:41:33.721+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Verso Barcellona</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_6gc0yL-KI/AAAAAAAAAYc/fMxR9gaCwRk/s1600-h/Saragozza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5187760237843314850" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_6gc0yL-KI/AAAAAAAAAYc/fMxR9gaCwRk/s320/Saragozza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;La cena del cretino&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La scenografia è questa. Vecchia casa padronale in Calle Arbidea. Ci accoglie un portone rustico enorme, un ingresso buio e lunghissimo. E poi in una sala iperilluminata con gigantesche finestre rivolte al sud aperte da tende bianche, incontro il signor Orio e la signora Sole e poi la nonna Arantza dallo splendido sorriso e Eduardo e Mikeli i fratelli che mi scrutano senza mai sorridermi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Io sono infagottato da scarpe troppo strette e da una giacca con maniche troppo lunghe, che rischiano di inzupparsi nei meravigliosi e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;opulenti piatti della cena. Magnifica cena. Nei Paesi Baschi, mangiare significa molto di più che sopperire ad un bisogno di prima necessità. La gastronomia fa parte della quotidianità dei baschi, che dibattono, speculano, fanno processi e stringono legami davanti ad una tavola imbandita. E allora pagelli, palamite e rane pescatrici cucinate nei modi più svariati, salsicce caserecce, sanguinacci di riso, fagioli bianchi, ciambelle e “perrechicos”, una deliziosa varietà di funghi delle montagne di Orduña. Il cibo è meraviglioso e mi commuove, la conversazione invece stentata e surreale. Funziona così: io dico qualcosa, Belén traduce in basco e/o catalano e poi quando rispondono i familiari lei traduce in inglese. Così per venti minuti. Poi ci si stanca e si parla in uno strano esperanto composto da catalano, castigliano, basco, inglese, italiano e sardo. Fino a quando si scopre che tranne Belén tutti noi parliamo un po’ di francese. E l’architetto che prima era al centro della conversazione non diventa più indispensabile con sua grande letizia. Avendo evidenti limiti linguistici e tanti argomenti tabù la conversazione langue con desolanti e imbarazzanti cadute come quando dopo qualche bicchiere di Txacolì dico: “Ma lo sa signor Orio che lei si chiama come un aeroporto del nord Italia?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;Camminando sotto il sole&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il giorno dopo ci svegliamo tardi e per fortuna senza anelli di fidanzamento alle dita e risaliamo a piedi la riva destra del Nervion fino al Palazzo Euskalduna, opera di Federico Soriano e Dolores Palacios; l’edificio è ispirato allo scafo di un’imbarcazione e racchiude sale per la musica, sale congressi, auditorium ed è stato costruito sul sito occupato fino a pochi anni fa dall’ultima industria bilbaina produttrice di navi. Saliamo lungo la riva sinistra del fiume fino al Guggenheim; è una bella giornata, il sole è caldo e mi concedo ancora qualche posa con l’opera di Gehry. Continuiamo la passeggiata fino al ponte Zubizurri opera di Santiago Calatrava; ancora qualche foto e prendiamo il tram dalla vicina stazione Uribitarte fino alla stazione Ribera. Riprendiamo il tram dalla stazione Guggenheim e raggiungiamo Arriaga; attraversiamo la piazza su cui si affaccia il teatro ed entriamo nel locale che a quest’ora è pieno di gente che assapora i churros con la cioccolata calda amara, tipico break pomeridiano spagnolo. Un simpatico cameriere ci porta due tazze di cioccolata ed un piatto di deliziosi churros, morbidi bastoncini di pastella fritti da intingere nella cioccolata; nel frattempo socializziamo con una dolcissima bimba italo-inglese che ci sorride dal tavolo vicino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;Amarcord basco&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La sera e il giorno successivo li passiamo a vedere i luoghi dell’infanzia dell’architetto: l’albero piantato alle elementari che ora ospita numerosi passeri, la scuola superiore dove ancora si intravede “Belén te quieto”, il dipartimento universitario in cui ha fatto la ricercatrice per soli "quattro terribili mesi", la sua galleria d’arte preferita, la gelateria dove ha scoperto per la prima volta il gusto al pistacchio, etc. Cerco di imparare qalche parola in Basco. La lingua mi piace e ha una musicalita' molto particolare. Alcune parole mi piaciono in particolare. "Ciao, è da molto tempo che non ci vediamo" si dice "Kaixo" e "Sono felice!" si dice giustamente "Topa!". E poi Felip. Il suo ex compagno. Tra me e lui nasce una sorprendente e solida simpatia. Felip è un omone di trentotto anni di quasi due metri con occhi infossati, una folta barba nero e un peso inferiore al mio. Fa l’artista e pare che riesca a camparci. Passiamo un inatteso pomeriggio a prendere in giro l’architetto e a compatirci ironicamente. Invidio senza gelosia il bel rapporto che sono riusciti a mantenere. Prima di salutarci mi lascia un bigliettino in mano con su scritta questa frase: “In basque arithmetic, one plus one equals everything, and two minus one equals nothing”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;La festa spagnola&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La sera cerchiamo un ristorante tranquillo con piatti tipici per festeggiare il compleanno dell’architetto, ma una telefonata arriva sul cellulare di Belén, tale Miguel chiede di me. Il tipo in un inglese claudicante dice che lui e “los amigos” stanno organizzando una festa a sorpresa per l’architetto e mi dicono di riportarla a casa con una scusa. Decisamente contrariato (preferivo una cenetta tranquilla) riporto la basca a casa e mi trovo immerso tutta la notte in una bolgia basca, in una atmosfera che è un mix tra le Cirque du Soleil e la Fura del Baus. Le luci sono straboscopiche, la gente esultante, le canne potenti, il vino poderoso, la cerveza immancabile. Giocolieri e mangiatori di fuoco improvvisano uno show. I giorni un po' romantici, un po’ familiari, un po' cultural-cittadini finiscono con fuochi d’artificio. La temperatura nel piccolo appartamento sale e ci ritroviamo in tanti a dorso nudo o in reggiseno a ballare ritmi mediterranei. Coinvolto in quest’orgia spagnola cado addormentato all’alba. La mattina mi ritroverò abbracciato a un peluche. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;In Sardegna&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E tempo di andare. Prendo il treno per Barcellona. Mi fermo lungo il tragitto a Saragozza. Passeggio per i 500 metri della Plaza de Nuestra Senora del Pilar e tra i vivacissimi colori delle case sento quasi nell’aria la storia della città fatta di romani, mussulmani e spagnoli. Mangio dei grandiosi frutti di mare alla Cerveria Mapy. Arrivo a Barcellona. Trovo Martin al Moll d'Espanya e parlo della vita che ha lasciato a Dublino due mesi fa che non rimpiange e Carlotta al Mercat de la Boqueria con qui parlo delle utopie lasciate in Italia che rimpiange. Mi piace Barcellona, una città che amo visceralmente e che mi fa sentire sempre a casa ogni volta che ci torno, ma ci starò poco. Il fine settimana è dedicato alla Sardegna per bagni, spiagge, nipotini e elezioni. Spero di trovare lo scirocco anche in Italia. Prendo l’aereo per Alghero per fare altri 500 chilometri in volo. Non è un problema. Mi piace peregrinare. Conrad diceva che si vive come si sogna. Io sogno tutte le notti di viaggiare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Balcone a Saragozza &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Los Pinguos - Fumaza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.lafura.com/"&gt;www.lafura.com&lt;/a&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-4336139378360437473?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/4336139378360437473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=4336139378360437473' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/4336139378360437473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/4336139378360437473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/04/verso-barcellona.html' title='Verso Barcellona'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_6gc0yL-KI/AAAAAAAAAYc/fMxR9gaCwRk/s72-c/Saragozza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6884559860216048102</id><published>2008-04-09T23:37:00.013+01:00</published><updated>2008-04-16T01:31:31.124+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Scirocco spagnolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_1FZ0yL-JI/AAAAAAAAAYU/_rrW5xCpc08/s1600-h/guggenheim-bilbao.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_1FZ0yL-JI/AAAAAAAAAYU/_rrW5xCpc08/s320/guggenheim-bilbao.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5187378655768869010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono in Spagna. Ho lavorato il Good Friday e a Pasquetta, ma la mia settimana di ferie sono riuscita a prenderla. Meta la Spagna, anzi Bilbao, anzi l’architetto, anzi (aimhé!) la famiglia dell’architetto. Lascio una primavera irlandese di sole e grandine e arrivo nei Paesi Baschi. Il programma è passare qualche giorno con l’architetto che compie gli anni e conoscere il suo mondo, per conoscere meglio lei.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bilbao è stata una vera rivelazione! Un caldo scirocco mi accoglie all’aeroporto progettato da Santiago Calatrava e io che avevo letto di fredde brezze oceaniche mi rallegro del sole basco e delle temperature superiori ai venti gradi. La città vecchia è veramente incantevole, con deliziose casette con le tipiche verande-finestre che danno sulla strada e scorci molto belli. La parte nuova è comunque ben fatta, con molto verde e tanti (troppi) negozi per lo shopping. Bilbao è una città in espansione rapidissima e dunque è facile imbattersi, nella parte nuova, in quartieri cantiere, pieni di gru e di lavori in corso; sembra Dublino. Appena arrivato Belén mi accoglie con un sorriso sorpreso e irriverente “e chi l’avrebbe detto che saresti veramente venuto?”. Perché mai non dovevo venire? Quale è il tranello? Io ci sono e sudo. Mamma che caldo!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify; font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;A Bilbao&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arrivati nelle vicinanze del Palazzo Euskalduna attraversiamo il ponte omonimo e percorriamo la Ribera de Deustu fino alla casa di Belén; dopo una doccia ed esserci riposati usciamo per la mia prima visita della città: risaliamo la riva destra del fiume Nervion fino ad arrivare al Puente de Deustu, nelle cui vicinanze l’architetto mi consiglia un locale dove mangiare ottimi piatti combinati, l’Etxepe Berri Bar. Poi prendiamo la metro opera dell’architetto inglese Norman Foster, e in poco tempo raggiungiamo la stazione Casco Viejo che si trova nel cuore del centro storico; qui ci muoviamo fra le strette calles ricche di botteghe e negozi tipici. Visitiamo Plaza Nueva, la Catedral de Santiago e, scendendo fra le Siete Calles, raggiungiamo la riva del fiume Nervino, sulla quale si affacciano la Iglesia de San Anton ed il Mercato de la Ribeira, il più grande mercato coperto dell’intera Spagna (a dire il vero sublimemente fatiscente) dove si trova ogni tipo di pesce, carne e verdura. Abbandonata presto la visita del mercato, ci avviamo lungo la Ribera, dalla quale vediamo la Estacion de Santander (La Concordia); raggiungiamo poi il Teatro Arriaga, che, dopo un incendio, è stato ricostruito sullo stile dell’Opera di Parigi; nelle vicinanze è stato allestito un carino mercatino equo-solidale dove tutti sembrano conoscere l’architetto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attraversando il Puente del Arenal, ci avviamo lungo la Gran Via Don Diego Lopez de Haro, la via dello shopping bilbaino, sulla quale si affacciano una enormità di negozi; questo prima di essere risucchiati all’interno del Corte Ingles, una vera e propria istituzione per tutti gli spagnoli, all’interno del quale si trova ogni bene di consumo, dal giocattolo al vestito di lusso, al pane, all’agenzia di viaggi fino all’assicurazione dell’auto. Giungiamo così fino a Plaza Moyua, una grande piazza di forma ellittica, molto curata e sulla quale si affaccia il palazzo della BBVA (una delle tante banche dei Paesi Baschi) e caratterizzata dalla presenza delle entrate della metropolitana, i cosiddetti Fosterritos (dal nome dell’architetto che li ha disegnati), strutture in acciaio inossidabile e vetro che fuoriescono dal sottosuolo come fossero prolungamenti delle gallerie sotterranee nelle quali corrono i treni. Ormai sera cerchiamo un posto dove cenare; dopo una lunga ricerca entriamo nella Cafeteria Tayda: tipico locale da tapas con ottimi bocadillos e combinados. Da non perdersi i “Pintxos” (piccoli aperitivi di carne, pesce o verdure, vere delizie della microcucina).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo cena ci avviamo verso il Parque de Casilda Iturrizar, il quale ospita anche il Museo de Bellas Artes qui visitiamo l’intera collezione permanente ed anche quella temporanea straordinariamente aperta la sera, nel museo l’architetto mi mostra orgogliosa le opere di Jorge Oteiza, uno scultore spagnolo modernista di cui non avevo mai sentito parlare prima, ma che mi lascia effettivamente stupefatto dalla sua capacità di astrazione. Si torna  a casa e l’archietto mi dice che siamo a cena dai genitori il giorno dopo. E mi istruisce. MAI parlare di politica (il padre è un fervente indipendentista basco), MAI parlare di religione (la madre è una fervente cattolica praticante), MAI parlare di sport (i fratelli sono ferventi sostenitori che il calcio italiano è fatto di mafiosi catenacciari). Mamma che caldo!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);"&gt;Deframmentazione d’orchestra in un fiore di titanio&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il giorno dopo si fa shopping. Non posso presentarmi “cosi combinato” alla cena familiare. E allora giacca blu e scarpe lucide. E io che mi chiedo se era proprio il caso di venire qui. Passeggiando per il centro ci troviamo davanti all’entrata del Museo Guggenheim Bilbao, opera dell’architetto canadese Frank Owen Gehry. L’edificio di Gehry è veramente impressionante: il rivestimento in titanio e la luce naturale lo fanno risplendere ed al tramonto i riflessi di luce lo rendono ancor più bello. È finalmente giunto il grande giorno; non dico che sono venuto a Bilbao solo per il Guggenheim, ma sinceramente è l’edificio che più m’interessa e devo dire che non mi delude affatto. Arrivati attraversando dalla riva destra del Nervion proseguendo fino al Puente Pedro Arrupe, opera dell’ingegnere José Antonio Fernández Ordóñez, che per il progetto si è ispirato ad una libellula (o più verosimilmente, come dice l’archietto, ad una lucertola) che posa le zampe sulle due rive del fiume; questo ponte è in realtà uno degli attraversamenti più recenti e più belli di Bilbao, ma anche una delle posizioni migliori per fotografare il Guggenheim. Attraversato il ponte, ci ritroviamo di fronte al museo, saliamo le scale fino alla piazza superiore e le ridiscendiamo per raggiungere l’entrata. Le sale espositive si estendono su tre piani: al piano terra vi sono le sale che accolgono l’esposizione permanente costituita in gran parte da opere di artisti contemporanei come Dan Flavin, Louise Bourgeois, Jeff Koons, Jean-Michel Basquiat, Miquel Barcelo, al secondo e terzo piano ci sono le mostre temporanee “Art and Dead – a nonsense link” e “Multiculturalism &amp;amp; Globalization”. Nel pomeriggio assistiamo ad una rappresentazione musicale all’interno del museo: un gruppo di musicisti classici disposti singolarmente nelle diverse sale, che cambiando continuamente collocazione spostandosi da una postazione all’altra a tempo di cronometro, suonano brevi melodie che rendono l’atmosfera all’interno del museo veramente suggestiva. Con calma mi guardo attorno, tocco la chiara pietra fredda, sfioro le esili ma resistentissime lamine di titanio, mi faccio coinvolgere dalle sinuose forme e dalle opere, attraverso le installazioni di Richard Serra, salgo con gli ascensori vetrati sino al terzo piano ed ammirate la vista dell’atrio dall’alto, passeggio nel bookshop. Quando usciamo sono quasi le 19. L’aria si raffedda, ormai il sole è sceso, ma a me cominciano a crearsi sulla fronte dei rigoli di sudore. Mi tocca la cena con i genitori dell’architetto. Come mi vestirò? In che lingua parlerò? E di cosa parlerò? Mamma che caldo!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Guggenheim Museum, Bilbao&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;Song: Simon &amp;amp; Garfunkel –  Bridge Over Troubled Water&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.guggenheim-bilbao.es/"&gt;www.guggenheim-bilbao.es&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6884559860216048102?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6884559860216048102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6884559860216048102' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6884559860216048102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6884559860216048102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/04/sono-in-spagna.html' title='Scirocco spagnolo'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_1FZ0yL-JI/AAAAAAAAAYU/_rrW5xCpc08/s72-c/guggenheim-bilbao.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6267259056467035207</id><published>2008-04-06T02:45:00.009+01:00</published><updated>2008-05-16T16:33:01.067+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>E’ arrivata la primavera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_grZE9V7tI/AAAAAAAAAYI/TqfWF7fTehc/s1600-h/grandcanaldock.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_grZE9V7tI/AAAAAAAAAYI/TqfWF7fTehc/s320/grandcanaldock.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185942680744881874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dopo alcune nevicate di fine inverno il tempo si è finalmente voltato al bello, soffia ancora ogni tanto un vento gelido, ma che si sopporta comodamente sotto il sole. Le giornate si sono allungate e le dighe si sono chiuse e finalmente, se tieni le finestre aperte, anche nelle ammuffite case dublinesi vibra l’aria nuova della primavera. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Mi riprendo così un po’ dal mio self sbrodato e annacquato, lo asciugo in lunghe passeggiate solitarie, lo distendo al sole caldo negli scorci del lungo Liffey, lo curo, lo secco, lo allargo e lo espando davanti al Sir John Rogerson’s Quay che s’apre improvvisamente sulla foce del fiume, sulla Custom House, sulle cime degli alberi del North Wall Quay e sui meravigliosi scorci della Dublin Bay. Qui, nel viale panoramico, vengo molte volte nel tardo pomeriggio dopo il lavoro e mi apro a questo stupendo teatro con il corso d'acqua percorso da barconi e il futurista Sean O’Casey Bridge con le sue arcate d’acciaio lucenti, i pilastri del prossimo Samuel Beckett Bridge, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;il sito della nuova U2 tower con le sue gru che guardo incrociarsi e&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; la Grand Canal Square illuminata dai riflettori rossi e dalle luci verdi postmoderne. Mi apro dunque e mi distendo a questo panorama irlandese, dai mattoni color caffè delle case georgiane, ai nuovi immensi grattacieli grigi; mi allargo in questi sguardi che danno pace e senso e finalmente quel lungo e lieve respiro di cervello che conferma la tua presenza al mondo, che suggerisce qui, ora, finalmente ci sei.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Esco dal mio letargo irrequieto, dall’inverno fatto di coinquilini scassacazzo, di mezzi pubblici per andare in centro e per andare a lavoro. Riprendo a leggere, scrivo addirittura qualche lettera, ma quel che faccio e soprattutto passeggiare e camminare. Il percorso che ora preferisco mi porta lontano dalle viuzze strette di Temple Bar percorse da brigate internazionali, da lingue contrastanti, da gruppi folkloristici e regionali, gli spagnoli che ridono divertiti, i polacchi che discutono, i toscani che gridano sconcezze, i cinesi che camminano veloci senza guardarsi, i romani che ballano ubriachi a braccetto, i brasiliani che cantano a squarciagola. Preferisco andare silenziosamente verso il porto di Dublino, da sud attraversato Forbes Street, saluto la statua dell’ammiraglio William Brown e seguo il fiume fino alla foce e mi fermo vicino a Britain Quay. Qua mi fermo e respiro con profondi respiri l’aria di mare e apro gli occhi solo per scoprire i dettagli del panorama che mi sta di fronte. Il percorso è breve ma la prima volta, così immerso in un trip monacale tutto Hermann Hesse, meditavo e allargavo intorno e in me stesso con sublime dilazione dei miei confini interiori, la prima volta ho impiegato una cinquantina di minuti. Sbagliando strada ad un incrocio,  mi ero perso tra le case vittoriane di Ringsend. Ma arrivo a pochi secondi in più dei venti minuti, cronometro al polso, quando devo tornare a casa per l’abituale bicchiere di rosso e “come è andata la giornata” con le mie incantevoli coinquiline. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dopo il lavoro esco dunque solo. Non devo prendere un bus o un treno con i colleghi per tornare a casa, dove arriverei in pochi minuti a piedi, ma mi rattrista tornare e non trovare nessuno che mi aspetta e mi sorride. La birra al pub dopo lavoro è stata limitata al venerdì e l’architetto ormai sta più a Londra e a Bilbao che a Dublino. E allora cammino. E nei miei sensi scattano improvvise immagini del passato. Sono quasi divertito da questi flash che tornano dal rimosso come se tutto il serbatoio del ricordo mi si rivoltasse, ma delicatamente. Mi scruto, mi guardo, e cresco. Ho anch’io la mia storia, i miei sentimenti e i miei territori di affetto. Non avrei mai pensato che venire a vivere a Dublino, almeno in questa fase, si insinuasse nella mia esistenza scrostando piacevolmente immagini ed emozioni del tutto dimenticate e che riviste oggi, inizio Aprile del 2008, appaiono così perdute da ricercarle con passione e accanimento, da studiarle, rivederle, riassorbirle. Tutto in me si muove come se questa della partenza improvvisa in Irlanda fosse una storia antichissima e remota incisa nel DNA, un codice collettivo che quando scatta decifra e informa tutto il tuo self. Non l’avrei creduto. Avevo diffidenza di tante situazioni e invece anche questi attimi mi appagano. Tutto dentro di me con la primavera si muove. C’è qualcosa che si agita dentro di me e che riannoda il senso mio con quello circostante. Non so dire esattamente di cosa si tratti, ma è qualcosa che non mi separa e soprattutto non mi divide. Qualcosa che per la prima volta da quando sono a Dublino mi fa sentire parte di questo mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Grand Canal Dock, Dublin&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Brian Eno - By this River&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.dublindocklands.ie/"&gt;www.dublindocklands.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6267259056467035207?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6267259056467035207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6267259056467035207' title='33 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6267259056467035207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6267259056467035207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/04/e-arrivata-la-primavera.html' title='E’ arrivata la primavera'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_grZE9V7tI/AAAAAAAAAYI/TqfWF7fTehc/s72-c/grandcanaldock.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>33</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-5795044371488543946</id><published>2008-04-02T18:26:00.019+01:00</published><updated>2008-04-08T23:01:08.752+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>Utopie contro Ntl</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_PCP09V7sI/AAAAAAAAAYA/ECt87kHBOQ0/s1600-h/ntl.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184701173203332802" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_PCP09V7sI/AAAAAAAAAYA/ECt87kHBOQ0/s320/ntl.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Qualcuno mi ha scritto chiedendomi come mai non aggiornavo il blog. La risposta e' semplice: combatto (come tanti prima di me e tanti suppongo dopo di me) con l'azienda che ha uno dei peggior customer care del mondo. Parlo di NTL, una azienda tragedia che ha coinvolto in estenuante attese di "custemer care" tanti Irlandesi e Irlandiani. Dopo 7 ore e 40 minuti di attesa (complessivi da sabato tra me e Pippa) con tanta musica di Vivaldi che si e' irradiata dai nostri cellulari e 11 email senza risposta siamo ancora in attesa di una soluzione alla mancanza del segnale internet dal nostro modem. Le gentili signorine dopo ore di attesa ci dicono che non dipendono da loro i disservizi, ma il problema è il router. Chiamiamo il call center di Netgear (brand del router) e scopriamo che il numero del technical support irlandese non accetta chiamate da cellulare. Chiamo il numero da lavoro e una simpatica signorina dall'accento indiano mi fa per venti minuti un bizzarro spelling del mio nome ("M like Mammuth, A like Azimut, P like Pongo") e mi dice che se non sono a casa non mi può supportare  e di chiamare il supporto di un altro paese da casa. Chiamo il supporto italiano, un numero 02 milanese che mi prosciuga la ricarica del cellulare. Il supporto italiano mi dice che non supporta prodotti venduti in altri paesi e che comunque il problema e del provider. Richiamo provider che mi dice di richiamare supporto tecnico del router. Provo ad accennare che al momento dell'installazione il tecnico Ntl avrebbe dovuto come minimo accertarsi del corretto funzionamento della connessione prima di andarsene e vengo preso per matto. Nel mentre Pippa dallo stress  per connessione internet (patologia nuova ma diffusissima in Irlanda) riprende a fumare dopo tre anni e inizia a mandare "nasty letter" verso il provider. Se non si risolve in settimana disdiciamo contratto e passeremo a Eircom o altra compagnia di broadband. E non e' detto che sara' meglio. L'Irlanda con internet e' un inferno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;Pic: Pants in Dublin&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;em&gt;Song: Mina - Se telefonando&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;em&gt;Pic: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.upc.ie/"&gt;&lt;em&gt;www.upc.ie&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-5795044371488543946?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/5795044371488543946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=5795044371488543946' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5795044371488543946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5795044371488543946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/04/utopie-contro-ntl.html' title='Utopie contro Ntl'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R_PCP09V7sI/AAAAAAAAAYA/ECt87kHBOQ0/s72-c/ntl.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-1117569537657845903</id><published>2008-03-22T03:13:00.007Z</published><updated>2008-03-22T19:13:38.595Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><title type='text'>St. Patrick’s Day</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R-RRuE9V7pI/AAAAAAAAAXo/o1mM_kCEs7o/s1600-h/stpatrick.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R-RRuE9V7pI/AAAAAAAAAXo/o1mM_kCEs7o/s320/stpatrick.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5180355323429777042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;A Dublino questa settimana come tutti gli anni è ritornato il St. Patrick Day con la sua sfarzosa parata per le vie della città.  Il migliore Paddy's Day da diversi anni, dicono da queste parti. Forse perché accompagnato da uno splendente sole. Non avevo mai visto la parata di San Patrizio. Non ero mai stato in Irlanda prima di trasferirmi a Dublino la scorsa primavera e associavo la parata solo alla sfilata prevalentemente di orgoglio gay che si svolge a New York ogni anno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;San Patrizio non è solo la parata, ma un festival lungo cinque giorni con oltre 3000 danzatori, performers e musicisti proveniente da ogni parte del mondo. Poetici i Pearl nei docklands con il loro spettacolo di “Plasticians Volants”, musica e fuochi d’artificio e divertente il St. Patricks Festival Comedy Circus al Tripod la sera con il surreale Dave McSavage.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; St. Patrick è anche una grande festa per adulti e bambini e Merrion Square per cinque giorni diventa un gigantesco playground: baby rave, cacce al tesoro, trampolini, giostre, artisti di strada, fanfare, hip hop e breack dancers, skate exhibition, gospel africani, tamburi brasiliani, danze catalane, raccontatori di favole, rassegne di cortometraggi, ricostruzione di giochi antichi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nel giorno di San Patrizio si riversano sulle strade di Dublino quasi un milione di persone. La parata parte da Parnell Square e attraversa tutto il centro città da nord a sud. Migliaia di turisti si stipano con ridicoli capelli verdi e trifogli dipinti sulle guance. Un grande e incontenibile rave. Per vedere la parata gli irlandesi e i turisti si portano scale da casa, si arrampicano sui monumenti, sulle cabine telefoniche e sui tetti, si mettono sulle spalle di compari, salgono in piedi sulle macchine parcheggiate vicino al percorso. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Io mi muovo per la città, come ipnotizzato, seguendo l’architetto, incollandomi al suo braccio. Il sole, nella tarda mattinata, diventa caldo. Ci fermiamo dalle parti di Dame Street. Improvvisamente risuona sulla strada il rumore di una corsa e il vociare di un gruppo di ragazzi. Apro gli occhi e mi guardo attorno come stordito. L’architetto m’indica il gruppo. E’ un gruppo di skangers, giovani, vestiti con tute con cappuccio e sneakers che approfittano di San Patrizio per fare un po’ di vandalismo (generalmente il 17 marzo è “tradizione” bruciare una dozzina di macchina nei quartieri del nord come Finglas). Gli skangers mi passano a fianco e un tipino biondino e slavato mi chiede se voglio del fumo. Rifiuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Un’agitazione crescente annuncia che la parata sta arrivando. Dapprima vedo una marching band che con le sue fanfare copre il rumorio della folla, poi è una festa di bande, ballerine in bikini floreali, coreografie celtiche, caroselli circensi, sbandieratori in pantacollant colorati, bikers d’acciaio enormi, dragoni di seta animati e aquiloni giganti. La gente è coinvolta nella parata e batte le mani, si lascia toccare dai funamboli, ride delle acrobazie dei giocolieri, sventola bandierine irlandesi e balla le musiche delle orchestre. La Garda protegge la parata rischiando più volte di essere travolta.  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Le parate vanno vissute dal vivo. Non viste in tv. Dall’interno si viene coinvolti in un grande happening e si rimane storditi come ubriachi. Sono le dozzine di bande e le coreografie della parata l’anima del giorno di San Patrizio e ovviamente la birra a fiumi. La sera del Paddy’s Day si va alla ricerca della Guinness verde, la troviamo al sesto pub visitato, lo storico McDaid’s. A quel punto della serata mi ritrovo anche io un trifoglio dipinto sulla guancia e un idiota cappello verde sulla testa.  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: St. Patrick Day, Dublin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Music: Haut Debit - Funky Rabbit&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.stpatricksday.ie/"&gt;www.stpatricksday.ie &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-1117569537657845903?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/1117569537657845903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=1117569537657845903' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1117569537657845903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1117569537657845903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/03/st-patricks-day-2008.html' title='St. Patrick’s Day'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R-RRuE9V7pI/AAAAAAAAAXo/o1mM_kCEs7o/s72-c/stpatrick.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-5705203284791567819</id><published>2008-03-16T01:30:00.014Z</published><updated>2008-03-18T23:26:30.839Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>Vado a vivere con Pippa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9x4XhmF-II/AAAAAAAAAXg/Gy2tK9W5XIw/s1600-h/wintergarden%28400x300%29%5B1%5D.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178146017119697026" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9x4XhmF-II/AAAAAAAAAXg/Gy2tK9W5XIw/s320/wintergarden%28400x300%29%5B1%5D.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Oggi ho firmato il contratto. Tra cinque giorni mi trasferisco nella mia nuova casa nel quartiere georgiano. Per un po’ starò solo poi affitterò la twin room libera a due ragazze, dopo la laboriosa selezione dei giorni scorsi. Le “fortunate” che divideranno l’appartamento in centro con me sono Johana, una ragazza di Praga che insegna musica e che suona piano, sax, clarinetto e tuba (spero non la notte) e Pippa, una giovane avvocatessa di Sidney a Dublino per fare il tradizionale anno sabbatico australiano dopo la specializzazione. La selezione non è stata facile. Dopo aver segnalato il mio interesse a dividere un appartamento in centro nel blog, in forum e in daft.ie sono stato sommerso da contatti (mai in vita mia ho incontrato così tante donne interessate a vivere con me). Il criterio di selezione è stato: no francesi, no coppie, no animal party, no smokers, no francesi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La casa si trova in Pearse Street, dalla parte del Trinity College e arrivo a lavoro in undici minuti “on foot”. Bisogna superare un labirintico giardino d’inverno per arrivare al mio appartamento e poi approdare ad un piccolo patio dove salendo su una scala a chiocciola si trovano le due stanze da letto (una double e una twin), due bagni, cucina, spaziosa living room con camino e terrazza. L’appartamento è pulito, arredato semplicemente e intonacato di fresco. Le pareti sono color pesca e non c'è l'odiata moquette, tutta la casa è ricoperta da un più igienico parquet. E’ presente NTL con internet banda larga, broadband e tv digitale (ancora per poco, non amiamo guardare la tv e pensiamo di tenerci internet e di disdire l'abbonamento agli inutili canali sky). La cucina è ben attrezzata e il bagno principale pare addirittura un bagno italiano, non uno di quelli sgabuzzini gelidi e privi di servizi che di solito sono presenti nelle case irlandesi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sulla terrazza, praticamente il tetto, incatramato e impermeabilizzato, di una parte dell’edificio si vede il Liffey e il Grand Canal. E’ vasto quanto l’appartamento, forse di più, situato su due livelli. A un lato una scala in muratura immette su un secondo terrazzino. Lì, accatastati, coperti da un cellophane appannato, ci sono i resti dell’estate: un tavolino pieghevole, qualche sedia bianca, vasi di fiori ormai secchi. Attorno altri edifici, un paio di palazzi georgiani, l’Holiday Inn, edifici in vetro in costruzione lungo il fiume. A New York potrebbe essere trasformata in una terrazza da sogno, ma Dublino è troppo bassa, troppo orizzontale e gran parte di quello che si vede è solo un indistinto cielo offuscato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Negli edifici attorno, illuminati e senza tende alle finestre, si scorgono decine di persone alle scrivanie, alle tastiere di computer oppure a preparare la cena o a guardare la tv. Qua potrò invitare gente per il dopo-teatro, servire un barbecue, accendere uno stereo al massimo del volume, ballare tutta la notte senza infastidire nessuno. Potrei mettere una fila di lampadine sulle diagonali della terrazza e festoni di carta e tantissime candele e torce agli angoli. E poi cucinare qualche piatto italiano (o ceco o australiano). Magari potrei suonare con Johana. Potrei invitare i ragazzi dell’international dinner e i nuovi colleghi di lavoro. E i lettori del blog. La casa s’inaugura alla fine del mese. Contattatemi. Siete welcome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Winter Garden, Pearce Street, Dublin&lt;br /&gt;Song: Ornette Coleman – Happy House&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://www.let.ie/"&gt;www.let.ie&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-5705203284791567819?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/5705203284791567819/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=5705203284791567819' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5705203284791567819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5705203284791567819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/03/vado-vivere-con-pippa.html' title='Vado a vivere con Pippa'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9x4XhmF-II/AAAAAAAAAXg/Gy2tK9W5XIw/s72-c/wintergarden%28400x300%29%5B1%5D.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-449906776396149393</id><published>2008-03-11T21:56:00.017Z</published><updated>2008-04-11T22:23:03.046+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>Il meglio di Dublino – Parte seconda</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9cAWeYPsGI/AAAAAAAAAW4/WgRhNzWmmyk/s1600-h/Liberty_Hall_and_Custom_House.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9cAWeYPsGI/AAAAAAAAAW4/WgRhNzWmmyk/s320/Liberty_Hall_and_Custom_House.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176606682797551714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103); font-family: verdana;"&gt;&lt;li&gt;Custom House&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il  più bel edificio di Dublino. La vecchia dogana è un colossale e magnifico edificio neoclassico che si estende per 114 metri lungo il Liffey tra le mostruosità architettoniche della city finanziaria lungo i docklands e la mostruosità esistenziale del Liberty Hall. Costruito alla fine del 700 si può ammirare la facciata dalla sponda meridionale del fiume, ma è un peccato capitale non girovagare all’interno e meravigliarsi del padiglione centrale, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;della cupola di rame con quattro orologi, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;delle volte composte da sette archi, delle arpe scolpite sui capitelli, delle statue sul tetto, dei busti delle divinità dei 13 principali fiumi irlandesi, delle teste marmoree di animali che rendono omaggio al commercio di bovini di Dublino, e di altro ancora. Il Department of the Environment, Heritage and Local Government si è recentemente spostata all'interno dell’edificio. Ed è un’ingiuria vedere impiegati pubblici che ciondolano svogliatamente tra uffici interni a interrompere la poesia del luogo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103); font-family: verdana;"&gt;&lt;li&gt;L'internazionalismo&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In quanti posti al mondo posso avere per colleghi di team quattro irlandesi, due polacche, due  tedeschi, un olandese, due americani, un indiano, una ucraina, due italiani e una spagnola? E poi comprare il pane nel market lituano, farmi fare l’orlo dei pantaloni dal mio sarto etiope, mangiare al ristorante giapponese con la mia ex coinquilina ecuadoregna, navigare negli internet cafè gestiti da cinesi, prendere ogni giorno la mia copia gratuita di Metro e Herald am dalla mani di un ragazzo brasiliano, vedermi la finale di Sanremo mangiando lasagna e bevendo lambrusco a casa di emiliani e napoletani, andare a vedere un concerto celtico con uno slovacco e comprarmi le batterie per la mia radiosveglia nel mio bazar pakistano preferito, all'interno del quale una simpatica coppia di sudafricani governa un box che offre per pochi euro lo sblocco illegale di simcard telefoniche?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103); font-family: verdana;"&gt;&lt;li&gt;La musica&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dublino è musica. Da queste parti quasi tutti suonano uno strumento musicale e tutti amano la musica. Ma non è la qualità o la quantità della musica che fa di Dublino una città musicale, quanto l’unione tra musica e città.  Lo scorrere del Liffey, il discutere dell’ultimo match di calcio gaelico, l’attesa per una pinta di Guinness è ritmato da una melodia che ho imparato a riconoscere solo recentemente. Un’armonia leggera che avvolge la città. Questa melodia avvolgente non la si trova nei pub con musica dal vivo di Temple Bar o nei grandi eventi musicali con le rock star americane o inglesi, ma nei piccoli pub di periferia dove periodicamente si riuniscono a suonare semplici Dubliners o nei negozi musicali che hanno sempre una saletta accogliente dove liberamente si può provare uno strumento musicale. Oppure più semplicemente basta sedersi in una panchina del St. Stephen's Green Park e vedere la gente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;passeggiare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;ognuna con il suo ritmo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103); font-family: verdana;"&gt;&lt;li&gt;Glasnevin Cemetery&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il primo posto che consiglio di visitare ai turisti occasionali. Il Glasnevin Cemetery venne costruito nel 1832 per i cattolici, i quali incontravano difficoltà a celebrare i riti funebri della propria fede nei cimiteri protestanti della città. Molti monumenti e tombe presentano un carattere palesemente patriottico; dunque numerose croci, arpe, trifogli e altri simboli irlandesi. Qua troverete le tombe di Daniel O’Connell, Charles Steward Parnell, Michael Collins e altri patrioti e martiri irlandesi. Commovente il monumento eretto alla memoria di coloro che nel secolo scorso si lasciarono morire dalla fame per la causa dell’indipendenza irlandese. Evitate le visite guidate. Andate nel tardo pomeriggio prima del tramonto e attraversando il querceto lasciatevi incantare dalle antiche croci celtiche ricoperte di muschio e rampicanti e dai monumenti di granito riposo dei numerosi corvi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103); font-family: verdana;"&gt;&lt;li&gt;L'ottimismo&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Le multinazionali americane responsabili del boom dell' economia irlandese  negli anni novanta stanno una alla volta andando via, l’edilizia è ferma, il debito pro capite aumenta  sempre più come l’inflazione e il caro vita, la disoccupazione cresce. Ma tutto questo non turba gli irlandesi. Follemente e stupendamente incoscienti guardano al futuro con inalterato ottimismo. E continuano a sposarsi, a sfornare figli, a indebitarsi, a spendere milioni di euro in birre i fine settimane. Continuano a sperare nel domani e a non aver paura del futuro. Come è lontana l’Italia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Liberty Hall e Custom House, Dublin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Relativity – Gracelands&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.lastfm.it/music/Relativity/_/Gracelands"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link:  &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic; font-family: verdana;" href="http://www.glasnevin-cemetery.ie/"&gt;www.glasnevin-cemetery.ie&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-449906776396149393?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/449906776396149393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=449906776396149393' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/449906776396149393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/449906776396149393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/03/il-meglio-di-dublino-parte-seconda.html' title='Il meglio di Dublino – Parte seconda'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9cAWeYPsGI/AAAAAAAAAW4/WgRhNzWmmyk/s72-c/Liberty_Hall_and_Custom_House.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6500278523934457926</id><published>2008-03-06T22:44:00.021Z</published><updated>2008-04-24T18:09:37.045+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Numeri al quartiere georgiano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R-Wnr09V7rI/AAAAAAAAAX4/Qp0QtPJ6vI8/s1600-h/accenture_grand_canal_dock.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5180731317751770802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: pointer; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R-Wnr09V7rI/AAAAAAAAAX4/Qp0QtPJ6vI8/s320/accenture_grand_canal_dock.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ho cambiato routine. Ora non mi alzo più alle 6.30 ma alle 8.15. Ho ripreso ad andare regolarmente in piscina e a uscire durante la settimana e non solo negli affollati fine settimana. Vado a letto dopo la mezzanotte e ogni tanto la mattina, se non nevica, riesco anche a fare jogging nel St. Annes Park fino alla Bull Island. Come i primi mesi che ero a Dublino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La novità è che dopo il tradizionale leaving party per salutare gli ex colleghi ho cambiato lavoro. Da alcune settimane lavoro nell’headquarter europeo della società di consulenza Accenture. Sono ancora in fase di formazione; a breve inizierò il mio lavoro che avrà a che fare con l' IT. La sede Accenture di Dublino ha vinto l’anno scorso il premio “Ireland's Best Places to Work”. In effetti, il clima è piacevole, pare che si possa fare carriera in modo veloce e meritocratico, il mio supervisor è una persona che m’ispira fiducia e pare che conti su di me, nel mio piano ci lavorano ragazzi molto simpatici e le ragazze che benché facciano le analiste e le IT consultant sembrano uscite da una sfilata di moda. A me divertono anche le tipiche menate da multinazionale americana (dress code molto formale con jeans e sneakers banditi tranne che per il Casual Friday, dove pare di stare in una comune di bikers anarchici da come si vestono i colleghi oppure l’Irish full breakfast gratis il venerdì mattina nella canteen). Lavorare in Accenture pare che faccia molto curriculum. Da quando ho inserito il mio nuovo lavoro nel mio CV su Monster, sono diventato miele per i recruiters-orsi che mentre prima quasi m’ignoravano, ora continuano tutti i giorni a chiamarmi e a tentarmi offrendomi interview per posizioni a volte assai interessanti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Una dei punti di forza dell’azienda è la localizzazione. Con la Dart arrivo a lavoro in dieci minuti e riesco a essere alle 9.00 seduto sul mio desk uscendo da casa alle 8:35. Il grattacielo dell’Accenture si trova in centro nella Dublino georgiana sul Grand Canal Dock che sfocia nella Dublin Bay tra sede europea di Google e quella di BT. Il quartiere georgiano è la parte più ricca ed esclusiva di Dublino, dove lavorano e si divertono molti dublinesi facoltosi, circondati dalla magnificenza degli splendidi palazzi georgiani eretti nel XVIII secolo, epoca che vide il massimo splendore della città. Questo è anche il cuore amministrativo del paese e dove sono presenti luoghi preziosi come il Leinster House (il parlamento irlandese), il National Museum, la National Gallery e il Natural History Museum e le più belle piazze di Dublino: Merrion Sq e Fitzwilliam Sq. Le strade che si dipartono da queste piazze ospitano le sedi delle più importanti aziende del paese. Al primo accenno di sole, gli impiegati si riversano nei parchi oppure seguendo l’esempio di vecchi abitanti del quartiere (Oscar Wilde, W.B. Yeats e Patrick Kavanagh) passeggiano pigramente lungo gli argini del Grand Canal.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Per completare la nuova fase di vita irlandese ora il problema è trovare casa da quelle parti. I prezzi sono alti (camera singola a 800 euro, monolocale a 1.400 euro) e le offerte poche. Essendomi stancato di andare a cercare double room o deprimenti studio/monolocali ho deciso di affittare una bella casa georgiana con due o tre stanze e poi dividere l’affitto con uno o due coinquilini (a chi interessa la cosa mi contatti!). In futuro non escludo di cambiare azienda, ma se rimango a Dublino, scarto l’ipotesi di andare a lavorare distante dal quartiere georgiano, dove ora respiro aria &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;di business&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;, di storia e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;di letteratura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:verdana;" &gt;&lt;br /&gt;Pic: Accenture, Grand Canal Dock, Dublin&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Rita Marcotulli – Numeri&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:verdana;" &gt;&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://www.accenture.com/"&gt;www.accenture.com/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6500278523934457926?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6500278523934457926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6500278523934457926' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6500278523934457926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6500278523934457926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/03/numeri-al-quartiere-georgiano.html' title='Numeri al quartiere georgiano'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R-Wnr09V7rI/AAAAAAAAAX4/Qp0QtPJ6vI8/s72-c/accenture_grand_canal_dock.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-8758289379626755024</id><published>2008-02-28T00:18:00.035Z</published><updated>2008-03-03T21:48:23.486Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pub e locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Cinema a Dublino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R8X-GuyD0LI/AAAAAAAAAWo/1pBONfkimUQ/s1600-h/Jameson+Dublin+Film+Festival.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171819138695549106" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R8X-GuyD0LI/AAAAAAAAAWo/1pBONfkimUQ/s320/Jameson+Dublin+Film+Festival.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;È appena terminato il Jameson Dublin Film Festival. Uno dei peggiori festival che abbia mai visto. Lungo una decina di giorni il festival ha proposto dei film “non di cassetta”, anche se d’innovativo c’era ben poco. Pochi eventi (unica eccezione gli U2 che presentavano “U2 3D”), nessuna rassegna e davvero nessun filo conduttore. Un ammasso di film proiettati ogni due ore al prezzo di 10 euro nelle principali sale di Dublino. Tutto pareva come un grande spot della Jameson che ha riempito di gigantesche sedie di legno da regista la capitale irlandese. Nonostante questo la gente desiderosa non dei soliti film è accorsa numerosa e dopo pochi giorni i posti per film serali erano tutti esauriti. Io ho visto &lt;em&gt;Silent Light&lt;/em&gt; (una storia d’amore e di odio girata in Messico in dialetto olandese, voto 7,5) e l’ipnotico film israeliano &lt;em&gt;Jellyfish&lt;/em&gt; (voto 6,5). &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il festival è occasione per parlare di Cinema a Dublino. Vado al cinema quasi ogni la settimana e ho visto i principali cinema dublinesi. Questi i miei suggerimenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;&lt;strong&gt;Cineworld Multiplex&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Grande multisala a Parnell Street. Molti italiani fanno l’abbonamento annuale che per 19,99 euro al mese permette di andare in modo illimitato al cinema. Errore. Non fate la unlimited card! I film da vedere in questa mega multisala non sono più di un paio al mese. Inoltre se avete uno spirito rivoluzionario ricordate che i controlli vengono fatti solo salendo e non scendendo e potete tranquillamente fare come molti. Vi potete vedere il filmone blockbuster nella sala grande dell’ultimo piano e poi scendendo andate a vedervi agratis un film più di nicchia in una delle sedici sale più piccole dei piani inferiori. I bagni sono penosi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;&lt;strong&gt;Irish Film Insitute&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Poltroncine scomodissime, audio parrocchiale, ambiente finto intellettuale, rassegne e film marcatamente provinciali, si trova a Temple Bar. Ad ogni modo ogni tanto si trova qualche buon film che non si proietta altrove. Un ottimo posto per far colpo con ragazze conosciute in associazioni o club. Magari dopo portatele a mangiare al Monty’s of Katmandu, il ristorante nepalese proprio di fronte all’IFI. Se siete arrivati là e avete un minimo di dialettica, il grosso è fatto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;&lt;strong&gt;Savoy&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Cinque sale che proiettano film di cassetta e in prima visione. Storico cinema nella centrale O’Connell Street.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;&lt;strong&gt;Screen&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Cinema che proietta film d’essai e stranieri dalle parti di Tara Street. I film rimangono in proiezione anche quattro mesi di seguito. Ambiente deprimente. E’ dello stesso proprietario del Savoy, certamente preferibile. Per nove euro meglio un bel filmone d’azione con effetti speciali nel lussuoso Savoy che uno snervante film tedesco sottotitolato nelle sporche salette dello Screen.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;&lt;strong&gt;UCI Coolock&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Divertente multisala di periferia sempre piena. I film sono solo film di cassetta e in prima visione e ci vanno irlandesi in tuta da ginnastica che spendono una quarantina di euro per popcorn, bibite gassate, hot dog e nachos che sgranocchiano rumorosamente durante le proiezioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;&lt;strong&gt;Pravda&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il Pravda è un locale decorato con murali e coreografie sovietiche sulla sponda nord del Liffey. Anche se non è di moda come un tempo il fine settimana è troppo affollato per i miei gusti. Meglio andarci durante la settimana. Quando spesso vengono proiettati film d’autore che è piacevole degustare con una pinta di Kilkenny.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;&lt;strong&gt;Movies @ Dundrum&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Gigantesca multisala nel più grande centro commerciale d’Europa. Ci sono stato una volta è ho avuto un attacco di agorafobia. Non ci sono più tornato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(149, 189, 103);font-family:verdana;" &gt;&lt;strong&gt;IMC Dun Laoghaire&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il mio cinema preferito. Una semplice multisala vicino a uno shopping centre, ma non solo. Dimensioni non ciclopiche, Dolby SR, comode poltrone in morbido velluto blu elettrico, sale e bagni puliti, commesse simpatiche, clima rilassato, il biglietto costa un euro in meno che in centro. Raramente troverete file come altrove. E poi ditemi che c’è di meglio andare a vedersi un film all’IMC e poi fare una passeggiata al vecchio porto di Dun Laoghaire oppure ascoltare qualche concerto dal vivo al vicino Scott’s Pub prima che parta l’ultimo Dart?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;Pic: Jameson Dublin Film Festival&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;Song: Paolo Conte - Un Fachiro al Cinema&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;Link: &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.dubliniff.com/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;www.dubliniff.com&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-8758289379626755024?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/8758289379626755024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=8758289379626755024' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/8758289379626755024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/8758289379626755024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/02/cinema-dublino.html' title='Cinema a Dublino'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R8X-GuyD0LI/AAAAAAAAAWo/1pBONfkimUQ/s72-c/Jameson+Dublin+Film+Festival.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-2010422599854393841</id><published>2008-02-24T19:49:00.010Z</published><updated>2008-02-26T21:52:13.102Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Una domenica di fine inverno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R8HAWOyD0KI/AAAAAAAAAWg/bUXiFd1nRQo/s1600-h/tropposole.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R8HAWOyD0KI/AAAAAAAAAWg/bUXiFd1nRQo/s320/tropposole.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5170625335355756706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E’ un giorno assolato di febbraio e io sono sul lungomare di Clontarf nella baia di Dublino, le ombre sono allungate e la luce è quella di un teatro di posa allestito per una pubblicità pop; nel mio campo visivo ci sono le Poolbeg Chimneys, delle signore che in tuta camminano veloci, un cartone di fish &amp;amp; chips vuoto sul prato che la brezza fa rotolare, e la linea azzurra del mare, di un celeste cupo che mi ricorda il cielo delle Dolomiti. E' stata una giornate di lunghe passeggiate a Wicklow. Il mio corpo è stanco, ma la mia mente ha ancora bisogno di aria fresca prima di tornare a casa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Prima di venire a Dublino non mi ero mai chiesto quali fossero le ragioni profonde per cui un individuo attraversa la vita da solo, non si costruisce una famiglia, non cerca relazioni stabili, non ha figli eppure, nonostante tutto questo, non sia assolutamente definibile come una persona a cui manchi qualcosa. Nell’apoteosi della mia presunta solitudine, inseguita come un valore più che una necessità, io mi spingo a indagare altre solitudini perché mi insegnino come comportarmi. In realta' anche durante i miei sei anni di fidanzamento sono sempre stato solo. E per questo so cavarmela. Non ho problemi su come passare il tempo o le notti, mi piace scrivere, leggere, chiacchierare, di tanto in tanto con uno sconosciuto. Frequento associazioni, pub, coinquilini, colleghi. Con il gruppo dell’international dinner continuo a organizzare cenette e escursioni. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Forse sono innamorato. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Eppure non sono mai stato solo come da quando sono venuto vivere a Dublino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A volte la mia vita irlandese mi ricorda i mesi che vissi a Reading anni fa. Non legavo con nessuno, andavo al cinema, vivevo in una stanza d’affitto di periferia. Soffrivo la mancanza di qualcuno, certo, di un abbraccio, di un amore, di un ambiente in cui riconoscermi ma non mi sentivo solo, perché sapevo che in Italia c’era qualcuno che mi aspettava e con cui avrei passato il resto della vita. Il mio viaggiare in Europa, Africa o America era più simile a quello di Ulisse in attesa di tornare alla sua Itaca piuttosto che a quello dell' Ebreo Errante senza patria in cui ritornare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In questo la mia solitudine è ora differente da ogni altra solitudine che ho sperimentato o elaborato nel corso della mia vita. Sono cosciente che il mio immaginario ora è morto. Sono cosciente di averlo perduto. E di fronte alla sofferenza e al tormento che mi sono tornati in mente, ripensando agli incontri e gli amori dei miei anni universitari con una vecchia amica in visita in questi giorni a Dublino, capisco quando ho perso il mio immaginario. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ma qui, in riva al mare, io mi sento tranquillo, come alienato, a camminare lungo la riva di un  paradiso perduto. Un tramonto infuocato annuncia la notte. So che accanto a me in questa domenica di fine inverno, anche se così abissalmente distante da quello che sto provando, gli altri continuano i riti della vita, perdono tempo, cercano di divertirsi, di innamorarsi, di essere, in qualche modo felici. E a me questo non dispiace. Sono contento che ci sia vita intorno a me. Anche se stasera, camminando lungo la baia fra i corridori in tuta da jogging e le ultime coppie che stanche tornano a casa dalla gita domenicale, avverto il peso della mia età come una rivelazione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Tramonto infuocato, Dublino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Charlie Parker – Now's the Time&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://web.tiscali.it/teatroutopia/"&gt;www.teatroutopia.tk&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-2010422599854393841?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/2010422599854393841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=2010422599854393841' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2010422599854393841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2010422599854393841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/02/una-domenica-di-fine-inverno.html' title='Una domenica di fine inverno'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R8HAWOyD0KI/AAAAAAAAAWg/bUXiFd1nRQo/s72-c/tropposole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-2413428681316309220</id><published>2008-02-16T04:41:00.007Z</published><updated>2008-03-15T23:04:31.600Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pub e locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Gaiety Theatre Late Night Clubs</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9xVAxmF-GI/AAAAAAAAAXQ/cgPNKvLn6yg/s1600-h/gaiety_dublin.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9xVAxmF-GI/AAAAAAAAAXQ/cgPNKvLn6yg/s320/gaiety_dublin.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178107143370700898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Torna a Heindhoven Kathalijne, una cara compagna di escursioni e cene internazionali. Non posso che festeggiare il leaving party con il mio gruppo di amici internazionali che ogni mese si assottiglia. Noi pochi rimasti ci guardiamo durante la serata come fossimo dei reduci. Chi sarà il prossimo a partire? Quando sarà il mio turno?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Andiamo al Gaiety Theatre Late Night Clubs. Il biglietto di ingresso indica “DJ Satellite (RnB + Hip-Hop) + The Sunbeams (live) + Parchman Farm (live) + Cheeze It (Disco + 80s) + 2 movies on the big screen”. I movies sono “The Simpsons Movie" e “Il buono, il brutto e il cattivo”. Il Gaiety Theatre è un vecchio teatro vittoriano che si trova a South King St a Dublin 2. E’ un posto pieno di atmosfera, ideale per  ascoltare nelle serate del fine settimana esibizioni jazz, rock o blues; le band si esibiscono il venerdì e il sabato  per circa un migliaio di clienti di solito sempre gli stessi. Mentre nei pomeriggi e la sera il Gaiety è un teatro per la distratta borghesia dublinese con spettacoli decisamente deludenti (in genere scarti musical di Londra come il pessimo allestimento di Blood Brothers attualmente in cartellone), le notti dei fine settimana si trasforma in un locale eterogeneo, divertente e molto frequentato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Questa nottata la pista è affollata di gente trendy che balla mentre nei tavolini l’atmosfera è più quella di un club. Mentre i miei amici si buttano sulla pista mi siedo con la mia Corona e guardo i video. Vago tutta la notte tra i piani del teatro. Mangio una Apple Pie che mi scaldano in un formo a micro-onde. Ascolto un po’ di conversazione, noto come ogni ora la fauna cambi e mentre un certo tipo di giovani dall’abbigliamento piuttosto ordinario se ne va, subentrino prima i post-punk, con le loro acconciature vertiginose, poi la Dublino giovane, con le loro camicie colorate e aperte sul petto o le loro svolazzanti gonnelline di viscosa color pastello nonostante i pochi gradi e infine i proto-dark che trasformano il locale in un meeting corvaceo e un po’ funereo, pur sotto i riflessi ameboidi dell’illuminazione psichedelica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il bagno è uno stanzone con una latrina unica che segue il perimetro del locale. Un “muro del piscio” con il canaletto di scolo zeppo di pani di naftalina. La gente entra e sbatte contro la parete di piastrelle rosse. Incontro Davide, un ragazzo piemontese che avevo conosciuto le prime settimane che ero da queste parti e facevo il business english course ed era nato il primo nucleo del mio international group di amici oramai quasi tutti nei paesi di origine. Davide mi parla di un party da una sua amica svedese e mi invita a seguirlo. Lo seguo. La serata è troppo affollata stasera e sono turbato dall’addio. In ogni caso tocca a me domani accompagnare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Kathy&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; all’aeroporto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Cammino veloce fra la gente che balla, urtando i ragazzi, scostandoli con decisioni per farmi largo. Esco velocemente dal Gaiety Theatre. E’ bastata un’occasione così ridicola per farmi precipitare nella confusione e nell’angoscia. Respiro forte come ho imparato a fare quando facevo mezzofondo. Cerco di riprendere contatto con me stesso. Trovo una scusa e mi separo da Davide. Attorno il traffico notturno di South William Street scorre frenetico, attraversato da bande rumorose di ubriachi. Fermo un taxi e dico “Rosemount Avenue, Artane. Very fast, please. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Very fast&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Perché tutti vanno via? Perché mi lego a persone che poi mi abbandonano? Perché mi sento un turista permanente dopo 9 mesi? Eppure questa settimana ho firmato il mio nuovo contratto di lavoro e tra poco mi trasferirò nella mia nuova casa. Lavoro e casa sono nella citycentre. Guadagnerò quasi il doppio di prima. Dalla finestra del mio ufficio vedrò la Dublin Bay e la mia nuova casa georgiana. Non dovrei essere felice?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Gaiety Theatre, Dublin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Francesco Guccini – L'avvelenata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.gaietytheatre.ie/"&gt;www.gaietytheatre.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-2413428681316309220?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/2413428681316309220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=2413428681316309220' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2413428681316309220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2413428681316309220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/02/gaiety-theatre-late-night-clubs.html' title='Gaiety Theatre Late Night Clubs'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9xVAxmF-GI/AAAAAAAAAXQ/cgPNKvLn6yg/s72-c/gaiety_dublin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-1300486988570720962</id><published>2008-02-10T20:43:00.001Z</published><updated>2008-02-24T19:22:12.741Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>Sulle strade di Dublino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R69js-yD0II/AAAAAAAAAWQ/ReUonhtX8v4/s1600-h/elasticopercapelli.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R69js-yD0II/AAAAAAAAAWQ/ReUonhtX8v4/s320/elasticopercapelli.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165456922035605634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Elastici per capelli&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sulle strade di Dublino si trovano elastici per capelli. Rossi, neri, gialli e bianchi, grossi, sottili, con punte metalliche, senza punte metalliche. Ogni giorno ne trovo almeno un paio.  Evidente riflesso delle acconciature delle ragazze di Dublino. Pressochè tutte da bambine fino a 30 anni portano la coda. E per carità fanno benissimo. Forse sono un po’ omologate, ma se lo possono permettere. Code chiuse da elastici su colli chiari e lunghi. E bellissimi cappelli sottili e generalmente lisci di color biondo, rosso o castano. Poi dopo un po’ i colli diventano più taurini, i capelli più ingovernabili e il peso aumenta. La coda si taglia e si entra nel mondo delle non più giovani. Magari a soli 29 anni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103); font-weight: bold;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;I centesimi&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sulle strade di Dublino si trovano i centesimi. Migliaia. Sui marciapiedi, dentro i negozi, nei sedili dei taxi, sopra i tavoli dei pub, nei bus stop, sulle strisce pedonali. Mai vista una città con così tanti centesimi sparsi ovunque. Se ne trovano nei luoghi più strani e pare che nessuno abbia interesse a raccoglierli. O quasi nessuno. Di solito stranieri e turisti non rimangono insensibile ai 5 o 10 centesimi abbandonati o smarriti. E allora vengono raccolti e conservati. Come Giulio e Francesco. Miei 2 ex housemates di Rovigo. Sono stati 2 settimane la scorsa estate a Dublino e raccogliendo i centesimi riuscivano a farsi un paio di pinte di birra il sabato sera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il vomito sul marciapiede&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sulle strade di Dublino si trova il vomito. Il secondo giornale irlandese, l’illeggibile Irish Independent, lo scorso settembre ha fatto un sondaggio intervistando i visitatori estivi della capitale irlandese. La domanda era: “Quale odore associate a Dublino?”. Sorprendentemente non ha vinto l’odore della Guinness o dell’Irish Stew, ma “l’odore del vomito”. Questo per qualche giorno ha indignato non poco i Dubliners, anche se in fondo anche loro sanno bene che se intendono uscire il fine settimana dovranno fare uno slalom non sui paletti di una pista di sci. In effetti il “to puke” è una panacea per quasi qualsiasi problema fisico per questo simpatico popolo di ubriaconi e ho visto per strada bambini che stavano male e madri che invitavano i pargoli a vomitare per rimettersi in salute.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic:  Elastico per capelli, Dublin&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Mauro Pagani – La Citta' Aromatica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link:  &lt;a href="http://www.drinkaware.ie/"&gt;www.drinkaware.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-1300486988570720962?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/1300486988570720962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=1300486988570720962' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1300486988570720962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1300486988570720962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/02/sulle-strade-di-dublino.html' title='Sulle strade di Dublino'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R69js-yD0II/AAAAAAAAAWQ/ReUonhtX8v4/s72-c/elasticopercapelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-1787706368033281244</id><published>2008-02-02T12:37:00.000Z</published><updated>2008-02-03T13:11:20.953Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Sedotto: arte e sesso</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R6W9KKqfr9I/AAAAAAAAAWI/OL25N-oiU84/s1600-h/art%26sex.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R6W9KKqfr9I/AAAAAAAAAWI/OL25N-oiU84/s320/art%26sex.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5162740530209075154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Londra è in corso alla Barbican Art Gallery di Londra “Seduced: Art and Sex from Antiquity to Now” la prima esposizione artistica vietata ai minori di anni 18. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’esibizione parte dai vasi etruschi per arrivare alle stampe giapponesi e finire alla fotografie del ventesimo secolo di Robert Mapplethorpe sul bondage maschile. Ma anche affreschi romani, statue greche, acquarelli cinesi e manoscritti indiani e dipinti esuberanti di Fragonard e Boucher. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Tra gli oggetti presenti nella mostra la foglia di fico costituita per nascondere il sesso del David al fine di evitare rossori alla Regina Victoria quando la sovrana visitò l’opera di Michelangelo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Interessante anche il Gabinetto Segreto di Napoli, amuleti fallici ritrovati in un bordello di Pompei, un autoritratto di Picasso in cui l’artista compie un bizzarro atto sessuale, schizzi di Rembrandt riguardanti persone che compiono atti sessuali contro natura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Un'installazione chiamata The Voice of Sex permette ai visitatori la letture di testi come il Kama Sutra, Lolita e libri del Marchese de Sade.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In un sottile equilibrio tra arte e pornografia l’esibizione non ha paura di mostrare atteggiamenti sessuali espliciti e materiale censurato da altre mostre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il sesso nelle mani di fotografi ed illustratori anonimi presenti nella mostra degenera spesso in titillamento funzionale, più porno che arte. Questo confine è esplicitato da artisti contemporanei come Tommaso Ruff e Jeff Koons (primo marito di Ilona Staller, che ha dipinto su tele ad olio scene di film pornografici di Cicciolina trasformando immagini porno in “arte”), ma rimangono inimitabili Marcel Duchamp, Francesco Bacon e Andy Warhol con i suoi espliciti video del 1963 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Kiss&lt;/span&gt; e i 26 minuti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Blowjob&lt;/span&gt;. La sensazione è che dopo Warhol tutti gli artisti d’avanguardia quando trattano il sesso scadano inevitabilmente nella pornografia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Uno dei lavori contemporanei più impressionanti è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Requiem&lt;/span&gt;, il video di una donna che gode per un cunnilingus e le sue espressioni facciali sono evidente trasposizione delle estasi religiose di sante medievali (qualunque studente di storia dell’arte ha osservato la natura intensamente sessuale delle visioni mistiche di Santa Caterina da Siena). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dalla fine della storia antica, quando la ripugnanza cristiana per il corpo umano divenne la sensibilità dominante della cultura occidentale, molti lavori dai più grandi artisti del mondo furono censurati o nascosti a causa dell'oscenità supposta. Molto del materiale della mostra al Barbican fu nascosto alla vista generale in stanze speciali o armadietti, disponibili solamente a chi ritenutio immune dalla "corruzione". Tale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;prudery&lt;/span&gt; sembra comica oggi, ma la correlazione tra il puritanesimo e il suo apparente contrario, il libertinaggio, non è sempre ammesso. Come i puritani, libertini riconoscono il potere sovversivo del sesso, loro lo trattano semplicemente in un modo diverso; non è causale che il Marchese de Sade fu istruito da Gesuiti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La presenza di così tante esplicite immagini sessuali ci fa domandare se esiste una distinzione assennata e sostenibile tra pornografia ed arte. Questo è un campo minato da cui non facile uscirne. Generalmente ci si riferisce alla pornografia riferendosi alla radice greca che si riferisce ad atti di prostituzione, cioè un atto essenzialmente commerciale. L’arte di solito comporta però anche un'operazione commerciale, tra artista e mecenate o acquirente; è semplicemente più ovvio il rapporto commerciale nella pornografia, che ha come suo obiettivo franco di eccitare il lettore o spettatore. Come ricordato dagli organizzatori della mostra, l'industria pornografica fa profitti enormi, maggiori di quelli delle più grandi società di tecnologia del mondo messe insieme. Questo non è un problema, quello che è veramente malsano è che la maggior parte del materiale che l'industria pornografica crea è violento, degradante ed illegale, specialmente nel caso di coinvolgimento di bambini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In altre parole, il problema non sono i soldi, ma il potere ed il suo abuso. Guardato attraverso questa lente, il lavoro di artisti indubbiamente grandi diventa molto meno innocente. Il tema della seduzione, non importa con che meravigliosa arte sia disegnata, è una coperta che nasconde una fantasia di stupro come è la rappresentazione mitologica di Zeus e Antiope di Rembrandt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Seduced: Art and Sex from Antiquity to Now, London&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: New York Ska Jazz Ensemble - Making Love&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.barbican.org.uk/"&gt;www.barbican.org.uk&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-1787706368033281244?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/1787706368033281244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=1787706368033281244' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1787706368033281244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1787706368033281244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/02/sedotto-arte-e-sesso.html' title='Sedotto: arte e sesso'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R6W9KKqfr9I/AAAAAAAAAWI/OL25N-oiU84/s72-c/art%26sex.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-1349960004415801738</id><published>2008-01-29T00:39:00.000Z</published><updated>2008-01-29T19:19:10.099Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><title type='text'>Questo post lo scegli tu</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R55sKKqfr7I/AAAAAAAAAV4/8Z8A2ssbdGI/s1600-h/corkjazzfestival.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R55sKKqfr7I/AAAAAAAAAV4/8Z8A2ssbdGI/s320/corkjazzfestival.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160681144930250674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ho qualche dubbio sul prossimo post. Vi chiedo di darmi una mano e di suggerirmi cosa scrivere. Le possibilità sono:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ul style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sulle strade di Dublino&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Gli incontri piacevoli e meno piacevoli fatti sui marciapiedi della capitale irlandese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sedotto: arte e sesso&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il weekend a Londra che mi ha regalato Belén per il mio compleanno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Turismo cimiteriale in Irlanda&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Una piccola guida ai più interessanti cimiteri irlandesi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La casa dei mille post it&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Come riuscire a convivere con 4 francesi e non diventare un french killer seriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può votare nel sondaggio nella barra a lato. Il sondaggio si chiude nella mezzanotte di questo venerdì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Knox's Pub, Cork&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Lorenzo Jovanotti - Punto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Irlanda"&gt;it.wikipedia.org/wiki/Irlanda&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-1349960004415801738?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/1349960004415801738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=1349960004415801738' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1349960004415801738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1349960004415801738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/01/questo-post-lo-scegli-tu.html' title='Questo post lo scegli tu'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R55sKKqfr7I/AAAAAAAAAV4/8Z8A2ssbdGI/s72-c/corkjazzfestival.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-2273921791728923258</id><published>2008-01-26T00:44:00.000Z</published><updated>2008-01-28T00:46:36.942Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='shopping'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>Lilliput Store</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R5vQl6qfr4I/AAAAAAAAAVg/BdK3T7gKvzg/s1600-h/lilliput_store.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R5vQl6qfr4I/AAAAAAAAAVg/BdK3T7gKvzg/s320/lilliput_store.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159947147904266114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Dublino esiste una Little Italy. O almeno dicono che esista le guide su Dublino. In effetti si tratta di una viottola di fronte al Millenium bridge in cui sono collocati alcune enoteche e ristoranti italiani. I locali sono quasi tutti di proprietà di un ricco costruttore irlandese appassionato di tutto ciò che è italiano (andando in pensione si è comprato una villa in Italia dove attualmente vive) che qualche anno fa ha progettato e voluto questa Little Italy irlandese. L’effetto finale è sicuramente artefatto, ma mi piace pensare che tutto sia nato da un sincero amore e non da solo una logica commerciale e turistica come è stato per Temple Bar. E poi è divertente la piccola folla che si crea all’aperto appena arriva il bel tempo e in alcuni locali non si mangia male e il cappuccino del bar Cagliostro è dignitoso. A Little Italy c’è anche un negozio di prodotti italiani, ma se devo rifornirmi di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;ricotta salata o polenta &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;io preferisco rifornirmi da Martha del Lilliput Store. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il Lilliput Store si trova in Arbour Hill, Dublin 7 vicino al National Museum of Ireland e le mie visite quasi settimanali al negozio sono momento di rinascita e elevazione fisica e spirituale. In pochi metri ti stupisci di trovare così tanti formaggi e salumi ignoti ai megastore Tesco o Dunne. E allora brie de meaux, stilton, stracchino, mont d’or, mimolette, camembert, roquefort, mozzarella di bufala, beaufort, manchego, gubbeen, parmigiano, pecorino, chèvre, gorgonzola, St. Brigid’s, english cheddar, emmenthal, smoked gubbeen, drumlin. E ancora le charcuterie: gubben chorizo, gubben salami, lomo, salame lombardo, culatello, salchichon, salame viennese, saucisse sèche, prosciutto di Parma, chorizo iberico, smoked chicken, gubbeen bacon. Capirete, una tappa fissa prima delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Saturday International Dinner&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il negozio che in un angolo ha anche una caffetteria (il caffè è Lavazza) è di proprietà della Lilliput Press, una dinamica piccola casa editrice che ha i suoi uffici e punti vendita proprio di fronte. La Lilliput Press è un’istituzione a Dublin per tutti coloro che si interessano di letteratura irlandese. Fondata  da Antony Farrell una ventina di anni fa la casa editrice organizza spesso il mercoledì corsi di gaelico, calligrafia o scrittura creativa. Dire che “la casa editrice organizza” appare a dire la verità pretenzioso. In effetti è Mr Farrell che fa tutto: dalla scelta degli autori, alla correzione delle bozze, alla scelta della copertina, ai corsi. Ci sono solo pochi collaboratori che danno una mano alla gestione della Lilliput Press. Una casa editrice piccola e vivace tra i palazzoni in vetro e acciaio delle multinazionali.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Lilliput Store, Dublin&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Wolfstone - Glenglass &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.lilliputpress.ie/"&gt;www.lilliputpress.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-2273921791728923258?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/2273921791728923258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=2273921791728923258' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2273921791728923258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2273921791728923258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/01/lilliput-store.html' title='Lilliput Store'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R5vQl6qfr4I/AAAAAAAAAVg/BdK3T7gKvzg/s72-c/lilliput_store.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-8599794399782695669</id><published>2008-01-20T19:34:00.000Z</published><updated>2008-01-28T20:37:36.379Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Utopie a Malta - Insieme e no</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R5OjGaGdp4I/AAAAAAAAAVQ/_3kXneoz9QQ/s1600-h/comino.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R5OjGaGdp4I/AAAAAAAAAVQ/_3kXneoz9QQ/s320/comino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157645328750323586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Terzo giorno&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;19 gradi e sole. Non lamentiamoci. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Statisticamente i Maltesi hanno un alto standard di vita, bassa inflazione (intorno al 2%) e un relativamente basso tasso di disoccupazione (intorno al 7%). La scuola fino ai 16 anni è completamente gratuita. Anche l’Università è gratuita e gli studenti ricevono inoltre uno stipendio annuale. Il mix di bel clima, territorio ospitale, senso della tradizione e della comunità hanno creato uno stile di vita molto rilassato e uno dei posti più interessanti per studiare l'economia della felicità. Il sociologo olandese Ruut Veenhoven dell’Università Erasmus di Rotterdam ha creato un &lt;a href="http://www1.eur.nl./fsw/happiness"&gt;database mondiale della felicità&lt;/a&gt;, che contiene l’analisi di dati raccolti tra il 1946 e il 1992 in 90 paesi. Rispetto a questo database Malta risulta il paese più felice del mondo in cui poter vivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In realtà lo scopo ufficiale del nostro viaggio a Malta è nel mio caso fare qualche ricerca sociologica sull’&lt;a href="http://www.auraweb.it/articolo_benavere.asp?cid=20&amp;amp;aid=1597"&gt;economia della felicità&lt;/a&gt; e per la partner studiare l’architettura dell’isola, di La Valletta in particolare. Dopo che l’architetto fa i suoi consueti esercizi yoga sulla spiaggia e io mi rimpinguo con una continental break fast ci si divide per una giornata. A dire la verità per quanto la spagnola sia bravissima a farmi credere che sia io a decidere tutto a me piace viaggiare in solitario senza piani e compromessi. Un po’ di libertà nel vagare senza metà mi serve ogni tanto e lei lo capisce e io lo apprezzo tantissimo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ci si vede dopo il tramonto. E’ bello rivedersi. Io arrivo abbronzatissimo dalla Golden Bay del nord ovest che con una canoa ho perlustrato a lungo (in realtà le spiagge e le rocce più che di color oro sono di color marrone), la basca mi viene incontro con tante buste con vestiti, ceramiche e artigianato locale. Ci basta uno sguardo e un sorriso per capire che di studi sociologici o architettonici se ne sono fatti pochi. Io prendo rassegnato le buste dello shopping di Belén e andiamo a mangiare nella bellissima atmosfera araba, medioevale e mediterranea di Vittoriosa a sud di La Valletta. Non prima però di aver promesso che non farò più comizi culinari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Chiamatemi Sherpa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="color: rgb(149, 189, 103); font-weight: bold;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quarto giorno&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ancora 19 gradi. Oh yes!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E il giorno di visitare Gozo, l’isola a nord di Malta. Una coppia di inglesi conosciuti in albergo ci da un passaggio con la loro macchina fino a La Valletta e poi prendiamo un pulmino fino a Cirkewwa. Attraversiamo mezza Malta per arrivare  e il tragitto e piacevole. Abbiamo occasione di parlare con alcuni abitanti di Gozo che ci dicono che loro non sono “esattamente” maltesi, ma “Gozitans first. Maltese second”. A queste parole alla basca si illuminano gli occhi. Parliamo in inglese e in italiano (che i giovani parlano e l’architetto incomincia a capire bene), ma chiedo di parlarci in maltese, una lingua/melting pot: è un misto di fenicio, dialetto arabo, siciliano, italiano, spagnolo, francese e inglese. Grazie per esempio si dice &lt;span style="font-style: italic;"&gt;grazzi&lt;/span&gt; e mercato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;suq&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Al porto di Cirkewwa prendiamo il traghetto per Mgarr. Mentre un tiepido sole ci scalda sul ponte costeggiamo l’isola di Comino. A Gozo visitiamo Victoria, il centro principale che sta su un monte che domina l’intera isola. Bello Il-Kastell, che qua chiamano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la cittadella&lt;/span&gt;, la roccaforte/medina che domina la città di accecante pietra bianca. Interessante all’interno della cittadella il Museo di Scienza Naturale, che noi abbiamo visitato fondamentalmente per il palazzo che lo ospitava. All’interno del museo c'è una sezione di scheletri di animali domestici divertentissima. Scheletri di gatti siamesi o persiani sono presentati come fossero scheletri di brontosauri o capodogli, simulando giochi con gomitoli di lana o durante le fusa. Agghiacciante per l’architetto, originale per me.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Mangiamo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;al Grapes Wine Bar &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;all’aperto sulla piazza di fronte alla basilica. Belén prende una fantasia di formaggi di capra locali io il piatto tipico: il coniglio in salmì. Nel menù è indicato come contorno di una piatto di pasta. Chiedo se è sufficiente come piatto unico. Il cameriere accenna di si con la testa. In effetti mi arriva un vassoio con mezzo chilo di pasta con sopra mezzo coniglio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Gozo è un’isola verde e serena in cui il tempo sembra essersi fermato. I locali sono gentilissimi e sembrano veramente felici. Nel pomeriggio noleggiamo per 10 euro 2 biciclette al Victoria Garage. Arriviamo alla baia di Marsalform a nord dove ci fermiamo un po’ e prima che arrivi il buio torniamo a Victoria passando dalla Xwieni Bay e Zebbug. Visto il dislivello, 15 minuti per arrivare al mare, oltre un’ora e mezzo per ritornare a Victoria. Facciamo tardi e rischiamo di perdere l’ultimo bus per La Valletta. Io propongo di prendere l’elicottero che collega Victoria con La Valletta e ricevo uno sguardo come se avessi proposto di lanciarci da un paracadute.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Riusciamo a prendere l’ultimo pulmino e la sera si va a ballare tecno-afro in un locale di Paceville e per il clima e la fauna a tratti mi sembra di essere a Riccione o in Costa Smeralda ad agosto. E non è un complimento. Per fortuna dopo ci sono le belle passeggiate notturne sul lungomare in cui scrutiamo i riflessi dei luzzu sulla baia illuminata in cui ripenso che avremo potuto sorvolare per pochi euro Malta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Chiamatemi aquila. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quinto giorno&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Bisogna ripartire. Speravo in una bella pioggia. E invece il sole persiste e i gradi sono sempre 19. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Prendiamo il pulmino 42 per la Valletta e poi il pulmino 8 per l’aeroporto. Evitiamo di prendere un banale taxi e decidiamo per un lento e divertente pulmino. E perdiamo l’aereo. O perlomeno lo avremo perso se non ci fosse stato un ritardo di oltre un ora del volo in arrivo da Dublino. Dopo quattro ore siamo in Irlanda. Dublino ci accoglie al tramonto con 4 gradi, una pioggerellina sottile e un cielo grigio. Melanconicamente indosso il maglione e mi metto le maniche al piumino mentre Belén si imbarda di guanti, sciarpa e capello in lana. Non torno subito a casa. Vado a casa dell’architetto, dove mettiamo il riscaldamento al massimo, scarico alcune canzoni degli Agricantus, ci alleggeriamo dei vestiti invernali, tostiamo del pane e apriamo i vasetti di ftira e la bottiglia di chardonnay maltese che pensavamo di dividere con i nostri amici. Ci abbandoniamo sul divano, chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere ancora a Malta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Chiamatemi nostalgico.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Comino, Malta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Agricantus – Spunta Lu Suli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.gozo.com/"&gt;www.gozo.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-8599794399782695669?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/8599794399782695669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=8599794399782695669' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/8599794399782695669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/8599794399782695669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/01/utopie-malta-insieme-ma-non-troppo.html' title='Utopie a Malta - Insieme e no'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R5OjGaGdp4I/AAAAAAAAAVQ/_3kXneoz9QQ/s72-c/comino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-5940332318938633291</id><published>2008-01-14T19:07:00.004Z</published><updated>2008-06-28T14:00:35.168+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Utopie a Malta - Insieme</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R4_SNqGdp2I/AAAAAAAAAVA/J8fTPoO1VEg/s1600-h/mdina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156571230444037986" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R4_SNqGdp2I/AAAAAAAAAVA/J8fTPoO1VEg/s320/mdina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A fine dicembre Ryan Air fa dei regali. Dopo il tutto esaurito di Natale ogni anno la compagnia low cost irlandese offre biglietti a un centesimo a gennaio. Con Belén si decide di prenderci qualche giorno di ferie intorno a un fine settimana e andare da qualche parte. In Irlanda mi mancano le montagne e io propongo di andare a Salisburgo (20 euro a/r comprese tasse), la basca cerca una meta più calda e propone Malta (24 euro a/r comprese tasse). Io cerco di opporre una vana resistenza.&lt;br /&gt;Chiamatemi zerbino.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Primo giorno&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Arriviamo a Malta alle 11.55. Il pilota ci dice che c’è il sole e ci sono 19 gradi. Belén mi porge il palmo che io batto: Give me five! All right! L’aereo era partito alle 7.05. Dunque sveglia alle 5,30. Il taxi prenotato ci ha svegliato martellando la porta di ingresso alle 5,40 dopo 10 minuti di attesa di fronte a casa mia. Ci siamo precipitati e abbiamo preso al volo l’aereo.&lt;br /&gt;Ad aspettarci all’aeroporto l’autista dell’albergo prenotato per 4 notti. L’autista in un precario italiano (rai e mediaset arrivano pure qua) si stupisce di trovare un italiano e una spagnola e ci dice che fuori stagione si vedono solo inglesi e tedeschi e recentemente un po’ di irlandesi. E ci da per 3 volte un consiglio: “Non noleggiate una macchina a Malta c’è il traffico peggiore del mondo!”. Arriviamo all’Hotel Valentina. Fantastico alberghetto boutique sul mare di Paceville giustamente consigliato dalla Lonely Planet. Abbiamo una stanza in stile post-moderno con un balcone che si affaccia sul mare e sul devastante palazzone di cemento armato che presto ospiterà l’ennesimo albergone volgare a 5 stelle con 300 stanze sul mare. Sul letto troviamo dei cioccolatini alla nocciola di benvenuto, sul tavolo un vaso con un mazzo di rose rosa fresche, ma io mi commuovo nel vedere la grande vasca da bagno profumata di fresco tutta per noi. Convivete per 6 mesi in una casa irlandese con una sola vasca da bagno con 4 francesi e capirete le mie emozioni. E tutto per 40 euro al giorno. Il bello della bassa stagione.&lt;br /&gt;Ci riposiamo qualche ora e nel pomeriggio usciamo per Silema, St Julian’s e Paceville, ex villaggi di pescatori che ora sono diventati l’epicentro del divertimento di Malta con locali aperti 24 ore. Io lascio in albergo maglione e maniche del piumino, Belén si compra dei sandali e una sorta di bermuda, il caldo è eccessivo per vestiti invernali. Mangiamo al Paranga del "Kapunana", una versione maltese del ratatouille fatto di pomodori, capperi, melanzane e pepe verde e del "Qarabali" (che il menu descrive così &lt;span style="font-style: italic;"&gt;baby marrows particularly good baked, stuffed with minced beef an parsley&lt;/span&gt;, tradotto dall'architetto come "midollo di bambino tostato"), poi prendiamo un fantastico pulmino giallo anni ’60 dove sentiamo nel tragitto musica italiana (Kobra di Rettore, Felicità di Albano e Romina Power e una di Eros Ramazzotti a me sconosciuta). In viaggio cerco di spiegare che significa "il cobra non è un serpente ma un pensiero frequente che diventa indecente". Andiamo a La Valletta, giustamente dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per i suoi edifici bellissimi di pietra bianca che al tramonto ci accecano. L’interno della città fortificata sul mare sono un labirinto di stradino in cui è piacevole perdersi. Prima di tornare in albergo visitiamo l’Hypogeum, la misteriosa necropoli sotterranea nei pressi di La Valletta. La sera passeggiamo nel lungomare e pianifichiamo la visita dell’isola. In effetti un po’ di sole ci voleva e venire qui fuori stagione è stata un’ottima scelta, ma non ditelo alla basca, mi piace farle pensare di averle fatto un regalo a venire qui e essere in credito.&lt;br /&gt;Chiamatemi scemo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Secondo giorno&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La mattina il PDA di Belén segnala 20 gradi e sole. Give me five! All right!&lt;br /&gt;Con ancora in mente le parole del taxista andiamo a noleggiare un’auto. Ho guidato tra i sanpietrini di Roma, le ZTL di Milano e gli imbottigliamenti di Dublino. Nulla mi fa più paura. Anche il costo delle macchine è ridicolo (poco più di una decina di euro tutto incluso al giorno per una Matiz) e allora compro un capello in feltro per me e un foulard per la compagna di viaggio e affittiamo una Peugeot 307 cabriolet rossa fuoco con tutti gli optional. Tra stradine che mi ricordano la Barbagia ci dirigiamo verso il centro dell’isola. Superiamo il mercato di Ta' Qali che blocca le strade e passiamo a Molta a vedere il miracolo del Mosta Dome, la chiesa a base circolare seconda nel mondo solo al Pantheon e a San Pietro che si vede da quasi ogni punto di Malta dove nella seconda guerra mondiale non esplosero alcune bombe lanciate sulla chiesa e ancora conservate e venerate. Arriviamo a Mdina, l’antica capitale di Malta, un gioiello di architettura e pace. Mdina quà la chiamano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la città silenziosa&lt;/span&gt; e in effetti tra le stradine in pietra scaldate dal sole si ci sente come dentro a una accogliente cattedrale laica. Ci fermiamo nella panoramica Fontanella Tea Garden dove vediamo dalla terrazza i quattro mari dell’isola. Insieme a due boccali di Cisk (la birra locale) mangiamo "Pastizzi", i tradizionali snack maltesi fatti di ricotta o purea di piselli e "ftira", cioè del pane tostato farcito con un mix di pomodori, olive, capperi e acciughe.&lt;br /&gt;E ora di visitare la vicina Rabat. Ci addentriamo nei labirinti delle catacombe di Sant’ Agata. Negli oltre 2.000 metri di stretti corridoi in questo periodo ci si può liberamente muovere anche in tratti non accessibili al pubblico. Con Belén ci addentriamo con l’aiuto della luce di una penna/torcia per un lungo corridoio fino a che incontriamo quello che ci pare lo spettrale sorriso di un teschio e decidiamo di tornare indietro.&lt;br /&gt;Torniamo al parcheggio e riprendiamo la cabriolet. Direzione i sbalorditivi e misteriosi megaliti dei templi Hagar Qim &amp;amp; Mnajdra, le più antiche strutture monolitiche in pietra del mondo con millimetrici posizionamenti di monoliti di 20 tonnellate secondo l’allineamento solare. Non possiamo che chiederci chi, quando, come e perché.  Vicino ai templi c'è il “Blue Grotto”, dove secondo la mia agenda avremo dovuto fare un tour in barca. Arriviamo troppo tardi e non possiamo che vedere dall’alto la grotta blu, un imponete arco di 400 metri sulla costa ovest di Malta.&lt;br /&gt;Un po’ delusivi per la mancata gita in barca andiamo a cena a Marsaxlokk, un villaggio di pescatori a sud dell’isola. Mangiamo a Ir-rizzu pasta ai ricci e pescespada (io) e "Alyotta" la tradizionale zuppa di pesce maltese e "Lampuky" (l’architetto). Dopo cena, mentre la basca mi pizzica per il mio evidentemente inconsapevole atteggiamento saccente, spiego al cuoco con intorno un drappello di tre camerieri come si fa la pasta ai ricci. Questi qua la fanno con l’olio extravergine e con i pomodori addirittura non pelati. Scandalo!&lt;br /&gt;Usciti dal ristorante vediamo sul porto alcuni luzzu (la tipica coloratissima imbarcazione maltese ancora usata dai pescatori locali) illuminati. Chiediamo se è possibile noleggiarne uno e il pescatore ci dice che è ormai tardi, ma per una coppia carina come noi può fare una eccezione (grande marketing!). Con questa specie di gondola maltese facciamo un bellissimo giro per baia di Marsaxlokk. A un certo punto si accosta a noi un altro luzzu con John e Martin una coppia di Belfast, e in un surreale colloquio vagando per la baia ci scambiamo email e promessa di rivederci in Irlanda.&lt;br /&gt;La sera riportiamo la macchina al Garage San Gwann vicino all'hotel. Causa giro in barca abbiamo 2 ore di ritardo, ma per il titolare che contatto al cellulare non c’è nessun problema. Porto la Peugeot direttamente a casa sua e senza che controlli la macchina o mi chieda extra ci offre un liquore alle carrube e mentre Belén descrive alla moglie la figuraccia che le ho fatto fare a cena chiedo a bruciapelo a Mister Joseph: “Ma lei è felice?”.&lt;br /&gt;Chiamatemi saputello.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;[&lt;a href="http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/01/utopie-malta-insieme-ma-non-troppo.html"&gt;continua...&lt;/a&gt;]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Mdina, Malta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Rettore - Kobra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.hotelvalentina.com/"&gt;&lt;em&gt;www.hotelvalentina.com&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-5940332318938633291?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/5940332318938633291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=5940332318938633291' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5940332318938633291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5940332318938633291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/01/utopie-malta-insieme.html' title='Utopie a Malta - Insieme'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R4_SNqGdp2I/AAAAAAAAAVA/J8fTPoO1VEg/s72-c/mdina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6328681016140641361</id><published>2008-01-11T19:01:00.000Z</published><updated>2008-01-14T08:32:56.211Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pub e locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trasporti'/><title type='text'>I Love Dart</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R4e-UqGdp0I/AAAAAAAAAUw/zELAa09Cwaw/s1600-h/farohowth.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154297560656881474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: pointer; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R4e-UqGdp0I/AAAAAAAAAUw/zELAa09Cwaw/s320/farohowth.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;La DART (Dublin Area Rapid Transit) è un servizio di treni elettrici che collega l’estremità nord della baia di Dublino (Howth e Malahide) con Bray e Greystones (Contea di Wicklow) a sud passando attraverso il centro della città. I treni della Dart servono &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;27 stazioni &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;lungo un percorso panoramico e operano tutta la settimana dalle 6.00 alle 24.00. Da 5 a 20 minuti di attesa a seconda dell'ora. Un misto tra un treno per pendolari e una metropolitana leggera. Con il solo 3% di treni in ritardo annualmente è stato premiato nel 2007 come il piu' puntuale sistema di trasporto urbano presente in una capitale dell’Unione Europea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Essere vicini ad una stazione Dart vi permette di arrivare in centro in pochi minuti e salire su uno dei vagoni gialli e verdi vi da la possibilità di poter fare tra le migliori esperienze che si possono sperimentare a Dublino. Potete scendere sulla penisola di Howth e passeggiare per il suo porto turistico con la flotta di pescherecci o arrampicarvi per il Clift Path e circumnavigare la penisola di Howth fino ad arrivare al Summit e al faro sulla punta che vi offre uno spettacolare sguardo d’insieme della baia di Dublino. Potete andare a Malahide e partire dal suo porto per fare un giro per la costa orientale dell’Irlanda con i gommoni arancioni del Sea Safari alla ricerca di delfini e foche (cercate Matt e dite che vi manda Maurizio del Seashore Centre e se si è fuori stagione vi garantisco uno sconto).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Oppure andando verso sud, superando le stazioni di Seapoint e Salthill &amp;amp; Monkstown a pochi metri dal mare potete arrivare a Dun Luoghaire, dove se non vi dovete imbarcare per la Gran Bretagna o la Francia dal dinamico porto potete fare una passeggiata sul lungomare oppure potete mangiare sulla terrazza panoramica del raffinato Bodega Club con vista sul mare (suggerisco il Friday Night Late dedicati alla musica Blues e Soul con musica dal vivo, ottimo cibo cajun fino a tardi e fantasiosi deejay).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ancora più a sud c’è il più importante porto medioevale di Dublino: Dalkey. E i resti di tre degli otto castelli che un tempo dominavano il panorama della zona. A poca distanza da Dalkey superando un parco sul mare dallo stupendo panorama si arriva a Killiney, dove le vie si chiamano “piazza Italia”, “lungomare Amalfi” e “via Garibaldi” nomi italiani dati alle vie ricoperte di ginestre del borgo marino dagli abitanti nel XIX data la somiglianza della Killiney Bay con il Golfo di Sorrento. Da queste parti potete noleggiare per qualche euro qualche canna da pesca da Andy and Tara Shop e pescare al tramonto sulla baia, magari portatevi qualche vestito pesante, qualche birra e qualche sandwich e vi assicuro che non ve ne pentirete. Proseguendo si arriva a Sandycove, dove prende avvio l’&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Ulisse&lt;/span&gt; di Joyce e su una torre a martello eretta dagli inglesi per proteggere la costa dal temuto esercito di Napoleone perfettamente conservata è presente il minimale James Joyce Museum.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La Dart termina a Bray dove feci un imbarazzante bagno in mutande lo scorso giugno sotto lo sguardo perplesso dei miei colleghi di corso di inglese. Da Bray si può prendere il sentiero che dall’estremità meridionale del lungomare di Bray attraversa il Bray Head per scendere al piccolo villaggio di Greystones passando affianco a vecchie grotte di contrabbandieri e a ponti pedonali sulla ferrovia. Ma di questo ho già parlato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;I Love Dart. O meglio: I Love Dublin Bay.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Bailey Lighthouse, Howth&lt;br /&gt;Song: Ludovico Einaudi – Le Onde&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://www.seasafari.ie/"&gt;www.seasafari.ie&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="TEXT-DECORATION: underline"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6328681016140641361?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6328681016140641361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6328681016140641361' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6328681016140641361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6328681016140641361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/01/i-love-dart.html' title='I Love Dart'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R4e-UqGdp0I/AAAAAAAAAUw/zELAa09Cwaw/s72-c/farohowth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-5163587121269726637</id><published>2008-01-05T18:47:00.002Z</published><updated>2008-06-28T14:19:45.483+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>Cercare casa a Dublino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R37GGqGdpzI/AAAAAAAAAUo/xtMjAnsy3-A/s1600-h/St+Anne%E2%80%99s+Park.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R37GGqGdpzI/AAAAAAAAAUo/xtMjAnsy3-A/s320/St+Anne%E2%80%99s+Park.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151772841441339186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La mattina mi alzo prestissimo, attraverso il roseto, i pini, i lecci e i verdi campi di calcio gaelico del St Anne’s Park e arrivato alla Dublin Bay cammino verso il centro senza una meta precisa. Ad ogni passo queste strade e questi sentieri mi portano alla mente ricordi, incontri e scoperte. Sono poco più di sei mesi che le batto, ma queste strade le sento mie come se fossi qui da sempre. Con le signore della casa di fronte che mi scrutano &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;sempre &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;indagatrici quando mi vedono con ospiti, il “Get Fresh - Fruit and Vegetables” con le sue minuscole melanzane a 2 euro l’una con cui ho fatto tante costose Paste alla Norma e Melanzane alla Parmigiana, il south ground del &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;St Anne’s&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; con i suoi archi in pietra deturpati da writers, il "Luigi's" la paninoteca di Luigi italo-irlandese nato a Dublino nel dopoguerra da una famiglia scappata da un paese ciociaro fatto di "terre di sabbia e sassi", &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;la Harmonstown Station con i suoi Dart che passano puntuali ogni sette minuti.  In queste ore il mio quartiere mi piace. E’ vuoto e silenzioso. Il tempo cambia nel volgere di pochi minuti e dalla leggera neve del giorno prima esce un sole ventoso che allunga le ombre delle case e degli alberi e produce un chiaroscuro accecante, preciso, una sequenza di zone buie e zone di luce separate con una precisione millimetrica, come disegnate. Mi piace Artane. Mi piace il mio quartiere. Ma forse è il tempo di cambiare e cercare un’altra sistemazione più centrale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dedico la mattinata a visitare alcuni appartamenti. Casa dopo casa, alloggio dopo alloggio, vedo ciò che non avrei mai immaginato. Per prezzi che equivalgono a uno stipendio medio mi vengono mostrate stanze fatiscenti, alloggi trasandati e umidi, appartamenti sporchi, dalla moquette macchiata e puzzolente, armadi decrepiti e carta da parati marcia a cui si è data una mano di pittura. E, naturalmente, servizi minuscoli con lavandini ridicoli, infissi della vasca in legno fradicio e ventole al posto della finestra.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quando ero uno studente avevo visto quello che di solito, nelle città universitarie, si affitta agli studenti: sottotetti, cantine, mansarde fatiscenti in cui d’inverno scoppiavano, per il gelo le tubature; soggiorni e cucine con divano letto adibiti a stanze da letto per sfruttare un affitto in più. Quando lavoravo in Albania, avevo visto le baracche del Kosovo, avevo fatto la coda nella bufera davanti ai camion delle latrine. E mi ero chiesto come una famiglia potesse vivere per anni in quella situazione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Ora credo che rimarrò nella mia casa di Artane. Guardandomi attorno capisco che non è poi così male la mia sistemazione. Camera double (matrimoniale) in house condivisa con francesi e irlandesi. Pago 600 euro al mese che comprendono bills, connessione internet e lady cleaner ogni settimana. La mia camera è la più bella della casa: molto luminosa e molto calda (anche troppo e spengo il radiatore la notte anche in questi giorni di neve), grandissima, fornita di grandi armadi a muro, comò, scrivania, lampade, due poltrone in velluto verde, specchi, caminetto che parrebbe funzionante e un’imbarazzante carta da parati rosa. La casa è una tradizionale Irish house a due piani con gigantesco giardino per BBQ sul retro dove sta crescendo rigoglioso il cespuglio di rosmarino che ho piantato alcuni mesi fa, ampia cucina per i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Saturday International Dinner&lt;/span&gt;, living room con poltrone Chesterfield e come sempre minuscolo e deprimente bagno. I coinquilini (seppur anche francesi) sono simpatici e ogni tanto ci facciamo una birra nel vicino pub o piacevoli chiacchierate in soggiorno intorno al fuoco o alla tv. L'irlandese ogni tanto m’insegna tipiche espressione di Dublino (prima o poi ci scriverò un post). Il landlord è tranquillo e posso con un piccolo sovraprezzo pagare ogni settimana e dare solo una settimana di preavviso nel caso andassi via. Affiancato alla nostra  casa c'è un fornitissimo market Centra dove ormai le commesse mi chiamano per nome (per altro storpiandolo sempre). La mattina posso sentire il profumo del mare e delle querce aprendo le finestre.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Ok. Ho deciso. Per ora resto qua.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: St Anne’s Park, Dublin&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Ray Charles – Hit Road Jack&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.daft.ie/"&gt;www.daft.ie&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-5163587121269726637?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/5163587121269726637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=5163587121269726637' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5163587121269726637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5163587121269726637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2008/01/cercando-casa.html' title='Cercare casa a Dublino'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R37GGqGdpzI/AAAAAAAAAUo/xtMjAnsy3-A/s72-c/St+Anne%E2%80%99s+Park.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-4809024319822335418</id><published>2007-12-29T01:54:00.000Z</published><updated>2008-01-01T15:19:36.980Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trasporti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>Il peggio di Dublino – Parte prima</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R3WcKaGdpyI/AAAAAAAAAUg/QMTDpTDEh0k/s1600-h/dublindocklands.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R3WcKaGdpyI/AAAAAAAAAUg/QMTDpTDEh0k/s320/dublindocklands.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149193451587086114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’ Heineken Building&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nel cuore di Dublino c’è un palazzo patologicamente più alto degli altri. E’ moderno e grigio. Sulla sua facciata principale c’è una scritta gigantesca “Heineken”, che nella città della Guinness appare provocatorio.  L’ Heineken Building è l’esempio più evidente dello stupro che Dublino ha subito con la costruzione di edifici moderni che sono affiorati negli ultimi anni, prevalentemente lungo il Liffey. I Dubs dicono che sono troppo moderni, invece è il contrario. Gli architetti non hanno avuto abbastanza coraggio e hanno progettato edifici moderni che facevano l’occhiolino all’antico (osceni finti tetti verdi in rame su palazzi di vetro, pleonastici mattoni amaranto su strutture di acciaio, etc.). Speriamo che il grandioso progetto di riqualificazione e urbanizzazione dei docklands (che comprenderà la discussa U2 Tower) non dia un colpo mortale alla città di Joyce.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La Provvisorietà&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Dublino se non si è irlandesi si è di passaggio. Non si rimane per sempre. E allora le amicizie, le conoscenze e gli amori durano poco. Perché finisce il corso di inglese, perché termina il contratto di lavoro, perché ci si trasferisce in un’altra città irlandese, perché il fidanzato ha detto di “tornare a casa”. E allora se non si frequentano esclusivamente autoctoni o se non si rimane chiusi nel proprio ristretto circolo amicale di connazionali le relazioni umane possono anche essere forti e intense  ma inevitabilmente diventano quasi sempre transitorie.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Red Tape&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Un tempo i documenti pubblici venivano chiusi con un nastro rosso. Per questo motivo la burocrazia in Irlanda si chiama “Red Tape”. La burocrazia irlandese (a parte poche eccezioni come il NDP-National Development Plan che sta utilizzando in modo esemplare i fonti europei e che non ha caso è stato oggetto di una sorta di "privatizzazione" svicolandolo da altri apparati statali) è una delle peggiori d’Europa e compete per inefficienza con quella italiana. Per ottenere il PPS number (una sorta di codice fiscale che vi serve per lavorare da queste parti) potrebbe capitarvi come me di dover andare negli uffici di Dublino 2 dove vi diranno di andare negli uffici di Dublino 11, dove vi diranno di andare negli uffici di Dublino 1, dove vi diranno di andare negli uffici di Dublino 2. In questi casi spesso risolutiva è la seguente frase: “Could I speak to your supervisor, please?”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Traffic Jam&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In gaelico Dublino si chiama Baile Átha Cliath, che significa "città del guado fortificato". Dublino sorge su un ex acquitrino. Questo ha impedito in passato la costruzione di una anche piccola metropolitana sotterranea. E senza adeguati mezzi pubblici (il tram/Luas e il treno/Dart sono efficienti ma i bus sono un supplizio) la città diventa un inferno di macchine a passo d’uomo. Fatto comprensibile vista la configurazione urbana della capitale divisa a metà dal Liffey, ma nondimeno irritante e problematico (il tempo medio di viaggio da casa a posto di lavoro a Dublino è il più altro tra le capitale europee: 70 minuti). Sono previsti cambiamenti nei trasporti cittadini nei prossimi anni con l’interconnessione tra i diversi mezzi di trasporto e con il prolungamento sotterraneo di due linee di tram in centro città. Vedremo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Temple Bar&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Al centro di Dublino c’è una Disneyland cafona abitata quasi esclusivamente da italiani, spagnoli e francesi. In questo posto tra folle di turisti distratti potrete bervi una pinta di birra per 7 euro e rimanere pigiati tra centinaia di persone in pub e club volgarmente ristrutturati “old fashioned”. Parliamo di Temple Bar un quartiere degradato fino a qualche anno fa che la municipalità decise a freddo di far diventare quartiere culturale e turistico incentivando se non proprio pagando l’insediamento di gallerie d’arte, ristoranti, librerie, pub, centri culturali (qua ha sede l’Irish Film Institute e il Project). Tentativo fallito. Temple Bar puzza di plastica e di artefatto. La cultura e l’arte abitano altrove a Dublino. Evitate Temple Bar. In particolare il Venerdì e il Sabato sera. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Dublin Docklands&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Oscar Peterson – It's a Marshmallow World&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.templebar.ie/"&gt;www.templebar.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-4809024319822335418?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/4809024319822335418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=4809024319822335418' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/4809024319822335418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/4809024319822335418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/12/il-peggio-di-dublino-parte-prima.html' title='Il peggio di Dublino – Parte prima'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R3WcKaGdpyI/AAAAAAAAAUg/QMTDpTDEh0k/s72-c/dublindocklands.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-5487959902562956989</id><published>2007-12-18T23:28:00.001Z</published><updated>2008-11-23T15:58:01.541Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><title type='text'>Incontri - Prima sfornata</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;embed pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" src="http://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" type="application/x-shockwave-flash" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;amp;RGB=0x000000&amp;amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fmutopie%2Falbumid%2F5145760686090856113%3Fkind%3Dphoto%26alt%3Drss" height="267" width="400"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;" align="justify"&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’amica jazz&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Oggi è partita Daniela, la mia amica jazz. E’ stata una delle persone che ho più frequentato nei miei primi mesi dublinesi. Daniela è una fantastica cantante Jazz dalla voce acuta e intensa che qua a Dublino faceva la ragazza au pair dallo scorso inverno in una famiglia di Blackrock. Prima che a fine Ottobre venisse il suo fidanzato sassofonista Ciro e io iniziassi a frequentare Belèn, con Daniela per diversi mesi ci siamo divertiti a frequentare insieme i Jazz Club di Dublino prima che lei li frequentasse come cantante (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;al Bleu Note ha cantava nel gruppo in cui suonava il fidanzato). &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ci teneva uniti, la simpatia, l’amore per la musica e le sue serate libere (domenica e lunedì), le migliori per andare nei club e nei pub con musica dal vivo, finalmente libere dalla folla di ubriaconi del fine settimana. Daniela era una persona desiderosa di conoscere gli "irlandesi". E allora cercava amicizie non avendo paura di andare da sola in pub nel pomeriggio, girare per conto suo, fare volontariato nella vicina parrocchia. E alla fine ha conosciuto i suoi irlandesi e ha sviluppato una sua visione dell’Irlanda. Ora torna in Sicilia. Prossima meta Londra a Febbraio. Good Luck Jazz Friend!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La cuoca polacca&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Da Giugno almeno un paio di sabato al mese io e Zyta organizziamo la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Saturday International Dinner&lt;/span&gt;, cioè una cena internazionale in cui si è in massimo due per nazionalità e massimo 6 commensali, si parla esclusivamente inglese e si mangia il cibo tradizionale preparato dal partecipante che quel sabato offre la cena a casa sua. L’idea era nata - durante la frequentazione del corso di Business English che frequentavo con Zyta - dal reciproco amore per il cibo, l’odio per i caotici sabati sera dublinesi e la necessità di parlare quanto più possibile l’inglese. Zyta lavora in una societa' di recruiting, ma e' anche una cuoca meravigliosa, specialmente per i dolci come cheesecakes e butter cakes. Ma è soprattutto una amica che mi chiama nel cuore della notte quando si sente triste e vuole tirarsi su con il mio “bizzarro accento inglese”. Un’amica che posso andare a trovare nella sua casa a Baggot Street la sera senza avvisare per guardare insieme ai coinquilini sloveni qualche inutile programma televisivo. Un’amica con cui faccio tante escursioni domenicali in giro per l’Irlanda alla ricerca non di paesaggi o di musei ma di buon cibo, dove il momento migliore e' fermarsi nel tipico ristorantino locale e spettegolare sui commensali del giorno prima.&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R2hUM6GdpqI/AAAAAAAAAQQ/yLBavtax7LU/s1600-h/marianne_home.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Marianne, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;tutte le storie hanno una fine&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il mese scorso ho ricevuto un cd dalla Normandia. Me lo ha spedito Marianne. Dentro ci sono 15 canzoni cantante dalla mia ex coinquilina tra le tante di cantanti italiani che le avevo fatto avere in MP3. Insistevo nel dirle che non esiste solo Toto Cotugno, ma anche Fabrizio De André, Francesco Guccini, Samuele Bersani e Franco Battiato. Tra le tante canzoni ne ha inserito una (Bambulé di Alberto Camerini) di in cui ha mixato artigianalmente io che canticchio, durante una registrazione presa a tradimento. Sarebbe dovuta venire a trovarmi a Novembre, ma le nostre strade hanno preso vie diverse e lei ora frequenta un suo compagno di corso di specializzazione e abbiamo deciso che il nostro incontro è nato e finito in Irlanda. Nei percorsi della nostra vita ci si incrocia e poi ci si separa e non sempre questo diventa un dramma, ma semplicemente e meravigliosamente una esperienza umana che ti arricchisce. Come tutte le storie, la storia con Marianne ha avuto un inizio, un percorso e una fine. Ci sono stati momenti positivi e altri negativi, che non hanno trovato quasi mai posto nelle pagine del blog, ma che sono stati tra i momenti più importanti della mia esperienza in Irlanda. I miei primi mesi in Irlanda, forse i migliori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Io, Daniela e Gabro all'International Bar Jazz Club&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Io e Zyta all'Andy's Restaurant di Monaghan&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Marianne at Home&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Alberto Camerini - Bambulé&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.monaghantourism.com/"&gt;www.monaghantourism.com&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-5487959902562956989?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/5487959902562956989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=5487959902562956989' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5487959902562956989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5487959902562956989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/12/incontri-prima-sfornata.html' title='Incontri - Prima sfornata'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-10189385426416913</id><published>2007-12-12T23:51:00.002Z</published><updated>2008-06-28T14:12:03.602+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>La festa è finita</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R2Br-S8YIsI/AAAAAAAAAOo/7xRKb3Z6PHU/s1600-h/thebigissues.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143229492438246082" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R2Br-S8YIsI/AAAAAAAAAOo/7xRKb3Z6PHU/s320/thebigissues.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta la Tigre Celtica. Cioè una nazione – l’Irlanda – che da paese di emigranti in bilico tra sviluppo e sottosviluppo con un’economia basata sull’agricoltura arretrata e non competitiva, negli anni novanta, ebbe una crescita senza precedenti. Il PIL triplicò in pochi anni, i salari passarono dal 60% della media Europea al 135%, la disoccupazione crollò dal 12% al 4%, gli investimenti e le importazioni subirono una crescita iperbolica. Grazie all’efficiente uso dei finanziamenti europei, una politica di deregolamentazione del mercato del lavoro, una politica di detassazione, investimenti nell'istruzione e nella ricerca e sviluppo, si era creata un clima favorevole agli investimenti esteri e nel paese arrivarono numerose multinazionali americane principalmente nei settori dell'elettronica, del software, dei prodotti farmaceutici, della finanza, degli apparecchi medici e della biotecnologia che crearono indotto (piccole imprese, start up, edilizia, servizi, etc.) e tanto lavoro. Il lavoro creato era tanto che l’offerta di posti di lavoro superava la domanda. Erano quindi ben accolti immigrati in particolare personale qualificato da tante nazioni europee che sostenevano lo sviluppo anche grazie a conoscenze che gli irlandesi non avevano come la dimestichezza di altre lingue oltre l’inglese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Oggi la Tigre Celtica non ruggisce più. A Dublino la Xerox sta licenziando 900 dipendenti, a Galway la Abbott ha recentemente licenziato 500 lavoratori, a Cork la Beedle Pharmacies l'anno prossimo si priverà di 300 stipendiati. E molte multinazionali del settore high-tech (Microsoft, Symantec, Creative, etc.) hanno già pianificato il loro trasferimento in Asia o in paesi dell’Est Europa e a breve dunque i licenziamenti aumenteranno. Ma i dati più preoccupanti non sono questi, quanto il fatto che le start up hanno raddoppiato negli ultimi mesi la percentuale di fallimento e questa estate si sono persi oltre 15.000 posti nelle piccole e medie imprese irlandesi. Che le multinazionali sarebbero andate via si sapeva. Il problema è che nel periodo della crescita l’Irlanda non è riuscita a dotarsi di serie infrastrutture e a far crescere un’economia locale non dipendente unicamente dagli investimenti esteri. La competitività globale del paese è in fase discendente e i settori della ricerca e sviluppo e dell'istruzione superiore, due degli indicatori della relazione per misurare i futuri progressi, non sono adeguati affinché l'Irlanda possa conseguire il suo ambizioso obiettivo di diventare una “economia della conoscenza” di portata mondiale. Negli ultimi anni inoltre c’è stato un crollo del mercato immobiliare che regge buona parte dell’economia irlandese ed un aumento del numero degli irlandesi sotto la soglia della povertà. La situazione del lavoro è inevitabilmente peggiorata, alcuni giorni fa il CSO (Central Statistics Office) ha evidenziato come circa 165.000 persone (il 4,8% della popolazione) a Ottobre di quest’anno si sia dichiarate senza lavoro, il dato piu’ alto da 7 anni. Le previsioni sono di superare il 5,5% di disoccupati nel 2008. Questa situazione di stallo economico è stata ben compresa dal governo irlandese che nel suo budget 2008 (la locale finanziaria) prendendo atto della diminuzione delle entrate fiscali e per la prima volta dall’inizio del boom economico ha aumentato le tasse e le spese per le politiche sociali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In concreto questa cosa significa? Significa che se qualche anno fa un italiano con un discreto inglese e qualche conoscenza informatica o finanziaria trovava quasi immediatamente un lavoro qualificato ora la situazione non è così semplice. Dublino è ora affollata d’ingegneri che lavorano in call centre, giuristi che fanno i camerieri e studenti che non trovano lavoro da cameriere perché tutti i posti sono presi dai polacchi o dagli spagnoli. Nel mio piccolo mi accorgo che la situazione non è più tanto sorridente quando mi candido per alcuni ruoli in società multinazionali. Mi capita sempre più spesso che il recruiter mi telefoni e mi dica “Mi dispiace ma a Dublino non c’è la possibilità, ma se lei è interessato c’è la fattibilità di una interview per lo stesso ruolo a Londra”. Ed io che prima di venire ero convinto che il mercato del lavoro londinese fosse molto più competitivo e difficile che quello irlandese! Se in Irlanda non avessi degli affetti e tanto ancora da scoprire valuterei la possibilità di trasferirmi nella vecchia Inghilterra. E se la situazione lavorativa non si sbloccasse nel medio periodo, non lo escludo in assoluto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: The Big Issues, Connelly Station, Dublin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Enya – Only Time&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.cso.ie/"&gt;www.cso.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-10189385426416913?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/10189385426416913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=10189385426416913' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/10189385426416913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/10189385426416913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/12/la-festa-finita-la-tigre-celtica-ha.html' title='La festa è finita'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R2Br-S8YIsI/AAAAAAAAAOo/7xRKb3Z6PHU/s72-c/thebigissues.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-3062842229772782923</id><published>2007-12-10T22:31:00.001Z</published><updated>2008-03-15T23:11:35.059Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><title type='text'>Sulle orme di Cùchulainn</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9xWfxmF-HI/AAAAAAAAAXY/LcpoLzsUBW4/s1600-h/newgrange.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9xWfxmF-HI/AAAAAAAAAXY/LcpoLzsUBW4/s320/newgrange.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178108775458273394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Venerdì e sabato era il mio turno. Toccava a me fare il crocerossino dopo che martedì e mercoledì Belén era al mio capezzale a farmi compagnia e farcirmi di inutili rimedi omeopatici e devastanti zuppe di antica tradizione basca a base di aglio e tabasco per curare la mia influenza affrontata da me con tutta la pavidità possibile. Venerdì sera &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Belén &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;febbricitante mi apre la porta della sua bella casa sul Liffey, si presenta con calzettoni rossi con disegnate renne natalizie, mio maglione irlandese di lana color panna con le maniche farcite di fazzolettini di carta, cuffia fatta a mano a righe viola e gialle e scialle nero della nonna con frange. “Hola Marissio!”, “Hola Granny!”. Le porto i bastoncini di cioccolato alla menta di cui lei è ghiotta e una torta salata agli spinaci fatta con le miei mani farcita furtivamente di aspirine. Bevendo latte caldo e Jameson ci vediamo “Blanca Nieves y los Siete Enanos”. Divertente. I 7 nani in spagnolo parlano come Topo Gigio! Il sabato è di convalescenza. La domenica mattina Belén è guarita e piena di energia. Mi sveglio la mattina alle 9 all’urlo di “Wake up lazy men, It's a sunny day!” e poco dopo tutte le tende verdi sono aperte e dalla finestra filtrano invadenti raggi solari. La mia idea è fare pigramente un ricco brunch al solito posto nei docklands. L’alternativa proposta è andare a Newgrange, il luogo dove secondo la mitologia celtica fu concepito l’eroico Cùchulainn. Obbedisco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Propongo la mozione di andare in treno a Drogheda (pronuncia Drgdà) e poi da là prendere il bus che porta al centro visite di Newgrange. Mozione accolta. E fortunatamente perché la giornata è veramente bella e il treno passa lungo la costa. Dopo una mezz’oretta dalla partenza il treno effettua una fermata alla stazione di Lusk &amp;amp; Rush (pronuncia luscheràsc) e Belén mi trascina fuori dal treno prima che io possa vedere sulla guida dove ci troviamo. Siamo fuori perché il “nome del paese è divertente e tanto abbiamo tutto il tempo”. Peccato che non esista nessun paese chiamato Lusk &amp;amp; Rush, ma c’è solo questa stazione dispersa nel nulla a debita distante dal villaggio Rush sulla costa e l’altro villaggio Lusk sulle colline. Non ci siamo fermati al bel villaggio di Skerries con i suoi imponenti mulini a vento o a Balbriggan con il suo pittoresco porticciolo e la sua torre, ma alla Lusk &amp;amp; Rush Railway Station, dove non esiste nemmeno un pub dove aspettare il prossimo treno che passerà dopo oltre 2 ore. Arriviamo a Drogheda giusto in tempo per prendere l’ultimo bus per Newgrange. Quello delle 15.15. Prendendo il biglietto ci rendiamo conto che abbiamo controllo su internet gli orari per andare al sito archeologico, ma non quelli per tornare dal sito e l’ultimo bus parte esattamente alle 15.15! Partiamo lo stesso affidandoci a Belénos, il dio celtico del Sole. L’Apollo celtico pare che ci abbia ascoltato e riusciamo a farci dare un passaggio in macchina da Barry, simpatico studente di letteratura che nei fine settimana fa la guida nel sito e fa il cantante “ma non paragonatemi a quel fottuto di Bono, please”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Visto da fuori, Newgrange è un deludente tumulo appiattito e ricoperto di erbacce. Ma sotto la superficie si cela la più bella tomba a corridoio dell’età della pietra di tutta l’Irlanda e uno dei più interessanti siti preistorici d’Europa. Risale al 32.000 a.C. circa ed è dunque più antica delle piramidi d’Egitto di circa sei secoli. Non è ancora chiaro lo scopo per cui venne costruito. Forse era il luogo di sepoltura dei re o un luogo in cui si svolgevano dei rituali, ma l’allineamento con il sole durante il solstizio di inverno fa pensare che forse veniva usato come calendario. Barry ci dice che il nome deriva dall’Irlandese “Cave of Gràinne”, allusione a un evento della mitologia celtica conosciuto da tutti bambini irlandesi. “The Pursuit of Diarmuit e Gràinne” narra l’amore illecito tra la moglie di Fion McCumhaill, capo della Fianna, compagnie di guerrieri che difendeva l’Irlanda dalle invasioni nemiche, e Diarmuit, uno dei suoi lungotenenti più fidati. Quando Diarmuit fu ferito a morte, il suo corpo fu portato a Newgrange dal dio Aengus nel vano tentativo di salvarlo, e la disperata Gràinne lo seguì nella grotta, dove rimase a lungo a vegliarlo dopo la morte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Brú na Bóinne (la dimora del Boyne in irlandese) è un'area della valle del fiume Boyne delimitata tra le città di Slane e di Drogheda, dove il letto fluviale serpeggia in numerose anse. Qui è possibile ammirare un paesaggio archeologico, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, unico al mondo e ora minacciato da speculazione edilizia e infrastrutture di devastante impatto ambientale: un esteso complesso archeologico con oltre 50 monumenti costruiti nel neolitico da un'antichissima civiltà contadina preceltica repentinamente scomparsa. Il sito più interessante è proprio Newgrange. Una pietra superbamente incisa con decorazioni a spirale doppie e triple si erge a guardia dell’entrata principale della tomba. L’interno è colossale e ci intimidisce: 200.000 tonnellate di terra e pietra che formano lunghi corridoi, massi decorati, quarzite bianca, pietre erette oblique, menhir, camera funeraria, nicchie, archi a volta a cesto su soffitti alti oltre 6 metri. In tutte le sale se ci si concentra in silenzio pare ancora di ascoltare i singhiozzi di Gràinne disperata per la perdita del suo amato. No, in realtà è Belén che fa la deficiente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Newgrange Burial Chamber&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: The Dubliners - Spanish Lady&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.knowth.com/newgrange.htm"&gt;www.knowth.com/newgrange.htm&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-3062842229772782923?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/3062842229772782923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=3062842229772782923' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3062842229772782923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3062842229772782923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/12/sulle-orme-di-cchulainn.html' title='Sulle orme di Cùchulainn'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R9xWfxmF-HI/AAAAAAAAAXY/LcpoLzsUBW4/s72-c/newgrange.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6575693917486900861</id><published>2007-12-06T22:23:00.000Z</published><updated>2007-12-13T08:49:29.517Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><title type='text'>Novità nel blog</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R1hs7i8YIpI/AAAAAAAAAOQ/P7gjp2i5jRg/s1600-h/holyhead.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140978744891548306" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: pointer; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R1hs7i8YIpI/AAAAAAAAAOQ/P7gjp2i5jRg/s320/holyhead.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;I lettori di questo blog continuano ad aumentare. Più che la mia abilità di blogger penso esista un reale interesse per chi “mollo tutto e vado a vivere in Irlanda” e, se anche il blog era nato come mio diario privato e mezzo per rimanere in contatto con alcuni amici e parenti italiani, tutti i nuovi lettori arrivati tramite passaparola o link di blog amici sono benvenuti e spero che le mie vicende possano essere utili o almeno piacevoli da leggere per chi è o sarà o vorrebbere essere in Irlanda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Segnalo alcune novità:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="FONT-FAMILY: verdana" face="verdana"&gt;&lt;li&gt;Graficamente ho modificato grafica e colori del &lt;strong&gt;template&lt;/strong&gt; originario (che a molti piace e tanti amici bloggers lo hanno adottato per il loro blog) evitando di resuscitare il &lt;strong&gt;layout&lt;/strong&gt; che avevo creato nei primi tempi. Banalmente il colore dominante è il verde, sull’header ci sono le Cliffs of Moher e sul toppino il ponte Ha’penny di Dublino. Nell'intestazione quello a destra sono io per chi non lo sapesse. Il mio faccione (usato anche come &lt;strong&gt;favicon&lt;/strong&gt;) è presente per due motivi: egocentrismo (elemento essenziale per un blogger) e perché sulle meraviglie e sulle idiozie che ho scritto o scriverò mi piace metterci la faccio senza nascondermi nell'anonimato.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nella colonna a destra c’è la funzione &lt;strong&gt;cerca con google&lt;/strong&gt; e quindi mettendo lo spunto su utopie irlandesi, si può fare una ricerca (funzionante ora!) all’interno del blog, ho strutturato meglio i tag per fare una ricerca nel blog, aggiornato &lt;strong&gt;Irish Blogroll&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Irish Links&lt;/strong&gt;, inserito una &lt;strong&gt;last.fm playlist&lt;/strong&gt; con cui cliccandoci potrete ascoltare la maggior parte delle canzoni citate nei post, pezzi che sono fortemente legate alla parte scritta, aggiunto una &lt;strong&gt;Creative Commons License&lt;/strong&gt;, cioè il blog non ha copyright e potete utilizzare ogni contenuto (foto comprese) come vi pare purché citiate fonte e non sia per usi commerciali (mi raccomando, non voglio vedere su ebay “vendo post di utopie &lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:verdana;" &gt;UB40 live at RDS&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; prezzo asta di partenza 400 euro”!). Per capire cosa interessa maggiormente di questo blog, fino a Natale rimarrà online un &lt;strong&gt;sondaggio&lt;/strong&gt; per capire cosa vi interessa sapere della mia esperienza irlandese. Infine c'è anche un'icona che indica &lt;strong&gt;l'alba e il tramonto&lt;/strong&gt; e che se ci cliccate indicherà anche il meteo di Dublino, cosa fondamentale da queste parti anche se non siete meteoropatici (di questi tempi l'alba è alle 8.30 e il tramonto alle 16.00 e se lavorate in ufficio la luce solare non la vedete mai. Allegria!).&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Dublino mi sono portato i vecchi vizi che avevo in Italia. Cioè fare &lt;strong&gt;associazionismo&lt;/strong&gt;. Anche da queste parti frequento molte organizzazioni con cui convidido visione e obiettivi. Sulla colonna destra sotto la voce &lt;strong&gt;eventi irlandesi&lt;/strong&gt; indicherò di volta in volta alcuni eventi (culturali, sportivi, musicali, politici, teatrali, letterali, etc.) organizzati dalle "mie" associazioni in cui ho magari collaborato alla realizzazione. Chi è interessato può contattarmi (nel restyling ho inserito anche mia &lt;strong&gt;email&lt;/strong&gt; dato che - inspiegabilmente per me - non tutti usano &lt;strong&gt;skype&lt;/strong&gt;). Si inizia segnalando per giovedì 13 dicembre alla Celbridge Library un concerto di Jackie Daly &amp;amp; Paul De Grae, due dei migliori musicisti di musica tradizionale irlandese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="FONT-FAMILY: verdana"&gt;&lt;li&gt;Causa spiacevoli recenti episodi mi vedo costretto a rifiutare commenti volgari, discriminatori o minacciosi in particolare nei confronti di altri partecipanti al blog. Non ci sarà nessun warning, ma la &lt;strong&gt;cancellazione immediata del commento se ritenuto non pertinente&lt;/strong&gt;. Inoltre ricordo che non sono accettati &lt;strong&gt;commenti anonimi&lt;/strong&gt;, questo non tanto per rispetto nei miei confronti dato che posso risalire all’autore tramite IP e origine geografica utente, ma per gli altri commentatori con cui eventualmente interloquire. I commenti rimangono ad ogni modo senza filtri e spero di non dover cancellare nulla. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="FONT-FAMILY: verdana"&gt;&lt;li&gt;Alcune campagne presenti negli scorsi mesi (&lt;strong&gt;e adesso trasferiteci tutti&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;save dafur&lt;/strong&gt;) sono state rimosse giacché hanno già una buona copertura mediatica per quanto riguarda i blog, mentre ho lasciato il &lt;strong&gt;ribbon Blog in Rosso per la Birmania&lt;/strong&gt;, un gesto simbolico per manifestare solidarietà nei confronti di una popolazione oppressa da una dittatura fortemente repressiva in cui interessi economici e politici hanno il sopravvento sui diritti umani. Se voleste inserire il ribbon nel vostro blog, potete copiare e incollare questo codice nel vostro template, prima della chiusura del tag body:&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R1hvES8YIqI/AAAAAAAAAOY/6AZ0Ydlsoaw/s1600-h/ribbon.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140981094238659234" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: pointer; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R1hvES8YIqI/AAAAAAAAAOY/6AZ0Ydlsoaw/s320/ribbon.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Holyhead Coast, Anglesey Island, Wales&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:verdana;" &gt;&lt;br /&gt;Song: Fabrizio De André – Al ballo mascherato&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:verdana;" &gt;&lt;br /&gt;Pic: &lt;a href="http://www.utopie.it/campagne/blog_in_rosso_per_la_birmania.htm"&gt;www.utopie.it/campagne/blog_in_rosso_per_la_birmania.htm&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6575693917486900861?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6575693917486900861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6575693917486900861' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6575693917486900861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6575693917486900861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/12/novit-nel-blog.html' title='Novità nel blog'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R1hs7i8YIpI/AAAAAAAAAOQ/P7gjp2i5jRg/s72-c/holyhead.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-3738854107442078283</id><published>2007-12-04T22:13:00.003Z</published><updated>2008-06-28T14:01:49.677+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Lavorare in una multinazionale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R1XRcC8YIoI/AAAAAAAAAOI/lqjXA-z7NIY/s1600-h/xerox.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140244829469942402" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R1XRcC8YIoI/AAAAAAAAAOI/lqjXA-z7NIY/s320/xerox.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Lavorare in una multinazionale significa che dopo 10 giorni di un piovoso giugno passati inutilmente a Dublino alla ricerca di funzioni senior ed executive capisci che, senza un perfetto inglese e un po’ di work experience in Irlanda, non avrai grosse possibilità e miri più in basso e partecipi ad una fiera del lavoro in un lussuoso hotel di Connelly Street e consegni il tuo curriculum ad una importante agenzia di recruiting, che dopo 2 giorni ti contatta e ti fa fare 4 test psico-tecnici on-line, poi ti chiama e ti prepara alla interview che farai il giorno dopo, di venerdì. Passi l’interview e lunedì, 5 giorni aver dato il tuo cv alla fiera nel lussuoso hotel, è il tuo primo giorno di lavoro e firmi il contratto a tempo indeterminato per una multinazionale americano, settore IT.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Lavorare in una multinazionale significa che passi tutto le prime cinque settimane di assunzione in training con i nuovi assunti francesi, spagnoli, olandesi, irlandesi, italiani, portoghesi, svedesi o tedeschi con cui per oltre un mese condividi formazione pagata e divertenti uscite multinazionali. In questo mese fai buddy up con i tuoi prossimi colleghi e apprendi segreti e trucchi del lavoro, mentre ad agosto&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; dato il poco carico di lavoro potrai fare tanti corsi on line ed in aula su varie tematiche (applicativi software, project management, technical analysis, etc) con certificazione finale che ti mette gentilmente a disposizione l'azienda.&lt;br /&gt;Lavorare in una multinazionale significa che paghi obbligatoriamente 5 euro al mese per attività sportive e sociali, con le quali puoi partecipare alle feste aziendali con tanti palloncini colorati (Summer Party, Halloween Party, Christmas Party, etc.) oppure fare tante attività come trekking, corsi di golf, pilates, badminton, scacchi oppure andare nella vicina piscina olimpica con prezzi scontatissimi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Lavorare in una multinazionale significa che per 8 ore al giorno devi occuparti di noiosissimi rogne amministrative, contratti, problemi software e hardware di clienti e aziende perlopiù italiane.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Lavorare in una multinazionale significa che ti devi alzare alle 6.30 perché l’azienda si trova in un business park di Dublino West e tu preferisci alzarti presto, ma viver in centro piuttosto che fare una vita casa-ufficio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Lavorare in una multinazionale significa che lavori in un dipartimento italiano e la cosa ti lascia perplesso all’inizio per il rischio di auto ghettizzarsi tra compatrioti e di parlare solo italiano, ma poi - geloso e rallegrato del tuo gruppo di amicizie internazionali che sei riuscito a crearti - imparerai ad apprezzare le partitelle di calcetto tra colleghi, la birra bevuta sui prati del Trinity College nelle lunghe serate estive del dopo lavoro, i sempre più frequenti leaving party e le chiacchierate gossippare in mensa nell’ora di pausa. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Impari a conoscere un dipartimento professionale, ma anche vitale e goliardico con cui tra una pratica e l'altra giocherai a lanciare palloni da rugby, a schermare con le aste delle finestre e a condividere spam, che tu incrementerai con vignette, foto e aneddoti (un ex collega ti ricorderà come quello che scrisse un lunedì mattina l'email intitolata "Titillarsi i capezzoli nel traffico cittadino alla mattina senza colazione"). &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Lavorare in una multinazionale significa che a fine luglio durante un training l’altoparlante annuncia un'assemblea improvvisa nella canteen. Tu vai e ti ritrovi con buona parte dei 1400 impiegati della multinazionale che provengono dai cinque edifici adiacenti. Nell’assemblea il direttore generale, nello stupore generale, dice che da settembre la gestione dei dipartimenti tecnici e finanziari verrà data in outsourcing e la maggior parte di noi diventerà un dipendente IBM. Ci tranquillizza: “non cambierà nulla”, anzi sono maggiori le opportunità. Sconcerto, preoccupazioni e speranze.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Lavorare in una multinazionale significa che nei mesi successivi le notizie dell’ outsourcing risulteranno più chiare: nei successivi mesi i dipartimenti verranno trasferiti in paesi con maggiore detassazione e minori costi del lavoro (India, Filippine, Bulgaria e Scozia). Noi potremo decidere di trasferirci nelle nuove locazioni con relativi stipendi (a Sofia 600 euro al mese) oppure rinunciare e cercare un inserimento in IBM oppure prendere una redundancy (una sorta di liquidazione). I tempi della fine dell’attività a Dublino non sono indicati. Prima si parla di novembre, poi di gennaio, poi di fine marzo. Nel mentre si bloccano le assunzioni a tempo indeterminato e i nuovi vengono assunti per uno o due mesi. Il clima è di smobilitazione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Lavorare in una multinazionale significa che cerchi di capire se dalla crisi possono nascere delle opportunità e ti candidi per un ruolo interno di importante responsabilità. Con sorpresa, visto che sei &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;appena arrivato (da regolamento interno non puoi avare scatti di carriera prima di 9 mesi),&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; la tua candidatura viene accettata e fai il colloquio, ma al momento non ricevi ancora risposta. Nel mentre rispondi stancamente ai recruiters che -&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; mentre sei a lavoro - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;ti chiamano per proporti lavori dopo che hanno trovato tuo curriculum su monster.ie.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Lavorare in una multinazionale significa che vista la situazione a fine novembre inizi a guardarti attorno per vedere se ci sono altre opportunità a Dublino maggiormente coerenti con il tuo profilo ora che hai migliorato il tuo inglese con le tue attività extra lavorative e hai un’esperienza in loco. A fine novembre farai alcuni colloqui come fundraising manager, information systems analyst, lean manager e project co-ordinator. I recruiters ti dicono di non preoccuparti che con il tuo profilo nel giro di qualche settimana un lavoro qualificato lo si trova di certo. Tu fingi di crederci, ma sai bene che con il tuo livello di inglese e la forte concorrenza per ruoli medio-alti per essere ottimisti ci vorranno almeno un paio di mesi. Non c’è ansia e fretta però. In fondo almeno alcuni mesi ti tengono ancora e ti trovi bene nel dipartimento dove ti trovi ora. Dove si gioca a rugby tra i desk e si commenta ogni nuovo calendario sexy che Repubblica.it prontamente mette on line.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Xerox (Europe) Ballycoolin Business Park, Dublin&lt;br /&gt;Song: R.E.M. – Losing My Religion&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://www.lastfm.it/music/R.E.M./_/Losing+My+Religion"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;&lt;a href="http://www.xerox.com/"&gt;www.xerox.com&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-3738854107442078283?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/3738854107442078283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=3738854107442078283' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3738854107442078283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3738854107442078283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/12/lavorare-in-una-multinazionale.html' title='Lavorare in una multinazionale'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R1XRcC8YIoI/AAAAAAAAAOI/lqjXA-z7NIY/s72-c/xerox.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-2491669909662748591</id><published>2007-11-27T23:49:00.000Z</published><updated>2007-12-06T19:12:00.619Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>UB40 live at RDS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0ybhcShLEI/AAAAAAAAAOA/24eys93CJ3E/s1600-h/UB40.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137652273754745922" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0ybhcShLEI/AAAAAAAAAOA/24eys93CJ3E/s320/UB40.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Belén dice che ascolto musica di cadaveri. Ma che c’è di male a preferire Fabrizio de André a Simone Cristicchi o gli UB40 agli Asian Dub Foundation? Anzi a proposito degli UB40, il gruppo pop-reagge di Birmingham suona alla Royal Dublin Society (RDS) di Dublino questo lunedì. Convinco Belén a vedere e sentire cosa sanno fare questi vecchietti. La sera del concerto arrivo in ritardo davanti alla Main Hall dell’RDS. Ho perso tempo in un incontro sui diritti civili in Irlanda all’Eco-Unesco. Quando entro nella sala il concerto è iniziato da qualche battuta: il gruppo di supporto ha iniziato a suonare alle sette e trenta, mezz’ora prima dell’inizio previsto. Gli UB40 sono gia' sul palco quando arrivo. Riconosco l’attacco di “Red Red Wine”, accolto da un boato. Le luci sul palco lampeggiano intermittenti, colpi di decine e decine di flash rosa pastello, verde acqua, azzurrino, arancione, rosso fuoco, giallo e finalmente il bianco accecante delle luci ad arco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Mi sento euforico, un po’ mi tremano le gambe per la corsa che ho fatto e per la violenza dell’urto, per il fatto di trovarmi immerso in una folla che sempre, allo stadio, nei palasport, negli shopping centre mi dà un senso immediato di soffocamento. Poi tutto passa, finche' non prendo coscienza di essere io stesso non più soltanto un individuo separato, ma l’elemento di un fatto collettivo. Così inizio a guardare non più con i miei occhi, ma con quelli della folla. Mi abbandono alla musica ai salti di chi mi sta attorno – una distesa di capelli chiari e di volti giovanissimi – alle danze, agli spintoni, alle urla. Il rimbombo della musica è assordante. Alcune migliaia di persone stipate nella sala che sudano, fumano, gridano, ballano, si abbracciano, si liberano di qualche indumento facendolo volteggiare nell’aria, si baciano, si urtano nel tentativo di giungere sotto al palco, là in fondo. Io mi metto ai margini della folla e vado nella catering hall grande quanto la main hall, giusto adeguata a questo simpatico popolo di alcolizzati. Centinaia di irlandesi mangiano chicken sandwich, hot dog, chocolate crepes e ovviamente pinte e pinte di Miller e Budweiser sopra un pavimento diventato un pantano di birra e fango. Torno nella main hall. Non riuscirò mai a trovare Belén, che – penso - arrabbiata non risponde ai miei messaggi sul cellulare. Sarebbe un miracolo trovarla, anche se ai miracoli io ho sempre, sinceramente, creduto. Bevo una birra e fumo finchè non mi sento completamente dissolto nell’onda collettiva che salta e canta. Mi muovo sulle gambe e scrollo la testa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La musica incalza fortissima. I colpi della batteria elettronica sparati a qualche migliaio di watt fanno vibrare la cupola della sala. La luce sul palco è rosso intenso. Gli spettatori si divincolano, si contorcono sui fianchi, ancheggiano convulsamente pur seguendo un ritmo preciso. C’è gente che salta, altra che grida, chiome che oscillano freneticamente, braccia stese in alto, dritte, lunghissime, riccioli neri, nuche grondanti sudore, schiene, gambe, busti che oscillano e si agitano. Io mostro il mio braccialetto rosa - dato a chi ha prenotato i biglietti e ha diritto a stare sotto il palco - e mi trovo improvvisamente nel mezzo di un gruppo di cinque-sei ragazzi che ballano in circolo difendendo quasi selvaggiamente la loro porzione di spazio. In terra hanno ammucchiato giacche, cappotti, borse, pullover, sciarpe. Le ragazzine del gruppo mi circondano ridendo, mi stringono, mi colpiscono con tocchi rapidi dei fianchi intrappolandomi nella danza. Io sorrido e grido qualcosa. Una ragazza mi abbraccia, mi bacia, cerca di stringermi a sé. Una persona si avvicina e mi trascina via. E’ Belén con un cappello rasta e un cannone di 12 centimetri in bocca. “Do you like the other side of Belén?”, mi chiede ridendo. La guardo sorpreso e sorrido, “I like”. Gli UB40 iniziano a suonare “Can’t Help Falling in Love”. Balliamo abbracciati per tutta la sera e la notte. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: UB40 live at RDS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: UB40 - Red Red Wine&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.rds.ie/"&gt;www.rds.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-2491669909662748591?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/2491669909662748591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=2491669909662748591' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2491669909662748591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2491669909662748591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/11/ub40-live-at-rds.html' title='UB40 live at RDS'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0ybhcShLEI/AAAAAAAAAOA/24eys93CJ3E/s72-c/UB40.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-7766034770287503450</id><published>2007-11-24T12:50:00.000Z</published><updated>2008-01-26T14:44:26.169Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Celtic Tour - Galles</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0gyK8ShLDI/AAAAAAAAAN0/QwlzAFKGOvk/s1600-h/Poolbeg_Chimneys.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136410538579930162" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0gyK8ShLDI/AAAAAAAAAN0/QwlzAFKGOvk/s320/Poolbeg_Chimneys.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il viaggio in treno lungo la costa da Liverpool verso il Galles è una meraviglia. Dal treno che passa a pochi metri dall' Irish Sea &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;vedo susseguirsi piazzole di caravan, navi in disarmo, pecore e casette in legno. Mi fermo a Bangor e passo qualche giorno per villaggi nel Galles del Nord. Non ho piani, non ho letto guide, non ho prenotazioni. Ho solo un orario degli autobus locali del North Wales stampato a Liverpool, il mio zainetto di velluto verde e voglia di meravigliarmi. Prendo un ramblers bus ticket per 3 giorni e vago per le tortuose strade gallesi con bus eternamente in ritardo. Quando vedo un villaggio che mi piace mi fermo e vedo se il locale Inn (un pub con 1 o 2 stanze nel piano superiore) mi può ospitare. Stupisco non poco i locandieri che si trovano di fronte probabilmente per la prima volta nella loro vita un italiano in un giorno feriale di Novembre. Trovo sempre un caloroso “Croeso!” (“Benvenuto!” in gallese) e meravigliose stanzette semplici e pulite che non hanno subito la violenza di interior design alla moda. Per poche sterline generalmente è compresa una ricca colazione e una profumata pinta di Dyffryn Clwyd nel pub sottostante. Sono solo e nonostante la cordialità della gente sono rare le chiacchierate con i locali: non riesco e non mi sforzo di capire il loro iperbolico accento. Voglio prendermi qualche giorno tutto per me come non ho potuto fare a Cork qualche settimana fa. Voglio lasciare per qualche giorno il 38A delle 7.05 del mattino, le international dinner del sabato sera, i credit control del lavoro, i piatti sporchi sull’acquario di cucina, le telefonate interminabili con Belén, il jazz club della domenica. Voglio leggere il mio libro, fare lunghe passeggiate e ascoltare musica barocca dal mio Sandisk.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Per tornare a Dublino decido di prendere un traghetto da Holyhead. Ci sono 2 possibilità per lo stesso prezzo: il cruise che impiega 2 ore “o anche meno” oppure il ferry che impiega 4 ore “ma spesso anche 6”. Scelgo ovviamente il ferry. La stupita signorina della Irish Ferries cerca di spiegarmi che il ferry lo prendono solo i camionisti e i turisti estivi che non trovano posto nel cruise. La signorina senza poesia non sa che oltre a “truckers” e “tourists” esistono passeggeri che amano la lentezza e l’incanto del mare. La nave parte al tramonto e ho il tempo per fare una lunghissima camminata lungo la costa vicino al porto di Holyhead, nell’isola di Anglesey. Torno al porto e mi imbarco. Non è stagione di vacanze. Sul traghetto che può portare diverse centinaia di passeggeri siamo solo una dozzina: una decina di camionisti, io e una coppia di australiani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nonostante il freddo visito il traghetto all’interno e sui ponti. Sento l’inverno avvicinarsi e provo un senso di piacevolezza. La nebbia cala improvvisa e inaspettata. Il sole diventa di colpo un disco offuscato, pallido e poi sparisce. C’è buio e silenzio. La nave avanza nel nulla. Io sono sul ponte, a poppa, e non riesco nemmeno più a scorgere l’acqua di sotto. Fa freddo e la nebbia mi bagna. Di colpo il muggito di una sirena, una, due volte. Un suono quasi ancestrale, come di un corno che incita alla battaglia. E alla mia destra, a poche decine di metri, solcando il muro di fumo appare la sagoma enorme della chiglia di una nave. Vedo emergere dalla nebbia solo una scritta in caratteri cirillici. Lettere bianche e grandissime sospese nel grigio e dal significato per me incomprensibile. Una scritta che sfila davanti ai miei occhi e subito scompare inghiottita di nuovo dal freddo e dalla nebbia. Resto un attimo immobile, poi vado verso il bar. Ho bisogno di qualcosa di forte. Sono agitato. Mi sento come se avessi appena avvistato Moby Dick. Bevo il mio Jameson e acqua e vedo in lontananza dall’oblò le due torri della Poolbeg Chimneys e le luci della Dublin Bay. L’anima delle città di mare si può intravedere solo dal mare. Dublino benché faccia di tutto per nasconderlo è una città di mare. Dublino vista dal mare è bellissima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Poolbeg Chimneys from Ferry&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Johann Sebastian Bach - Preludio e fuga a 3 voci&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.nwt.co.uk/"&gt;www.nwt.co.uk&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-7766034770287503450?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/7766034770287503450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=7766034770287503450' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/7766034770287503450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/7766034770287503450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/11/celtic-tour-north-wales.html' title='Celtic Tour - Galles'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0gyK8ShLDI/AAAAAAAAAN0/QwlzAFKGOvk/s72-c/Poolbeg_Chimneys.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6606603006565129544</id><published>2007-11-22T22:07:00.000Z</published><updated>2008-01-26T14:45:14.400Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Celtic Tour - Liverpool</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0X-RMShK_I/AAAAAAAAANQ/bYytBg6CQMs/s1600-h/liverpool.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0X-RMShK_I/AAAAAAAAANQ/bYytBg6CQMs/s320/liverpool.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135790521396046834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Arrivo a Liverpool da Glasgow alle 18.42 via Preston. Il Virgin Train corre veloce, ma non nasconde la inquieta campagna scozzese e le vermiglie e grigie città del nord Inghilterra. Alla Lime Street Station trovo ad aspettarmi CriCri, cioè Cristina una ragazza triestina conosciuta a Dublino e da poco trasferita a Leeds dove ha vinto una borsa di studio. Le ho parlato spesso degli ecovillaggi e delle comunità visitate in Inghilterra e lei mi ha fatto promettere di fargliene visitate uno: nei prossimi due giorni staremo alla “Shanti Community”, una comunità pacifista famosa per i suoi festival teatrali. Prima di andare nella comunità facciamo una passeggiata per la città. Liverpool è in fermento. Prossima capitale europea della cultura, la città sta completamente risorgendo e sfidando la modernità, i vecchi edifici vittoriano sono stati ripuliti e si stanno costruendo rivoluzionari edifici in acciaio e vetro. Andiamo all’Albert Dock. Il freddo è intenso, ma la città illuminata dal mare è stupenda. La zona portuale di Liverpool è un'area affascinante dove è possibile esplorare la crescita e lo sviluppo della città e dell'intera regione al di là del porto. Dai tempi in cui i monaci erano soliti attraversare il fiume Mersey su barche a remi allo sviluppo del Porto di Liverpool che lo ha portato a diventare uno dei principali e più trafficati porti mercantili europei. Il tratto più famoso della Mersey è Pier Head, ossia la testa di molo che dà vita al suggestivo e rappresentativo scorcio di Liverpool, dominato dai leggendari Liver Birds, gli uccelli da cui la città prende il nome.&lt;br /&gt;Nella comunità pacifista veniamo accolti con una collana di fiori e un grembiule. La corona simboleggia la dolce e gratuita accoglienza, il grembiule la richiesta di collaborare alle loro attività comunitarie. Io decido di portare dei cartoni per il riciclo sopra una bizzarra bicicletta a 3 ruote, CriCri prima farà turni in cucina e poi si unirà a me e così ci perderemo insieme per le vie di Liverpool il giorno dopo. Dopo una cena vegetariana io e CriCri veniamo accompagnati in una saletta dipinta con 172 facce psichedeliche dei Beatles dove si sta tenendo un happening situazionista. Il pomeriggio vaghiamo per la città. Per ChinaTown (la prima al mondo), per i Docklands rinnovati, per la Cattedrale Anglicana che profuma di Muffin (per finanziarsi in una cappella c’è un caffè/ristorante), per i musei (il colorata e sorprendente Tate Liverpool, il ricco e commovente Merseyside Maritime, il noioso e deludente Beatles Story), per Mathew Street alla scoperta dei club dove iniziarono a suonare i baronetti dove ora suonano musicisti locali. Si sente aria di progresso e di modernità e di futuro ovunque. Come sono lontani gli anni ottanta tatcheriani con gli scioperi generali e le occupazioni di edifici, che a Duke Street sono stati lasciati immutati come memoria del passato problematico. Prima di andare via da Liverpool mangiamo da Yums in Bold Street, il buffet orientale con cui con 6 pounds e 40 penny puoi mangiare quello che vuoi di oltre un centinaio di piatti. CriCri torna a Leeds io vado verso il Galles.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;&lt;br /&gt;Pic: Liverpool WaterFront&lt;br /&gt;Song: The Beatles - When I'm Sixty-Four&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://www.liverpool08.com/"&gt;www.liverpool08.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6606603006565129544?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6606603006565129544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6606603006565129544' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6606603006565129544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6606603006565129544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/11/celtic-tour-liverpool.html' title='Celtic Tour - Liverpool'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0X-RMShK_I/AAAAAAAAANQ/bYytBg6CQMs/s72-c/liverpool.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-8040825220821754458</id><published>2007-11-18T01:08:00.000Z</published><updated>2008-01-26T14:45:55.139Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Celtic Tour  - Scozia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0Srm8ShK-I/AAAAAAAAANI/L-HRaOPnfaU/s1600-h/scoziaitalia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0Srm8ShK-I/AAAAAAAAANI/L-HRaOPnfaU/s320/scoziaitalia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135418160616385506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le straordinarie idee sono rare. L’idea del mio collega di andare a vedere Scozia-Italia il 17 novembre a Glasgow è stata un’idea straordinaria. Con 8 colleghi parto dall’aeroporto di Dublino alle 6.30 con l’Air Lingus destinazione Glasgow per lo spareggio qualificazione europei con la Scozia: chi vince è dentro chi perde è fuori. Passiamo la mattinata per la città e dopo una visita all’ostello alle 16 siamo all’Hampden Scotland's National Stadium lo “scottish colloseum”, come dicono i pannelli lungo lo stadio. Il clima è festoso e colorato. 50.000 scozzesi vestiti in kilt e tartan oppure con la maglia blu crociata cantano l’inno della nazionale di calcio 500 miles dei Proclaimers: “When I wake up well I know I'm gonna be I'm gonna be the man who wakes up next to you When I go out yeah I know I'm gonna be I'm gonna be the man who goes along with you”. E’ un’occasione storica per la nazionale scozzese. Si sta per qualificare nel girone europea di ferro, quello con i campioni del mondo e i vice campioni del mondo. Bastano solo 500 miglia da percorrere ancora.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La partita inizia. Lo stadio è pieno. Non ci sono recinti. I tifosi scozzesi ci applaudono e ci sorridono. Il tempo di cantare l’Inno di Mameli con mano sul petto e dopo 70 secondi Toni segna. Siamo 0-1 per noi. Gli scozzesi continuano ad applaudirci e cantare. Nel secondo tempo pareggiano. Siamo 1-1. Gli scozzesi urlano il loro incitamento alla loro squadra fino all’ultimo minuto quando noi segniamo e spegniamo le loro speranza. Risultato finale 1-2. Noi siamo dentro la Scozia è fuori. I tifosi delusi continuano a applaudirci e congratularsi con noi. Ci regalano sciarpe e bandiere scozzesi e continuano a sorriderci e salutarci. E sarà così anche nella lunga serata scozzese con i locali che ci fermeranno per strada per fare una foto o bere una birra insieme. Come è lontana l’Italia del tifo immagine della guerra. Il giorno dopo con una sacrosanta bistecca 100oz in un pub saluto i miei colleghi che torneranno a Dublino è prendo il treno per Liverpool. Mi aspettano alcuni giorni nell’English’s Northwest e nel North Wales.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Hampden Scotland's National Stadium&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Proclaimers - 500 Miles&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.hampdenpark.co.uk/"&gt;www.hampdenpark.co.uk&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-8040825220821754458?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/8040825220821754458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=8040825220821754458' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/8040825220821754458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/8040825220821754458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/11/celtic-tour-scozia-italia.html' title='Celtic Tour  - Scozia'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/R0Srm8ShK-I/AAAAAAAAANI/L-HRaOPnfaU/s72-c/scoziaitalia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6040920119673573333</id><published>2007-11-14T23:57:00.000Z</published><updated>2007-11-25T19:34:46.282Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><title type='text'>Italiani in Irlanda</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Rzt1gzarA9I/AAAAAAAAANA/wRURzMgr7aQ/s1600-h/cenzinotagliatelle2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132825406737155026" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Rzt1gzarA9I/AAAAAAAAANA/wRURzMgr7aQ/s320/cenzinotagliatelle2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-family: verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;Il Distratto&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Marco, 28 anni, scorpione. Di Pavia. Vive a Dublino dal Marzo 2007. Ha sempre amato l’Irlanda, i verdi prati, la Guinness e le storie celtiche; è venuto a vivere la sua Irlanda. Vive a Dublino. Sviluppa software per la Creative. Un giorno andrà a vedere la Chester Beatty Library, la Custom House o il Trinity Collage. Non c'è fretta. Un giorno vedrà il Museo Nazionale e la cattedrale di St. Patrick's. Non c'è fretta. Un giorno andra' a vedere Cork, Galway e Belfast. Non c'é fretta. Chissà magari vedrà i Cliffs of Moher e l'isola di Aran. In tanti mesi non ha mai visto il mare. Eppure dai video degli U2 si vede il mare di Dublino e due strane torri. Ha deciso. Sabato pomeriggio andrà a Howth. Ma non c'è fretta. Anche questo sabato preferisce dormire.&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;L’Esterofila&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Elisa, 27 anni, leone. Di Verona. E' venuta a Dublino 2 anni fa. Per 6 mesi ha fatto la ragazza au pair presso una famiglia di Artane. Nel mentre ha fatto un corso di contabilità alla Dublin City University. Poi si è innamorata dell'Irlanda e di John un ragazzo irlandese col quale ora convive a Phitsboro. Lavora come impiegata presso l'ufficio rimborsi tasse della contea. Il mese prossima sarà promossa manager. Parla solo inglese e quando incontra italiani fa finta di essere spagnola. E' oltre una anno che non torna in Italia, un paese che non sente più il suo.&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;L’Italiano Vero&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Giulio, 31 anni, vergine. Di Latina. Vive a Dublino dall’Ottobre 2006. E’ venuto qua dice “per migliore l’inglese”. Ha trovato lavoro in un call centre di una multinazionale americana. Lavora per il mercato italiano dalle 7.30 alle 16.30 tutti i giorni. Per 8 ore risolve problemi a clienti brianzoli o lucani. Nel suo dipartimento lavorano 34 italiani, che sono anche i suoi amici. Vive con una coppia di Caserta. A volte cena con dei colleghi (la sua specialità è la pasta alla Norma che lui fa con il Cheddar non avendo trovato la ricotta secca). Ogni primo venerdì del mese fa una pubbata con gli italiani residenti a Dublino. Si ritrovano sotto lo Spire. Bevono birra e parlano di bagni senza bidet e di come mangiano male gli irlandesi. Il primo Novembre è tornato in Italia. In aereo il comandante ha dato alcune indicazioni. Non è riuscito a capirle.&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(149, 189, 103);"&gt;&lt;li&gt;Le Avventuriere&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Carla e Fiorenza, 22 e 23 anni, entrambe bilancia. Di Messina. Vengono questa estate a Dublino, vorrebbero passare qualche mese e migliorare l'inglese. Cercano un lavoro in qualche ristorante o pub. Il livello di inglese è elementare. Non sapevano che servisse un curriculum. Lo scrivono qua. Carla indica come livello di inglese "sufficient", Fiorenza invece scrive "so so". Dopo un mese non hanno ancora trovato nulla (la stagione sta finendo). Alla fine trovano un posto da lavapiatti in un ristorante italiano di dublino sud. Resistono tre settimane. Poi tornano in Sicilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;n.b. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: Tagliatellata tra italiani a Dublino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Elio e le Storie Tese - La Terra dei Cachi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;a href="http://www.irlandando.it/"&gt;www.irlandando.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6040920119673573333?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6040920119673573333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6040920119673573333' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6040920119673573333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6040920119673573333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/11/italiani-in-irlanda.html' title='Italiani in Irlanda'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Rzt1gzarA9I/AAAAAAAAANA/wRURzMgr7aQ/s72-c/cenzinotagliatelle2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-2663286891903035711</id><published>2007-11-08T23:06:00.000Z</published><updated>2007-11-29T20:35:04.240Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>Gli Invisibili</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RzOXEgMawWI/AAAAAAAAAMw/l-y9pO_wtu4/s1600-h/BytheRiverLiffey.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RzOXEgMawWI/AAAAAAAAAMw/l-y9pO_wtu4/s320/BytheRiverLiffey.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130610504122417506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dublino è una città sporca. Ma quasi nessuno se ne accorge perchè strade e marciapiedi vengono puliti in centro ogni 4 ore. Dublino è una città inquinata. Ma quasi nessuno se ne accorge perché piove ogni giorno. Dublino è una città con tanti alcolizzati. Ma quasi nessuno se ne accorge perché appena la Garda ne trova uno lo porta via. Dublino è una città piena di poveri e emarginati. Ma quasi nessuno se ne accorge perché appena un homeless o un immigrato clandestino chiede la carità per strada viene portato via dall’onnipresente poliziotto di quartiere o dalle Sorelle della Misericordia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il fatto che noi non vediamo le cose non significa che non esistano. Chi non vede ghetti pensa che non esistano. Invece ci sono. Basta avere gli occhi, il cuore e lo stomaco per cercarli e vederli. Forse chi vede in Dublino solo integrazione, progresso e opportunità non ha mai visto le dozzine di cinesi che dormono ogni notte affianco uno su l’altro sui pavimenti dei negozietti asiatici di Parnell Street. Non ha mai visto le sartorie di africani nei seminterrati senza finestre di Abbey Street a pochi metri dallo Spire. Oppure non ha mai notato i muratori moldavi pagati in nero che lavorano 14 ore al giorno nei nuovi palazzi di vetro e acciaio a Clontarf. O le stirerie pakistane nel nuovo quartiere posh di Dublino, cioè Smithfield in cui passano tutta la giornata a lavorare ragazzine di 14-15 anni a fianco ad appartamenti di 100 metri quadrati in vendita a 300 mila euro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Forse sarà il mio passato da operatore nella solidarietà internazionale, ma anche a Dublino non posso che chiedermi cosa stia facendo l’Occidente al Sud del mondo. Anche l’Irlanda, ex colonia che ha dovuto subire tanti abusi e violenze nella storia non è innocente. Con quale ipocrisia l’europeo impone regole e comportamenti come se i valori fossero ancora dell’Occidente quando invece tutto dimostra il contrario? Quale è la ragione per cui da ogni angolo del mondo i più disgraziati, i più poveri, i reietti della storia, le valanghe di straccioni, le orde di pezzenti e di medicanti invadono le città dovendo addirittura scimmiottare, per integrarsi, di essere educati, perbenisti, ipocriti come una immensa middle class europea?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Come non provare una immensa, profonda, proprio interiore vergogna nel vedere gli occhi del ragazzo indiano con la sua giubbetta McDonald steso sul letto nel tentativo di recuperare qualche ora di sonno fra un turno e l’altro? Il risultato è che ci stiamo contendendo le città palmo a palmo con i poveri. E io posso già vedere la vecchia Europa, con tutta la sua grandeur e la sua cultura conquistata dalle masse dei più miseri, dei più affamati, dei più sfruttati. Sarà la loro guerra. I poveri si vendicheranno seminando figli ovunque, riproducendosi a raffica come il crepitio delle mitragliatrici, occupando ogni postazione con i propri cadaveri, usando se stessi come forza di sfondamento. Vinceranno, e di loro, evangelicamente, sarà la terra. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: By the River Liffey, Dublin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Miriam Makeba - Pata Pata &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.ria.gov.ie/"&gt;www.ria.gov.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-2663286891903035711?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/2663286891903035711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=2663286891903035711' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2663286891903035711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2663286891903035711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/11/gli-invisibili.html' title='Gli Invisibili'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RzOXEgMawWI/AAAAAAAAAMw/l-y9pO_wtu4/s72-c/BytheRiverLiffey.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6147048494954718762</id><published>2007-11-06T22:26:00.000Z</published><updated>2007-12-23T17:33:38.525Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>Dublin ghetto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RzDq3-GGblI/AAAAAAAAAMg/x8AFQxtIRu4/s1600-h/dublinghetto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RzDq3-GGblI/AAAAAAAAAMg/x8AFQxtIRu4/s320/dublinghetto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129858222857285202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Dublino non ha una periferia degradata. Il degrado arriva fino in centro. A differenza di altre città con un centro pulito e lindo e un hinterland abbandonato, a Dublino trovi quartieri residenziali affianco a dormitori in periferia e ghetti insieme a quartieri bijoux in centro. Questo lo trovo meraviglioso e vitale. Ma anche sorprendente. Vado in centro per vedere alcuni appartamenti e mi trova di fronte la faccia nascosta di Dublino: quella dei ghetti per extracomunitari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’annuncio indicava un bilocale per 800 euro. Nulla per i prezzi folli di Dublino. Vado a cercarlo nei pressi di Mountjoy Square a Dublin 1 in pieno centro di Dublino. Trovo una palazzina di mattoni rossi schiacciata tra una strada senza uscita e un piccolo convento. Nell’ingresso c’è una specie di bureau. L’aria è pesante, sa di chiuso e di cibi fritti. Mi accoglie un pakistano piccolo e dalla pelle livida. Parliamo del prezzo e della modalita’ di affitto. Poi arriva una inserviente per portarmi a visitare il bilocale. E’ una donna grassa, esuberante, dai capelli rossi. Ha un’espressione incattivita, incarognita. Parla a scatti trascinandosi sulle scale. Indossa un camice bianco. Dal fianco destro pende sulla coscia un mazzo di un centinaio di chiavi e passepartout infilati in un grande anello. A ogni chiave e’ legata una targhetta metallica con su un numero o una lettera. Il rumore della ferraglia, scalino dopo scalino, è atroce. Come di un clangore di catene. Lei ha uno chignon rosso unto in cima al capo, come una frittella, e quando alza la gamba per affrontare il gradino il grembiule le scivola, torcendosi un poco, sulla natica e scopre il retro della coscia grumosa, di un biancore osceno, compressa in una calza di nylon arrotolata, come un insaccato  in un budello.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Salita la prima rampa di scale arriviamo in un corridoio strettissimo in cui passiamo con le spalle addossate alla parete. Di fronte c’è una parete bianca di compensato in cui si aprono piccole porte simili a quelle di un vagone letto. Lei sceglie una chiave e spalanca, verso l’interno, la porta. La luce è diffusa da neon che non si spengono mai, una luce lattiginosa e senza ombre. Nello stanzino c’è una branda, lenzuola arrotolate, un tavolino colmo di abiti, una sacca aperta traboccante di biancheria usata. Un giornale sportivo arrotolato attorno al neon. Non c’è la finestra. Un fornellino elettrico con un tegame, qualche tazza,  resti di caffe’. La puzza di cibo avanzato è insostenibile. La donna mi guarda, scuote la testa senza dire una parola. Allora lei prende a spalancare tutti uno dopo l’altro tutti i loculi di quel corridoio, cinque o sei. Uno dopo l’altro come un controllore. Non bussa, non parla. Ripete solo il prezzo del loculo. Sdraiato su un letto, vestito con la divisa puzzolente del McDonald, c’è un ragazzo di colore che dorme. Non protesta per quell’intrusione, si getta sotto il cuscino sul viso. In un’altra stanza c’è una finestra. Un piccolo angolo. Le pareti la tagliano dividendola con altri loculi in modo che al piano di sopra avranno una finestra a livello del suolo e qui a livello del bassissimo soffitto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La donna è ancora sulla soglia con il suo mazzo di chiavi in mano. Io dico semplicemente “Ho visto, le farò sapere” e cerco di andarmene. Voglio fuggire, dimenticare questa intrusione nella piccola e disperata intimità di questo popolo oppresso e sfruttato, che lavora una media di dieci, quindici ore al giorno per potersi pagare quegli avelli infernali. Scendo le scale e su un pianerottolo vedo una fila di porte strettissime, una a ridosso delle altre. Immagino di cosa si tratti. Ne apro una. In uno spazio inferiore al metro quadrato sono un w.c. e un piccolo lavandino. Una toilette bassa e claustrofobica come sugli aerei. L'unica differenza è che da qui non si va da nessuna parte, solo verso il dolore e i disperati abissi dell'emarginazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Devo camminare un pò per togliermi dalle narici l'odore di quell'inferno. Mi fermo in un pub per una pinta di Guinness.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Dublin CityCentre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Daniele Silvestri -  Io Fortunatamente &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.immigrantcouncil.ie/"&gt;www.immigrantcouncil.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6147048494954718762?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6147048494954718762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6147048494954718762' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6147048494954718762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6147048494954718762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/11/dublin-ghetto.html' title='Dublin ghetto'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RzDq3-GGblI/AAAAAAAAAMg/x8AFQxtIRu4/s72-c/dublinghetto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-5486312111425898013</id><published>2007-11-04T01:26:00.000Z</published><updated>2007-12-11T12:47:58.519Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='incontri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><title type='text'>Autunno Jazz – Passeggiate silenziose</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Ry0gMuGGbkI/AAAAAAAAAMY/ZKRTrxY0pM8/s1600-h/CharlesFort.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Ry0gMuGGbkI/AAAAAAAAAMY/ZKRTrxY0pM8/s320/CharlesFort.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5128790953549000258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La sera il concerto del Richard Galliano/Gary Burton Quartet è bellissimo. Molto deludenti invece i The Leaders e se Chico Freeman è il migliore sax tenore vivente come ha scritto Mojo io sono il miglior armonicista del creato. Per altro abbastanza d’urto il passaggio dai tango e le musette suonate da Galliano con il sincopato free jazz dei The Leaders. Nella seconda parte in effetti nonostante l’alto costo del biglietto parte del pubblico va via oppure dorme, come Sarah che informata dell’arrivo inaspettato decide comprensiva di rimanere nel teatro, mentre io verso le 11 vado alla stazione degli autobus di Cork. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Belén scende per prima. L’accolgo, le prendo la valigia, prendo il mio zainetto all’ostello e andiamo alla Crawford House, il B&amp;amp;B in stile georgiano con ampie stanze dipinte di morbido verde che ha prenotato per stanotte. Decide di pagare tutto lei e io a un certo punto cedo. In fondo il suo stipendio è quasi il doppio del mio ed è stata sua la scelta di venire qua. Fino all’arrivo al B&amp;amp;B quasi non parliamo. Parleremo invece tutta la notte fino all’alba. L’alba ci saluta che ancora ci confrontiamo e troppo stanchi per andare a dormire facciamo una passeggiata lungo i docklands di Cork, tra pescherecci e navi container ancorati sul bordo del Lee River. Incomincia a piovere e io cerco rifugio sotto una barca in riparazione mentre Belén danza sotto la pioggia. Vorrei essere altrove.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Torniamo alla Crawford House dove troviamo una allettante colazione con pane all'uvetta, marmellata fatta in casa e caffè preparato con la moka visto che sono italiano. Mangio solo io. Dormiamo qualche ora e poi giriamo silenziosi per Cork tra musicisti di strada e bande che fanno la loro allegra parata per le strade principali. Visitiamo il Lewis Glucksman (il migliore museo di arte moderna d’Irlanda) dove è allestita l’interessante mostra “Beyond the country” sul rapporto uomo/natura. Risaliamo il Lee South Channel e torniamo in centro. Mangiamo al Quay Co-op, ristorante vegetariano punto di riferimento della Cork alternativa, dove il cameriere/artista cerca di venderci alcuni suoi quadri. Il pomeriggio prima di ripartire prendiamo il treno per Cobh, isolotto posto alla foce del fiume Lee proprio davanti alla città di Cork, Great Island; nonostante ciò non servono imbarcazioni per raggiungerla, dato che è molto vicina alla terraferma alla quale è collegata con una serie di ponti con Fota Island. Cobh appare allegra e colorata anche se qui fece il suo ultimo scalo il Titanic e il Lusitania poche miglia al largo venne silurato nella seconda guerra mondiale (toccante dietro l’imponete cattedrale St Colman il cimitero dove sono sepolte molte salme). Cobh è un posto piacevole dove passeggiare e immaginare con commozione le migliaia di irlandesi che da qui partirono verso l’America per sfuggire alla carestia o alla povertà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La sera prendiamo il bus per Dublino. C’è stato poco jazz nella giornata. E mi accorgo solo ora che la mia ricerca di solitudine è stata fallimentare essendo sempre stato sempre con qualcuno al mio fianco durante i tre giorni (non sono riuscito al leggere una riga del mio libro). Sento il bisogno di lontananza anche durante il ritorno in autobus dove con Belén al fianco continua a esserci tensione. A un certo punto vedo Belén che cerca una posizione per riposare. Alzo il braccio e le offro un appoggio. Lei rifiuta. Io insisto. Lei si accovaccia. Le accarezzo i cappelli. Lei si volta verso di me, mi guarda sorridendo con gli occhi chiusi e mi stringe fino a farmi quasi soffocare. Le ricambio la stretta. Lei dopo pochi secondi cade in un sonno profondo e liberatorio fino a Dublino. Io non chiudo occhio. Al mio fianco non so più chi c’é. Di certo non più un amica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Charles Fort, Kinsale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Ryuichi Sakamoto - The Sheltering Sky&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.quaycoop.com/"&gt;www.quaycoop.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-5486312111425898013?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/5486312111425898013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=5486312111425898013' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5486312111425898013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5486312111425898013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/11/autunno-jazz-passeggiate-silenziose.html' title='Autunno Jazz – Passeggiate silenziose'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Ry0gMuGGbkI/AAAAAAAAAMY/ZKRTrxY0pM8/s72-c/CharlesFort.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-6214180935432344260</id><published>2007-11-01T14:13:00.000Z</published><updated>2007-12-11T12:47:58.521Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><title type='text'>Autunno Jazz – Per la contea di Cork</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RynfmeGGbhI/AAAAAAAAAMA/tZ-DzHQP-vc/s1600-h/corkjazzfestival.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127875502744694290" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RynfmeGGbhI/AAAAAAAAAMA/tZ-DzHQP-vc/s320/corkjazzfestival.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Arrivo allo Sheila’s Hostel con le compagne di viaggio in bus Rosa e Maria Sol due ragazze spagnole con cui si decide per andare insieme per Cork la mattina successiva. Erano alcuni anni che non frequentavo ostelli. Mi ero dimenticato che oltre che occasione di incontri sono anche momenti di condivisioni di odori e rumori. Nella mia camera da 4 trovo un ragazzo giapponese dal nome impronunciabile, una ragazza francese molto bella che dorme in tanga e mini body e un tipo con cui non scambio una parola, ma di cui non posso non notare il suo russare da trattore senza guarnizioni e il suo ph acido (in altre parole puzza come un coyote bagnato…). La bella francese pare abbia effetti sul giapponesino che si masturba selvaggiamente tutte le notti facendo cigolare per ore il suo letto a castello accordandosi al coyote-trattore che dorme sotto di me. Bella invenzione i tappi per le orecchie in gommina…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La mattina con Rosa e Maria Sol andiamo in giro per la città: si visita il tetro e toccante Cork City Gaol, si gira per le stradine di Shandon, si sale sul campanile della St Anne’s Church e suoniamo le campane del “Four-Faced Liar” (il campanile che in ogni facciata indica un’ora diversa). Dopo una lezione di danza jazz al Firkin Crane e un sandwich al T Cups Cafè cerco di convincere le ragazze della bellezza del jazz. Il modo migliore per approcciarsi al jazz è capire “come funziona” e vedere un concerto Dixieland. E quello che faccio. Il festiva Jazz di Cork si sviluppa in 3 momenti fondamentalmente: i grandi eventi nei principali teatri, il Guinness Festival Club al Gresham Metropol Hotel dove dalle 13 all’alba ci sono continui concerti gratuiti contemporaneamente in 6 salette, il Festival Fringe &amp;amp; Cork Jazz Week e il Musica Trail nelle strade, nei pub, nei ristoranti, nelle librerie, nei shopping centre, nei cinema, nei club, negli hotel, nei ristoranti dove si può assistere a musica live, parate stile New Orleans, mostre, video, conferenze, lezioni di danza, musica o cucina creola, etc. Molto divertente passare il pomeriggio al Gresham Metropol Hotel dove bevendo Guinness sulla elegante moquette si gira per salette in ricerca del proprio stile jazz preferito. Le ragazze spagnole dopo aver cantato a squarciagola When the Saints go marching In con i Golden Age of Jazz Allstars sono conquistate subito al jazz. Certe cose succedono solo in Irlanda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La sera la passo in giro per locali di Cork che quasi tutti aderiscono al festival e presentano musica live. Faccio crowl tra dozzine di concerti di ogni tipo per la città: al The Rob Roy c’è musica irish, al An Bodhran swing, allo Scott ska, al Long Valley blues, allo Old Oak rock revival, etc. Sarà il festival, sarà la divertente compagnia, ma Cork mi appare molto vitale. Ci vado insieme a Tatiana una ragazza italiana che studia a Cork che avevo conosciuto a Dublino un paio di mesi fa e sapendo della mia presenza si è offerta di portarmi in giro la sera (non di giorno perché sta preparando un esame). In un locale si aggregano a noi 2 ragazze di Sligo e un danese qua per il festival. Dopo qualche Guinness sembriamo amici da sempre. Certe cose succedono solo in Irlanda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il giorno dopo vado a Kinsale una cittadina ricca di vita e di colore. Strette case serpeggianti, case minuscole, barche da pesca e yacht danzanti alla fonda conferiscono al luogo un aura seducente. Sul pulmann incontro Sarah, la fidanzata inglese di un chitarrista che suona al festival di Cork. Mentre mi racconta la sua vita facciamo i 3 chilometri di sentiero sulla splendida costa fino al Charles Fort, una fortezza seicentesca con la pianta a stella. A pranzo accompagnati dalla musica live dei The Chili Brothers per il Kinsale Jazz Fringe Festival (una succursale di quello di Cork) mangiamo al Muddy Maher’s insieme a un paio di pinte di Kinsale (una discreta lager locale) un Ocean Chowder e il famoso Muddy’s Fish Fry up!, cioè una fantastica zuppa oceanica e un gigantesco piatto di scampi, ostriche, fish cake, gamberetti, fish goujions e french fries. Il pomeriggio ascoltiamo un po’ di musica negli allegri locali della cittadina e decidiamo di vedere insieme il concerto la sera al Everyman Palace Theatre di Cork. Suonano i grandi Richard Galliano/Gary Burton Quartet e i The Leaders capitanati da Chico Freeman, che si dice sia il miglior sax tenore vivente. Prendiamo il pulmann delle 16.45 e in viaggio decidiamo di scambiarci i numeri di cellulare per rivedersi la sera. Riaccendo il Motorola che da 2 giorni tenevo spento e trovo 5 sms papiro di Bélen. Nell’ultimo mi dice che deve parlarmi subito di persona. Che sta venendo a Cork. Che ha prenotato un B&amp;amp;B per noi stanotte. Che è sicura di trovarmi al suo arrivo. Che sarà a Cork alle dieci e mezzo di sera. Novità in arrivo…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;[continua….]&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Golden Age of Jazz Allstars, Gresham Metropol Hotel, Cork&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Richard Galliano - Opération tango&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.muddymaher.com/"&gt;www.muddymaher.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-6214180935432344260?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/6214180935432344260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=6214180935432344260' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6214180935432344260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/6214180935432344260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/11/autunno-jazz-per-la-contea-di-cork.html' title='Autunno Jazz – Per la contea di Cork'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RynfmeGGbhI/AAAAAAAAAMA/tZ-DzHQP-vc/s72-c/corkjazzfestival.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-3864175940756218792</id><published>2007-10-29T23:55:00.000Z</published><updated>2007-12-09T11:47:00.771Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>Autunno Jazz - Preambolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RyuMI-GGbiI/AAAAAAAAAMI/PWG-K52y_lc/s1600-h/corkview.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RyuMI-GGbiI/AAAAAAAAAMI/PWG-K52y_lc/s320/corkview.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5128346686426869282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ogni anno l’autunno mi porta di questi sentimenti. Bisogno di silenzi, di solitudine, di ricordi. Bisogno di viaggiare. Di ricapitolarmi. Bisogno di riflessione. La terra mi chiama a sé e mi invita a raccogliermi. E io sento questo richiamo e lo seguo. So solamente che devo mettermi in viaggio e cambiare routine. Vorrei dormire anni, mille anni, sdraiato in un bosco silenzioso, su di un letto di foglie gialle abbaglianti, o rosse come la vite a ottobre, o arancioni come gli aceri canadesi, o carnosamente violacee.&lt;br /&gt;Piu' semplicemente venerdì ho l'early day e esco dall’ufficio alle 15 e lunedì 29 in Irlanda e' bank holiday e non si lavora. Dal 26 al 29 ottobre a Cork c’è il Guinness Jazz Festival quello che i giornali chiamano “The Jewel in the Crown of the Irish Festivals”. Quello da farsi è subito chiaro: prenoto 3 notti in ostello a Cork e un paio di concerti. Non ne parlo con nessuno. Ho voglia di andare solo e stupirmi degli incontri che farò. Ho radunato il mio scarno bagaglio nel mio zainetto di velluto verde. Porto con me un solo libro che intendo leggere, riga dopo riga, come i versetti della Bibbia. Ho un quaderno per scrivere, una Pro Harp in Fa e una Blues Harp in Do da suonare e un lettore MP3 per ascoltare musica.&lt;br /&gt;Venerdì prendo l’autobus Bus Eireann delle 18, il numero 8. Dovremmo arrivare alle 22 e 25, ma Cork ci accoglie sotto una fitta pioggia che sono quasi le 2. Il viaggio Dublino-Cork dura oltre 7 ore a causa di uno scontro tra tir dalle parti di Urlingford che ci blocca per un paio di ore. Inoltre nei pressi di Cashel una ragazza che viaggia con noi ha un malore e aspettiamo per oltre un’ora un furgoncino anni 70 senza una sirena che proviene dall’ospedale distante meno di 30 chilometri. Il furgoncino che qua definiscono ambulanza rappresenta bene la disastrata situazione della sanità irlandese. Nell’attesa nessuno si lamenta, ma assisto a una gara di solidarietà per dare qualcosa alla ragazza febbricitante che accetta imbarazzata acqua, cuscini, giubbotti, salviette, e whisky (!?). Certe cose succedono solo in Irlanda.&lt;br /&gt;Nella fredda e piovoso notte Cork mi appare una fredda città quasi mitteleuropea. Il suo vitale animo mediterraneo lo scoprirò a breve. Ci sono state sorprese lungo il tragitto, non saranno le ultime di questo lungo week end nell’Irlanda del sud.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;[continua…]&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pic: Lee River di Cork&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Carlsberg Brass Band – New Secon Line&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.corkjazzfestival.com/"&gt;www.corkjazzfestival.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-3864175940756218792?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/3864175940756218792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=3864175940756218792' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3864175940756218792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3864175940756218792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/10/autunno-jazz-preambolo.html' title='Autunno Jazz - Preambolo'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RyuMI-GGbiI/AAAAAAAAAMI/PWG-K52y_lc/s72-c/corkview.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-4170572665852101595</id><published>2007-10-24T21:49:00.000+01:00</published><updated>2007-12-09T11:46:37.906Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='shopping'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trasporti'/><title type='text'>National Map Centre</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Rx-wX5g9PJI/AAAAAAAAALg/V9UmlZT8ecI/s1600-h/nationalmapcentre.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Rx-wX5g9PJI/AAAAAAAAALg/V9UmlZT8ecI/s320/nationalmapcentre.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125008825593445522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Al 34 di Aungier Street c'è un angolo di poesia. Il National Map Centre. Un piccolo spazio caotico ricco di cartine, mappe, documenti e rilevazioni. Volete fare un trekking a Blarney, Killarney o Cliffs of Moher senza intrupparvi in un turistico torpedone farcito di anziani turisti teutonici? Questo è il posto giusto per voi! Trovate tutte le mappe con sentieri, elaborazioni orografiche, foto satellitari e tracciati militari. Dell'Irlanda ovviamente.&lt;br /&gt;E se apparirete abbastanza simpatici a Mark, il timido direttore nel centro, riuscirete forse anche a dare un'occhiata al seminterrato dove tra scaffali stippati di foldoni in una inebriante aria mista muffa/polvere vengono archiviate le vecchie mappe dei primi del novecento con incise sopra frasi ingiuriose contro gli inglesi dominatori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: National Map Centre, Dublin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Samuele Bersani - Giudizi Universali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana; font-style: italic;" href="http://www.mapcentre.ie/"&gt;www.mapcentre.ie&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-4170572665852101595?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/4170572665852101595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=4170572665852101595' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/4170572665852101595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/4170572665852101595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/10/national-map-centre.html' title='National Map Centre'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Rx-wX5g9PJI/AAAAAAAAALg/V9UmlZT8ecI/s72-c/nationalmapcentre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-753893155950262977</id><published>2007-10-19T20:42:00.000+01:00</published><updated>2007-12-23T17:33:57.314Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pub e locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><title type='text'>Il meglio di Dublino – Parte prima</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RxkLd5g9PII/AAAAAAAAALY/dIGYIN3_yEk/s1600-h/spire.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123138659393813634" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RxkLd5g9PII/AAAAAAAAALY/dIGYIN3_yEk/s320/spire.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="font-family: verdana; text-align: justify; font-weight: bold; color: rgb(150, 189, 104);"&gt;&lt;li&gt;Chester Beatty Library&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il miglior museo irlandese e uno dei più belli al mondo. Una collezione di manoscritti, libri rari, dipinti in miniatura, tavolette d’argilla, calligrafie, costumi e ogni oggetto che avesse un'anima raccolti in tutto il mondo dall’ingegnere minerario Chester Beatty. Non perdete la terrazza zen sul tetto e i rotoli di pergamena e opere d’arte provenienti da Cina, Giappone, Tibet e sud est asiatico.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(150, 189, 104);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;The Spire&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La scultura più alta al mondo. Lo Spire progettato e realizzato per commemorare la fine del millennio e sostituire la Colonna di Nelson fatta esplodere dall' IRA nel 1966 è il vero simbolo della Dublino di oggi. Fantastica torre d’acciaio costata 4 milioni di euro alta 120 metri per 3 metri di diametro alla base per 15 centimetri sulla punta e 126 tonnellate di peso, è luogo di ritrovo e orientamento, omaggio alla lotta contro la dipendenza dall’eroina, simbolo della riappacificazione irlandese, emblema della rinascita economica dublinese.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(150, 189, 104);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’atmosfera&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ottimistica, giovane, serena, proiettata al futuro, cosmopolita, vitale. Come la New York dei primi del 900. Un temporaneo o permanente approdo verso nuovi percorsi ricchi di speranza.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(150, 189, 104);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Kilmainham Gaol&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Se volete conoscere la storia dell’Irlanda e di Dublino più utile della lettura di tanti libri di storia è la visita alle gotiche prigioni di Kilmainham, magari guidati dalla vecchia guida George, che vi parlerà con trasporto nazionalistico di queste prigioni che videro al loro interno sia masse di irlandesi che si facevano imprigionare nelle gelide celle per sfuggire alla drammatica carestia dell’ottocento sia i nazionalisti irlandesi che qua passarono anni o furono giustiziati dagli inglesi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-weight: bold; color: rgb(150, 189, 104);"&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;I pub&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Mille e più pub dove chiacchierare, leggersi un libro, bere birra, vedere partite di rugby o hurling, innamorarsi, ballare nel piano di sopra o nel seminterrato, ascoltare grandiosi musicisti, mangiare un irish stew o un fish and chips, giocare a bigliardo, prendere il sole o sfuggire alla pioggia, … e altro ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: The Spire, O'Connell Street, Dublin&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Christy Moore - Tippin' It Up To Nancy&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.cbl.ie/"&gt;www.cbl.ie&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-753893155950262977?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/753893155950262977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=753893155950262977' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/753893155950262977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/753893155950262977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/10/il-meglio-di-dublino-parte-prima.html' title='Il meglio di Dublino – Parte prima'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RxkLd5g9PII/AAAAAAAAALY/dIGYIN3_yEk/s72-c/spire.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-3593465499922245109</id><published>2007-10-13T15:56:00.002+01:00</published><updated>2009-05-09T17:20:49.299+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><title type='text'>Sardità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RxfD6pg9PGI/AAAAAAAAALI/VwRHvuN2sFQ/s1600-h/paolofresu.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RxfD6pg9PGI/AAAAAAAAALI/VwRHvuN2sFQ/s320/paolofresu.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5122778513501142114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sono sardo. Anche se non parlo sardo e a malapena lo capisco. Non sono uno di quelli che rivendica l’identità, le radici e la famiglia come valori assoluti. Preferisco come valori la tolleranza, l’inclusività e la multiculturalità. Ci sono momenti in cui però mi sento più sardo e riscopro le caratteristiche della mia terra che anche se volessi non potrei cancellare dal mio carattere come la dignità, l'ospitalita' o la totale mancanza di senso dell'umorismo. Rifletto su questo in occasione di due avvenimenti capitati nei giorni scorsi: la scomparsa di Tzia Raffaela Monni e il concerto di Paolo Fresu a Dublino. L'idiozia nazista di certi giudici tedeschi preferisco non commentarla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Tzia Raffaela Monni è morta a 109 anni ad Arzana; era la donna più anziana d’Italia ed era stata inserita nel programma scientifico denominato "A kent'annos" (A cent'anni), un insieme di indagini volte a scoprire il perché dell'alta concentrazione di centenari in Sardegna, e in particolare proprio nella mia Ogliastra (speriamo bene per la mia longetività!).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Paolo Fresu invece, all'interno del Dublin Theatre Festival, al Vicar St ha portato a Dublino lo spettacolo Sonos’e Memoria, il bellissimo spettacolo fatto dalle immagini di repertorio sulla Sardegna dal 1920 al 1959 raccolte da Gianfranco Cabiddu con colonna sonora orginale composta dallo stesso Paolo Fresu eseguita dal vivo. Nello spettacolo si cerca di ripensare la propria cultura, esplora un territorio nuovo, tutto da scoprire. È musica per immagini e immagini per la musica. Un viaggio in una Sardegna insolita, fuori da coordinate geografiche e temporali, quasi esotica, astratta. Con Fresu ho ritrovato i migliori musicisti sardi: Furio di Castri, Elena Ledda, Mauro Palmas, Antonello Salis, Federico Sanesi e il mio vecchio maestro di launeddas Luigi Lai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sono sardo. Anche se non parlo sardo e a malapena lo capisco. Ma ormai da diversi anni quando mi chiedono “Where are you from?” non rispondo più “I’m from Italy”, ma “I’m from Sardinia”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Paolo Fresu - Sonos 'e Memoria al Vicar St (photo by Belén)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Stefano Bollani Quintet – Sardità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?gl=IT&amp;amp;hl=it&amp;amp;v=Se7JsHHaGzw"&gt;Tzia Raffaela Monni&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-3593465499922245109?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/3593465499922245109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=3593465499922245109' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3593465499922245109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3593465499922245109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/10/sardit.html' title='Sardità'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RxfD6pg9PGI/AAAAAAAAALI/VwRHvuN2sFQ/s72-c/paolofresu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-5408035542389858187</id><published>2007-10-09T21:55:00.000+01:00</published><updated>2007-12-11T12:47:23.572Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trasporti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>Un week end pre-moderno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Rwvr7Zg9PAI/AAAAAAAAAKc/LLSi1n4awVc/s1600-h/savetara.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Rwvr7Zg9PAI/AAAAAAAAAKc/LLSi1n4awVc/s320/savetara.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119444807130627074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La Hill of Tara ad un occhio poco attento potrebbe sembrare un campo da golf mal livellato, ma in realtà è il posto più magico d’Irlanda. Un luogo di una energia straordinaria. Un energia potente quanto quella che ho trovato nella Moray Firth coast in Scozia presso la comunità di Findhorn e a Somunca Baba in Turchia tra danzatori sufi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Tara fu la dimora dei druidi, i mistici re-sacerdoti delle antiche popolazioni celtiche. Più tardi fu la capitale cerimoniale degli “alti re” che governarono il paese fino all’avvento del cristianesimo, nel VI secolo. I celti pensavano che Tara fosse la sacra dimora delle divinità e la porta di accesso all’oltretomba. E inquietante pensare che il governo intenderebbe far passare attraverso il sito un tratto della N3 lungo 9 miglia, con un gesto di vandalismo sponsorizzato dallo stato che ha creato molte polemiche e un presidio stabile sul sito. Con Belén si decide sabato di partecipare alla protesta e dormire la notte presso l’accampamento che si è creato vicino alla Hill of Tara.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Prendiamo l’autobus Bus Eireann 109 con fermata Tara Cross. Durante il viaggio commentiamo l’articolo comparso in prima pagina sul The Irish Time sulla generazioni di “bambaccioni” italiani come ci ha definiti giustamente il Ministro dell’Economia. E' difficile spiegare a Belén che in Italia la generazione nata negli anni settanta e ottanta è una generazione perduta e senza futuro, spiegare che in Italia non esistono sussidi alla disoccupazione, che esiste la flessibilità senza ammortizzatori sociali, che la spesa per le pensioni assorbe quasi tutte le risorse del welfare mentre i vecchi di domani non avranno pensione, che l’Italia è composta da caste e corporazioni, che il 59% degli italiani tra i 18 e i 34 anni vive ancora con i genitori (contro il 10% della sua Spagna). La cosa più difficile da spiegare è come mai i giovani italiani accettino tutto ciò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Tara troviamo una giornata rigogliosamente calda come mai da settimane. Con perplessità e curiosità mi lascio guidare da Belén alla scoperta dei punti sacri e spirituali della torbiera e facciamo riti celtici vagamente ridicoli presso il Ràth of the Synods, il Mound of the Hostages e la Banquet Hall. La sera andiamo all’accampamento per una frugale cena. Si sta tenendo una meditazione guidata. Dopo la cena si parla del popolo Birmano, si beve sidro e si cantano canzoni pacifiste intorno al fuoco fino a quando la nebbia ce lo permette  e io mi sento nel posto giusto nel momento giusto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Peccato che si debba dormire in tenda e io odio i campeggi. Io e Belén finiamo in una tenda igloo verde vicino a una tipi tent dentro a 2 sacchi a pelo del tipo “a mummia” o a “larva” che si stringono nella parte inferiore impedendoci qualunque tipo di mobilità. Opportuni in quanto utile barriera alle “tentazioni della carne” (il sesso si sa rovina le belle amicizie), ma piuttosto opprimenti quando nella notte sentiamo avvicinarsi un animale (un banale equino per me, un ancestrale “ariete celtico” per la compagna di tenda…).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il giorno dopo si passa la giornata in passeggiate, meditazioni, cucina, riti sciamanici e conoscenza della &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;della variopinta comunità che presidia la zona: studenti irlandesi del Trinity, turisti canadesi, hippy svizzeri, anziana coppia di tedeschi in camper, associazione celtica danese, bikers neozelandesi, ricercatrice sudafricana.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; Io racconto che nello stesso giorno in Italia si sta svolgendo la Marcia della Pace Perugia-Assisi con 200.000 partecipanti. Le poche dozzine di presidianti si stupiscono dell’alto numero dei &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;partecipanti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; e allora io parlo dei 2 milioni di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;presenti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; a Roma contro la guerra in Iraq o delle affollate manifestazioni contro la base Nato a Vicenza o contro la TAV in Piemonte. E per la prima volta da quando sono in Irlanda mi sento orgoglioso di essere italiano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Accampamento Save Tara Valley&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Lùnasa - Enàir&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana; font-style: italic;" href="http://www.savetara.com/"&gt;www.savetara.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-5408035542389858187?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/5408035542389858187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=5408035542389858187' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5408035542389858187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5408035542389858187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/10/un-week-end-pre-moderno.html' title='Un week end pre-moderno'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Rwvr7Zg9PAI/AAAAAAAAAKc/LLSi1n4awVc/s72-c/savetara.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-5928770292137214363</id><published>2007-10-02T23:02:00.000+01:00</published><updated>2007-12-11T18:04:59.034Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pub e locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cucina'/><title type='text'>Hemmingway’s</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RwLCZpg9O_I/AAAAAAAAAKU/hbp5Jt2wgiM/s1600-h/hemmingways.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116865872542907378" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RwLCZpg9O_I/AAAAAAAAAKU/hbp5Jt2wgiM/s320/hemmingways.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A proposito di mare, vi segnalo uno dei miei locali preferiti di Dublino. Si chiama Hemmingway’s e si trova di fronte alla Dublin Bay, sulla Vernon Avenue a poca distanza da casa mia. E’ una vecchia pescheria in cui Mister Wilkins, il baffuto proprietario, ha deciso di aggiungere quattro tavolini quattro e alcune dozzine di bottiglie di vino su delle vecchie assi in rovere poste sulle pareti. Nella tarda mattinata e nel tardo pomeriggio oltre che comprare del pesce sempre fresco ci si può anche fermare all’interno e insieme a un bicchiere di Verdicchio o di Chardonnay ci si può far cucinare dalla gentili figlie quello che offre il pescato del giorno. Cioè meravigliosi e opulenti piatti di crab salad, seafood, scampi, whole lobster, roast salmon o rock oysters. Tutto per pochi euro.&lt;br /&gt;Il posto piaceva in particolare a Marianne e alle mie coinquiline francesi e ogni settimana si andava a spendere qualche euro da quelle parti. Consiglio vivamente una visita, ma affrettatevi: il locale sconosciuto ai più questa estate ha incominciato ad affollarsi ed il proprietario ha deciso di ristrutturalo e a breve chiudere per qualche settimana. Spero in una semplice rinfrescata alle umide e stupendamente decadenti pareti e non la trasformazione di un amichevole e caldo ritrovo in un algido ristorante boutique con prezzi impossibili come tanti a Dublino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;em&gt;Pic: Hemmingway’s, Seafood Delicatessen&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;em&gt;Song: Ceoltóirí Chualann &amp;amp; Sean Ó Riada - O'neill's Hornpipe&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-5928770292137214363?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/5928770292137214363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=5928770292137214363' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5928770292137214363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/5928770292137214363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/10/hemmingways.html' title='Hemmingway’s'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RwLCZpg9O_I/AAAAAAAAAKU/hbp5Jt2wgiM/s72-c/hemmingways.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-1086174133106592332</id><published>2007-09-30T22:36:00.000+01:00</published><updated>2008-01-26T14:46:22.983Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Non photo reposare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RwAZo5g9O-I/AAAAAAAAAKM/rrV6RFM1KAA/s1600-h/goloritze.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RwAZo5g9O-I/AAAAAAAAAKM/rrV6RFM1KAA/s320/goloritze.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116117367117396962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quanto costa il mare? Non è facile rispondere. Nel mio caso una sveglia alle 6 e 30 di mattina tutti i giorni feriali. Infatti preferisco abitare di fronte alla baia di Dublino e sentire la brezza marina tutte le sere che stare vicino al business park dove lavoro a Dublin West. Esistono vari tipi di mare. Per ragioni affettive e climatiche sono legato a quello della mia Sardegna che non andavo a trovare da Maggio. Ora sono appena tornato da alcuni giorni sardi dove ho fatto il mio classico percorso Arbatax / Ogliastra: passeggiata serale a CoccoRocci, gita in gommone per Cale, visita osservatorio astronomico di Monte Armidda, trekking a Goloritzè, escursioni mistiche a Domus de Janas e Nuraghi, bagno di mezzanotte al Golfetto, mangiata di Culurgiones e Sebadas.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Per l'occasione ero in compagnia di Korinna una ragazza ungherese e della sua amica Réika. Ho conosciuto Korinna 3 anni fa quando coordinai nel Lazio un campo di lavoro internazionale (uno dei migliori a cui abbia partecipato e il meglio riuscito che abbia mai organizzato); 3 anni fa quando non avrei mai pensato di poter lavorare in una multinazionale americana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;A Dublino mi ha accolto il sole. Forse l'estate non è ancora finita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: A Cala Goloritzè - Sardegna (photo by Réika)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Andrea Parodi - Non Potho Reposare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://roiate.freetools.it/"&gt;www.roiate.3000.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-1086174133106592332?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/1086174133106592332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=1086174133106592332' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1086174133106592332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/1086174133106592332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/09/non-photo-reposare.html' title='Non photo reposare'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RwAZo5g9O-I/AAAAAAAAAKM/rrV6RFM1KAA/s72-c/goloritze.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-4147820185085888072</id><published>2007-09-25T10:27:00.000+01:00</published><updated>2008-01-26T14:47:08.054Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Hazlitt's House</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RvjU5KB8ToI/AAAAAAAAAKE/GVzeLdJcKTc/s1600-h/hazlitt%27s_house.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RvjU5KB8ToI/AAAAAAAAAKE/GVzeLdJcKTc/s320/hazlitt%27s_house.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114071455289331330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sono trascorsi alcuni giorni da quando sono a Londra. Ho lasciato l'appartamento di Theo perchè il suo fidanzato è tornato ieri da Lisbona e ho trovato rifugio in un piccolo albergo, lì a due passi. Si chiama Hazlitt's House. Le camere non hanno numero, ma il nome di ospiti del XVIII secolo. Io abito all'ultimo piano, nella stanza William Duncomb. La stanza è profumata di legno, ha mobili in stile country, di ciliegio chiaro. C'é un caminetto dove ho ammassato i regali irlandesi per i miei nipotini sardi che vedrò stasera. Ci sono 2 poltrone e due grandi letti. La mattina una ragazza olandese mi porta la colazione. Il pane è sempre caldo, come i croissant. Il caffé fragrante e bollente. Ieri mi sono portato in camera un paio di lattine di birra e dei sandwich che ho consumato in piedi, accanto alla finestra, guardando nel palazzo di fronte.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La sera passo la solita ora al Brief Encounter, un pub in St. Martin's Lane. E mi mescolo a centinaia di uomini che chiaccherano e bevono, ai ragazzi fashion, agli impiegati con la loro valigetta ventiquattrore ritta in mezzo alle gambe, ai giovani di colore, alle old queens che cantano in coro, al piano di sotto, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;West Side Story&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;My Fair Lady&lt;/span&gt;, tutte strette attorno a un pianoforte a coda.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nessuno mi parla e mi importuna e io mi sento bene fra quei boccali di birra che girano sulla mia testa, fra quella gente che mi sembra allegra, o quantomeno, che non nasconde la voglia di cantare e fare chiasso. Osservo in un angolo, seduto su uno sgabello se ho la fortuna di trovarne uno libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pic: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Hazlitt's House, Soho, London&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Song: Frederick  Loewe - On the Street Where You Live&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.viewlondon.co.uk/whatson/soho-london-feature-1710.html"&gt;www.viewlondon.co.uk&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-4147820185085888072?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/4147820185085888072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=4147820185085888072' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/4147820185085888072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/4147820185085888072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/09/hazlitts-house.html' title='Hazlitt&apos;s House'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RvjU5KB8ToI/AAAAAAAAAKE/GVzeLdJcKTc/s72-c/hazlitt%27s_house.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-3615193971653179073</id><published>2007-09-22T09:16:00.000+01:00</published><updated>2007-12-09T11:41:17.987Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>London Calling</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RvZBK6B8TnI/AAAAAAAAAJ8/lqvNwmMX2f0/s1600-h/London+By+Night+-Piccadilly+Circus+Area.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RvZBK6B8TnI/AAAAAAAAAJ8/lqvNwmMX2f0/s320/London+By+Night+-Piccadilly+Circus+Area.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113346082557677170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Cari i miei 20 lettori quotidiani vi scrivo da Londra. Mi sono preso un po’ di ferie per riposarmi dai daily ticket return della domenica, le levataccie giornaliere alle 6.30 per andare a lavoro e le inevitabili uscite infrasettimanali. Vado a fare qualche bagno di sole e di mare in Sardegna. Sono da queste parti dato che i voli Dublino-Londra e Londra-Alghero costano insieme meno del diretto Dublino-Alghero. Ne approfitto e rimango un paio di giorni a Londra così faccio shopping e saluto qualche amico. Se succedesse qualcosa di straordinaria importanza e fosse riferibile pubblicamente magari vi faccio sapere. Per ora posso dirvi che nonostante a Londra ci sia vissuto per poco tempo appena arrivato mi sono sentito più a casa rispetto alla fredda Milano, che per lavoro ho visitato il mese scorso e dove ho passato quasi tutti i miei ultimi 3 anni di vita. Ed è tornato un dubbio rimosso: “Non era meglio andare a Londra invece che a Dublino?”. Non vorrei annoiarvi tentando di descrivere le differenze tra Londra e Dublino e tra Inglesi e Irlandesi. Diciamo che l’atmosfera e la birra dei pub irlandesi sono decisamente migliori di quelle delle “Public House” inglesi, però i Monty Python non potevano che nascere in Inghilterra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: London By Night - Piccadilly Circus Area&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: The Clash - London Calling&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://www.pythonline.com/"&gt;www.pythonline.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-3615193971653179073?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/3615193971653179073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=3615193971653179073' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3615193971653179073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3615193971653179073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/09/i-need-sun.html' title='London Calling'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RvZBK6B8TnI/AAAAAAAAAJ8/lqvNwmMX2f0/s72-c/London+By+Night+-Piccadilly+Circus+Area.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-2747199775983453942</id><published>2007-09-17T22:30:00.001+01:00</published><updated>2007-12-11T12:47:58.524Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='archeologia e musei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trasporti'/><title type='text'>Signor Ozio e Signora Curiosità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Ru7yMblxCGI/AAAAAAAAAJk/whdZmDwUxvw/s1600-h/longroom.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111288922490603618" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Ru7yMblxCGI/AAAAAAAAAJk/whdZmDwUxvw/s320/longroom.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Mi piace la domenica rimanere a letto fino alle due del pomeriggio. Mi sveglio nel mezzo della mattinata all’abbaiare di un cane o quando il vento bussa alle mie finestre. Allora pigramente mi alzo, mugugno qualcosa alle francesine coinquiline che di solito si fanno crépes senza offrirne mai, metto la mia salopette domestica, scendo al Centra sotto casa e compro le edizioni domenicali dell’Irish Times e dell’Indipendent e 2 o 3 donuts ai mirtilli e al cioccolato. Torno a casa, faccio una spremuta di arance spagnole di importazione e la sorseggio con le paste. Dopodiché salgo nella mia camera, metto un po’ di musica barocca o chillout di sottofondo (Byork, Vangelis, Yann Tiersen, etc.) e distribuisco i circa 5 chili di giornali ed inserti connessi sul mio letto a 2 piazze e incomincio a leggerli indolentemente. Una variante è costituita dalla rara presenza di una giovane donna al mio fianco a cui stropicciarsi in sostituzione dei quotidiani. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Un paio di volte al mese mi capita di imbruttirmi e rigenerarmi nell’accidia e nell’ozio creativo anche a me in questo modo. Ma questo raramente e solo dopo aver passato un sabato (o un venerdì) di devastante diletto la sera prima fino all’alba. In caso contrario mi sento in colpa ad intorpidirmi con tutte le cose che ancora devo conoscere dell’Irlanda. Questo sabato mattina era una buona giornata per impigrirmi. Nonostante la consueta sveglia alle sei e mezza, mercoledi' e giovedi avevo fatto le ore piccole a vari spettacoli del Dublin Fringe Festival (consiglio gli spettacoli quotidiani grotteschi al Samuel Beckett Theatre e i concerti delle 10pm al Spiegeltent sui Docklands) dove io tra le altre cose mi sono fatto fare lo scalpo da 10 bambini coiffeurs di 10 anni durante una performance e durante un "art raid" sono stato invitato a rubare una opera d'arte sotto lo sguardo di una guardia. Inoltre il venerdì sera subito dopo il lavoro approfittando della “notte bianca” dublinense (qua chiamata “culture night”) ho fatto visita gratuitamente a molte attrazioni e monumenti non ancora visti (St Patrick Catedral, Irish Writer's Museum, Dublin City Hall, GAA Museum, etc.) più una mezza dozzina di gallerie d’arte in cui ho visto diverse croste e sorseggiato troppi merlot. La cosa più interessante del tour è stata la visita alla Trinity College Library che custodisce il famoso Book of Kells e soprattutto la magnifica e imponente Long Room della Old Libray vista con una dolce amica polacca con cui ho condiviso a lume di candele un risotto e delle bruschette al Dunnes e Crescenzi. E per finire la serata alle 2 della notte sono finito in un “leaving party” di un collega in un affollato pub di Temple Bar.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il giorno dopo la mia giornata di ozio è stata leggermente modificata dalla amica jazz Daniela che vista la bella giornata mi propone una gita a Bray. Si arriva con il Dart alle 5 e mezza mentre ancora coraggiosi irlandesi fanno il bagno come feci anche io a Giugno nella stessa spiaggia. Purtroppo propongo di fare una passeggiata lungo la costa in direzione Greystones. La passeggiata è spettacolare, ma tremendamente lunga e dopo quasi 3 ore di marcia non siamo ancora arrivati. Arriva il buio, ci perdiamo, abbandoniamo il sentiero lungo la costa e andiamo per campi tra rovi e ortiche quando finalmente vediamo in lontana il villaggio di Greystones. Attraversiamo alcuni campi di grano, entriamo in una proprietà privata e come Hansel e Gretel chiediamo la direzione alla vecchia padrona di casa. La casa non è di marzapane e la vecchia non è una strega: ci indica la giusta direzione e dopo gli ultimi chilometri di cammino, ceniamo in un ristorante cinese e prendiamo l’ultimo treno, quello delle 23.10. Anche questa volta la bulimica signora curiosità ha vinto sul trascurato signor ozio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E domenica del giorno dopo partirò all’alba per Trim dove in un vecchio castello si terrà una giostra, un festival di musica sacra e un banchetto medioevale. Ma questo è già un altro post. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Particolare Long Room - Trinity Collage&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Yann Tiersen - J’y suis jamais allé&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.culturenight.ie/"&gt;www.culturenight.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-2747199775983453942?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/2747199775983453942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=2747199775983453942' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2747199775983453942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/2747199775983453942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/09/signor-ozio-e-signora-curiosit.html' title='Signor Ozio e Signora Curiosità'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/Ru7yMblxCGI/AAAAAAAAAJk/whdZmDwUxvw/s72-c/longroom.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-7218102629278875966</id><published>2007-09-12T21:46:00.000+01:00</published><updated>2007-12-23T17:35:11.242Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sport'/><title type='text'>Meath are magic, Cork are tragic!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RuhT9rlxCFI/AAAAAAAAAJc/sZTjP8Ve30E/s1600-h/crokepark.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RuhT9rlxCFI/AAAAAAAAAJc/sZTjP8Ve30E/s320/crokepark.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5109426096390080594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;L’estate irlandese significa tante cose per ognuno di noi: lunge serate, giornate di sole frammezzate da immancabili acquazzoni, i corsi di inglese estivi, le vacanze d’agosto. Per gli irlandesi l’estate significa soprattutto il GAA Championship, cioè le finali degli sport gaelici (hurling e football gaelico su tutti). E allora che meglio fare un sabato pomeriggio estivo che vedersi la semifinale nazionale di calcio gaelico nel mitico Croke Stadium? La partita è Cork-Meath, vinta da quest’ultima.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il calcio gaelico si gioca con una palla simile a quella del calcio "normale", ma i giocatori possono utilizzare sia mani che piedi. Le porte sono simili a quelle del rugby. Quando la palla passa tra i due pali verticali e sotto di quello orizzontale si marcano tre punti, quando la palla passa tra i due pali verticali ma sopra quello orizzontale un solo punto. Il football gaelico è lo sport più popolare in Irlanda. Più dello snobistico rugby o del britannico calcio. Assistere ad una partita di calcio gaelico al Croke Park tra la folla entusiasta che intona con incessante entusiasmo cori in un’atmosfera di grande eccitazione è un’esperienza da non perdere. La passione di uomini, donne, anziani e bambini che tifano quasi tutti con indosso le magliette della loro squadra è assai diversa dal tifo calcistico. Innanzitutto non ci sono curve e si sta in 82.000 mischiati e solidali tra sfottò e mangiate di pollo fritto. La giornata inoltre è una grande festa collettiva, con tifosi che vengono da contee anche lontane da Dublino apposta per le partite. E dopo 70 minuti di tifo comunque sia andata si sta tutti insieme, rauchi per le urla, a bersi una Guinness. E quando torno a casa ho ancora nella testa l'urlo incessante del mio vicino di poltroncina allo stadio: "Meath are Magic, Cork are Tragic".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: Crowd Colours at Croke Park&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: Shane Brady - Green&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Link: &lt;a href="http://www.gaa.ie/"&gt;www.gaa.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-7218102629278875966?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/7218102629278875966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=7218102629278875966' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/7218102629278875966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/7218102629278875966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/09/meath-are-magic-cork-are-tragic.html' title='Meath are magic, Cork are tragic!'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RuhT9rlxCFI/AAAAAAAAAJc/sZTjP8Ve30E/s72-c/crokepark.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-3919753274642191708</id><published>2007-09-06T22:19:00.001+01:00</published><updated>2008-05-07T00:10:11.779+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='escursioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><title type='text'>I Festival: Electric Picnic e gli altri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RuBv2yC6L2I/AAAAAAAAAFU/kVFj8bM2928/s1600-h/Electric+Picnic,+2007+-+Magic+Door.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RuBv2yC6L2I/AAAAAAAAAFU/kVFj8bM2928/s320/Electric+Picnic,+2007+-+Magic+Door.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5107204964375736162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;L’estate irlandese è ricca di festival. Di tutti i gusti: festival d’arte, festival di musica, festival di cinema, festival di teatro, festival culinari. Ovviamente avidamente ho cercato di viverne molti. Recentemente sono stato al Electric Picnic Festival, il festival irlandese “poshest”. Il festival che si definisce “The Boutique Music Festival” è il festival per eccellenza adatto a coloro che non hanno piu' voglia di tuffarsi nelle folle oceaniche di ragazzini scalmanati. Il festival si differenzia dagli altri in programmazione durante l'estate irlandese sia per la scelta degli artisti sia per l'atmosfera chill out che si respira. Tra i tanti artisti che hanno partecipato per noi 32.000 “picknickers” in questa edizione c’erano tra gli altri Sonic Youth, Bjork, The Chemical Brothers, Manic Street Preachers, Erasure, Jarvis Cocker, Sonic Youth, Beastie Boys, Iggy Pop and the Stooges, Primal Screem e The Good the Bad and the Queen.&lt;br /&gt;L' &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Electric Picnic Festival&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; si è svolto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;sotto il sole o comunque senza la temuta pioggia, molto diverso dal più giovanile Oxegen Festival che si è svolto a Luglio sotto la pioggia in mezzo al fango, più adatto a giovani meno esigenti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; Il festival  si è fatto come al solito nella bella vallata di Stradbally nella contea di Laois e ha presentato molti eventi collaterali dall'arte al teatro, dal cibo biologico alle danze sciamaniche. Dunque non solo musica, ma nella grande area “Body and Soul” in un bosco con alberi dipinti da colori pastello biodegradabili trovavi anche meditazione yoga, installazioni video, saune, trattamenti corpo, viso con oltre 80 terapeuti olistici, swanky camping e molto altro… come la "Porta Magica" che se attraversata all'alba faceva soddisfare un desiderio: io ho chiesto la ricrescita dei capelli, la mia vicina irlandese di tenda "la felicità" e dai gemiti sentite la notte dopo almeno 50 minuti di felicità li ha avuti... io aspetto novità tricologiche. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Nei mesi scorsi ho visitato t&lt;/span&gt;anti festival. Generalmente questi festival erano trappole per turisti male organizzati (a Galway concerto dei The Divine Comedy previsto saltato perché la band non ne sapeva nulla, a Kilkenny il festival non si percepiva proprio, al Marittime Festival di Dublino c’erano quasi solo bancarelle di cibo etnico, etc). Però in alcuni casi la bellezza del contesto (Galway, Docklands sul Liffey, Winklow, etc.) suppliva alle carenze organizzative e il modo di divertirsi e di arricchirsi d’arte lo si trova comunque. Avessi avuto 10 anni in meno mi sarei divertito forse anche a rotolarmi nel fango dell’Oxegen, e non avrei vissuto come un incubo dividere al Picnic Festival una canadese con 2 corpulenti polacchi sempre abirrazzati…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: The Magic Door, Electric Picnic Festival 2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: The Chemical Brothers - Hey Boy Hey Girl&lt;br /&gt;Link: &lt;a href="http://www.electricpicnic.ie"&gt;www.electricpicnic.ie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-3919753274642191708?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/3919753274642191708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=3919753274642191708' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3919753274642191708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/3919753274642191708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/09/lestate-irlandese-ricca-di-festival.html' title='I Festival: Electric Picnic e gli altri'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RuBv2yC6L2I/AAAAAAAAAFU/kVFj8bM2928/s72-c/Electric+Picnic,+2007+-+Magic+Door.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-113609555689245301</id><published>2007-09-01T12:21:00.000+01:00</published><updated>2007-10-09T22:18:06.211+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><title type='text'>Benvenuti nelle utopie irlandesi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RtlLpiC6L1I/AAAAAAAAAFM/8eNaDbbirzc/s1600-h/ha%27penny.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RtlLpiC6L1I/AAAAAAAAAFM/8eNaDbbirzc/s320/ha%27penny.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5105194829486894930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Carissimi, dopo alcuni mesi dalla sua apertura il blog utopie irlandesi è finalmente online completamente funzionante. I motivi per cui i mesi scorsi il blog era visibile solo parzialmente sono tanti (problemi tecnici, furto Olympus, pigrizia, reticenze, etc.). Ad ogni modo da oggi il blog è perfettamente visibile ed è possibile anche leggere i vecchi post che per qualche tempo erano divenuti off line. Chi è interessato potrà leggere cosa significa vivere a Dublino, cercare e trovare un lavoro e una casa, chi si incontra per strada, i problemi con inglese e diversi costumi, come divertirsi a Dublino, le escursioni in Irlanda e all’estero, le gioie e i dolori di chi “mollo tutto e vado a vivere in Irlanda”. Spero che questo blog possa rappresentare un ponte per rimanere in contatto con i miei amici italiani e possa essere una fonte di informazioni per chi ha fatto o vuole fare il mio stesso percorso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ogni post è accompagnato da una foto (che salvo diversa indicazione è stata fatta da me) e da una canzone - che ho ascoltato scrivendo - legata in vari modi al topic. A volte anche un link segnalerà un collegamento ad un sito inerente il post. Per chi utilizza i feed è possibile abbonarsi cliccando &lt;a href="http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;qui&lt;/a&gt;. Da oggi è attiva anche la funzione “commenti” con cui è possibile interagire con me o altri lettori del blog.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; Enjoy!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Pic: He’Penny Bridge sul Liffey a Dublino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Song: The Smiths – Please, please, please let me get what I want&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7438052036469641746-113609555689245301?l=utopieirlandesi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/feeds/113609555689245301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7438052036469641746&amp;postID=113609555689245301' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/113609555689245301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7438052036469641746/posts/default/113609555689245301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://utopieirlandesi.blogspot.com/2007/09/benvenuti-in-utopie-irlandesi.html' title='Benvenuti nelle utopie irlandesi'/><author><name>utopie</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07862578441109536849</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://forum.irlandando.it/customavatars/avatar3522_5.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RtlLpiC6L1I/AAAAAAAAAFM/8eNaDbbirzc/s72-c/ha%27penny.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7438052036469641746.post-3569891943095245335</id><published>2007-08-31T20:47:00.000+01:00</published><updated>2008-01-26T14:47:37.153Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi overseas'/><title type='text'>Per fiordi norvegesi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RthxASC6L0I/AAAAAAAAAFE/7mNt2LyGnEU/s1600-h/fiordo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_9Wdzrsdqp8s/RthxASC6L0I/AAAAAAAAAFE/7mNt2LyGnEU/s320/fiordo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104954427282435906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sono tornato da poco dalla Norvegia. Mi è venuta in mente l'idea di andare in Scandinavia dopo che una ragazza incontrata il mese scorso al corso di inglese si è avventurata a dirmi "... e se passi per la Norvegia, chiamami che ti ospito io". Il giorno dopo avevo già preso alcuni giorni di holidays e i tickets Ryanair Dublin-Oslo-Dublin a 0,01 euro l'uno. All'ultimo momento si aggiunge al viaggio la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;mia amica di avventura Belén (prima o poi vi parlerò anche di lei) con &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;cui ho passato un paio di giorni a Oslo e un altro paio nel nord tra fiordi.&lt;br /&gt;L'inserto «Pocket World in Figures 2008», un dettagliato studio sulla qualità della vita in 200 nazioni mondiali appena uscito con l'Economist, che prende in considerazione tanti fattori tra cui reddito, clima, durata media di vita, libertà d'impresa, il numero degli asili nido presenti nello Stato e l'utilizzo di contraccettivi ha decretato la Norvegia il Paese dove si vive meglio nel mondo (l'Irlanda è quarta dopo Islanda e Australia, mentre tra le 20 nazioni occidentali l'Italia è 17'). Ma è anche una nazione molto costosa: Oslo dall'anno scorso ha superato Tokyo ed è diventata ufficialmente la città più costoso del mondo, troviamo però una camera nel centrale Perminent Hostel di Oslo per l'ottimo prezzo di 720 corone norvegesi a notte (circa 100 euro) e per due giorni si mangia salmone, merluzzo e gamberetti, si viaggia in barconi per fiordi iperantropizzati, si visita il museo Munch, la fortezza di Akershus, &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;il Museo dello Sci, il Parco Vigeland, la Galleria Nazionale, il rampolino di Holmenkollen. Si noleggiano due biciclette e si gira la città immersa nel verde e nel blu sotto un caldissimo sole.&lt;br /&gt;Mentre la mia compagna di viaggio architetta visita il Doga (il centro per il design e l'architettura norvegese) e i musei d'architettura io passo un fantastico pomeriggio al Nobels Fredssenter (Centro Nobel per la Pace); i miei occhi vedono mostre, tecnologie interattive, giochi di ruolo nonviolenti, il "giardino dei Nobel" e il "Café de la Pax" dove bevo un ottimo thé equosolidale. Per caso incrocio il demenziale "mini bottle gallery": l'unico museo al mondo di bottiglie mignon dove è possibile vedere bottiglie piene per esempio di verdure e frutti di bosco, vermi e topi, vedere cosa portano gli scozzesi sotto il kilt e come si presenta un bordello. La notte lungo il Karl Johans Gate e l'Aker Btygge (la zona del porto) è vibrante e vivace è nei fine settimane dopo le 9 pare che tutto sia permesso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dopo un paio di giorni andiamo al nord: 8 ore di treno e siamo a Bergen nella casa dell'amica norvegese. Qua ci riposiamo e prendiamo il tutto con molta calma facendo lunghe passeggiate tra foreste vergini facendoci coinvolgere dalla poeticità dell'incontro tra mare e montagna. Non abbiamo potuto però potuto privarci della lunga traversata tra i fiordi del nord (casualmente abbiamo anche incrociato la leggendaria Hurtigruten, la nave postale che percorre tutta la costa fin oltre Capo Nord). Al tramonto parlando di arte e psichiatria si passeggiava tra stradine e vicoli stretti delle variopinte case di legno di Bergen col tipico tetto a spiovente che colorano la città, emblema vivente del passato e della particolare architettura tradizionale locale, che in molti momenti della giornata richiamano con i loro colori una armonia quasi mistica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verd
